Fortunatamente il GIP ha fatto chiarezza rimandando gli atti alla Procura
di Eugenio Baresi*
Le notizie dell’indagine su Ustica, più che ennesima, prolungata e volutamente inconcludente, sono la dimostrazione, se mai ce ne fosse bisogno, della falsità congenita che l’intera informazione italiana propone.
Praticamente televisioni a reti unificate e giornaloni ci hanno comunicato che la Procura di Roma aveva ritirato la sua decisione di chiudere l’indagine.
E la spiegazione, esilarante, era che la Francia si era detta disponibile a fornire la documentazione in suo possesso.
Con l’aggiunta, molto scenografica e drammaticamente incombente, che in tal modo si sarebbe dimostrata la loro teoria che il famoso DC9 ITAVIA era stato abbattuto da un missile.
Tutto vergognosamente falso.
Non perché lo dico io, ma perché lo scrive piuttosto chiaramente il GIP del Tribunale di Roma rimandando gli atti alla Procura.
Si perché il fatto che la Procura chiudesse senza far nulla l’indagine non lo stabiliva lei, lo doveva accettare il GIP… un altro magistrato.
Così per dirla tutta: la retromarcia della Procura sulla richiesta di archiviazione è stata più propriamente legata al fatto che appunto un nuovo magistrato doveva esprimersi… e non si sa mai che, come vediamo nella cronaca per altri fatti giudiziari di questi giorni, vi siano altri magistrati concentrati più sulla ricerca della verità che sulle proprie convenienti convinzioni.
Quello che è avvenuto.
Ecco cosa scrive il GIP del Tribunale di Roma al riguardo:
“L’Ambasciata di Francia tiene a precisare che le autorità francesi non sono a conoscenza di alcuna richiesta di mutua assistenza giudiziaria in sospeso e che sarebbero molto grate alle autorità italiane di precisare se, da parte loro, dovessero individuare richieste in sospeso”. “L’Ambasciata francese – si legge ancora – precisa che due documenti sono stati trasmessi nel 1986 e nel 1990 dal ministero della Difesa francese a quello italiano, e si esclude espressamente qualsiasi pregressa resistenza nel fornire l’assistenza giudiziaria”.
Più chiaro di così!
Semplicemente l’intera informazione si è dedicata al suo compito precipuo: raccontare il falso per coprire e proteggere una brutta figura della Procura di Roma e per continuare nel depistaggio.
Si deve sapere chi era contrario all’archiviazione dell’indagine e chi non lo era.
Innanzitutto il Governo italiano si è opposto in Tribunale all’archiviazione.
E forse per la Procura di Roma essere perennemente contro il Governo può risultare alla fine un poco incomprensibile per tutti.
Poi si è opposta in Tribunale l’ Associazione per la Verità su Ustica, presieduta da Giuliana Cavazza, figlia di una delle vittime, una associazione che si batte affinché vengano presi in conto, come dovrebbe essere, il processo penale che ha stabilito la fantascientificità della ipotesi di battaglia aerea e la perizia dei massimi esperti mondiali di incidentistica aerea che ha individuato come l’unica causa probabile sia la bomba a bordo come fonte del disastro.
Invece L ‘Associazione presieduta dalla senatrice Bonfietti, con me segretaria della Commissione stragi nella XIV legislatura, a cui ovviamente la disinformazione italiana, anche in questo caso ha dato molto spazio, si è solo detta favorevole a che vadano avanti le indagini.
Anche il più ingenuo e sprovveduto ben comprende che se tu non ti opponi in giudizio, in Tribunale, qualsiasi tua affermazione è semplice vacuità… ed allora si sono ben guardati dall’opporsi con atto formale in Tribunale.
Ma ancor curioso è quanto affermato da un avvocato di tale associazione (giornale radiorai2 – 7,30 del 1 ottobre) che inizia già ad augurarsi che la Francia sia sincera nella collaborazione… e l’augurio sta nel fatto che ardentemente si spera che non riconfermi i fatti per quello che oggettivamente sono… altrimenti non è sincera?!?
Ed esilarante l’altro augurio regalatoci da un altro avvocato come ci racconta RaiNews24: “Ci auguriamo che gli sforzi profusi alla ricerca della verità non siano ancora una volta mortificati dalla nebulosità delle risposte precedentemente attuate dalla
Francia – ha commentato Daniele Osnato, avvocato che rappresenta dei familiari delle vittime -. Confido vivamente che la vicenda sia definita in tempi brevi e che la magistratura possa finalmente ottenere giustizia”.
Insomma, di tutta evidenza il problema per loro non è che la Francia non risponde o non collabora.
Semplicemente non risponde come loro vorrebbero!
Veramente curioso modo di intendere.
Ma anche utile è sapere chi era ed è il titolare dell’indagine presso la Procura di Roma.
Questo magistrato ha scritto un libro sull’argomento, con un avvocato di parte civile, e ancor prima del mio, in cui narra e promuove l’ipotesi del missile.
Ora, siccome non ho alcun motivo per non stimare questo magistrato, mi chiedo e chiedo come possa svolgere e approfondire una indagine quando lui è convinto esattamente e pervicacemente di una tesi sull’argomento.
L’esperienza di ognuno di noi porta a pensare che per rispetto alla nostra intelligenza e alla nostra dignità personale saremmo incapaci, non per cattiveria, ma per pura incapacità logica di procedere contrariamente alle nostre profonde convinzioni.
Per altro ci sarebbe anche un dubbio almeno dal punto di vista dell’opportunità giuridica su tale fatto.
Devo precisare che queste considerazioni non le faccio ora, le ho manifestate al Consiglio Superiore della Magistratura ed al procuratore di Roma, evidentemente inutilmente.
Detto quindi che nulla sia stato sviluppato verso l’approfondimento delle risultanze oggettive sul coinvolgimento del terrorismo palestinese i fatti suggeriscono che non è una cosa che possa stupire.
A questo punto vale ricordare un poco la storia, anche se su questo giornale già ne abbiamo ampiamente ricordato.
Partiamo dall’apertura di questa indagine, della sua utilità e di cosa è accaduto o meglio non accaduto.
L’indagine è aperta per una dichiarazione di Cossiga nel 2008, smentita immediatamente.
Ma il vero motivo è che questo procedimento è rimasto aperto come motivo “ad adiuvandum” per sostenere quei curiosi processi civili che hanno distribuito milioni di euro… che pagano i cittadini.
Ora non serve più.
E questa può essere un’opinione.
Ma non è un opinione che nel frattempo, grazie prima a Renzi, ma non erano utilizzabili, poi soprattutto a Draghi ed infine alla Meloni si è presa conoscenza dei documenti segreti.
Tali documenti specificano che molte connessioni esistono con il terrorismo palestinese.
Già si sapeva, l’ho scritto e documentato nel libro sulla vicenda che ho pubblicato una decina di anni fa, persone, fatti, addirittura missive ufficiali, quelle che erano note.
Dei nuovi documenti ne cito uno .
La mattina del tragico volo il nostro capo dei servizi da Beirut informava di aver perso ogni contatto con gli informatori sul campo e che pericolosamente esisteva una concreta possibilità di attentati a infrastrutture o beni Italiani.
Chiede di evacuare l’Ambasciata.
Pensate un po’ che quasi un anno dopo si verifica un’ennesimo allarme e la segnalazione da Beirut indica che potrebbe essere un aereo dell’Alitalia il bersaglio.
Credo che anche il più ingenuo abbia intuito la logica dell’esperienza che ha guidato questo seconda informativa.
Ma come dicevo i documenti desecretati sono tanti e avrebbero meritato una attenzione nella ricerca della verità proprio in direzione del terrorismo palestinese. (non li riporto e vale l’invito a rileggere su questo giornale i tanti scritti precedenti)
Nessuna iniziativa la Procura ha intrapreso.
Ritornando, per precisione, alla Francia vale sottolineare che quello che ha scritto il GIP l’altro ieri già si sapeva.
La Francia ha risposto a tutte e 14 le rogatorie che le sono state inviate… certo, come già ho sottolineato, se si vuole che risponda assecondando le proprie opinioni, e non lo fa perché risponde con i dati di fatto accertati, si può dire di essere insoddisfatti.
Ancor più vale ricordare che il Presidente della Repubblica Francese, Jaques Chirac, ha inviato al nostro Presidente del Consiglio Giuliano Amato una lettera circostanziata in cui assicurando che la Francia avrebbe attivamente collaborato fornendo ogni informazione in suo possesso, lo assicurava dell’assoluta estraneità “dell’Armée de l’air”.
Allora è veramente fuori da ogni logica venirci a raccontare che oggi, finalmente, la Francia vuole collaborare.
Allora vale rimarcare che quello che ha riportato con grande evidenza l’informazione è una subdola e strumentale giustificazione che solo se si vuole perennemente imbrogliare può essere portata come motivazione.
Facciamo allora un breve accenno all’unico vero processo penale che si è svolto ed alla sua affermazione certa, univoca, senza alcun dubbio che la battaglia aerea è un invenzione, è impossibile, è inventata… i missili c’erano solo nella mente di chi li vuole per giustificare la sua storia, i suoi successi, personali, i suoi guadagni.
C’è da spiegare che quel processo penale non ha potuto stabilire altro perché era stato istruito non per ricercare le cause ed i colpevoli del disastro, ma per accusare i Generali della nostra Aeronautica Militare di aver nascosto i tracciati radar e le informazioni in loro possesso, al fine di nascondere la battaglia aerea ed il missile che aveva colpito l’aereo. (a proposito vorrei ricordare che quei Generali, loro sì grandi e fedeli servitori dello Stato, rifiutarono la prescrizione perché vollero una sentenza definitiva e certa sui fatti veri!)
La vera responsabilità morale e storica è in chi in tutti questi anni non ha mai ricercato ed indagato per scoprire i veri colpevoli… magistrati, politici e giornalisti, ovviamente non tutti, seppur la grande parte.
Un inciso ed una curiosità: i fautori della battaglia aerea si sono inventate ben 42 versioni diverse, con ovviamente responsabilità e protagonisti diversi, ma persino non hanno detto che è stato solo un missile, per alcuni la battaglia aerea ha portato ad una collisione, per altri ad una quasi collisione… vedete un po’ voi cosa rimane della serietà.
Per completezza ricordo i processi civili.
Questi si sono svolti sulla base degli atti prodotti, tralascio la prima partenza di questi processi perché è comica.
Si sono svolti con la curiosa dimenticanza da parte dell’Avvocatura dello Stato di depositare i documenti o di depositarli in ritardo… e questo secondo caso ha una dubbissima interpretazione sulla tipologia degli atti.
Insomma una definitiva Sentenza della Cassazione non è stata ritenuta un precedente giurisprudenziale e quindi rigettata per ritardo nella presentazione.
Varrebbe peraltro ricordare che un pur minimo obbligo di acquisizione autonoma di atti notoriamente conosciuti esiste anche nel processo civile. Curiosità per gli avvocati…
Addirittura un Presidente del Consiglio, menomale brevemente tale, ha impedito all’Avvocatura dello Stato di presentarsi!
Ma il colmo sta nelle sentenze civili che sono emesse secondo l’opinione del giudicante… così è scritto, le sentenze civili così riportano.
Ma il colmo è che per farsi l’opinione il giudicante ha scritto il falso rispetto alle cose pur riportate nella documentazione e alle affermazioni di testimoni.
Vi rendete tutti conto della gravità di una simile affermazione.
Ma non è che qui la scrivo irresponsabilmente.
Questa evidenza l’ho denunciata al Consiglio Superiore della Magistratura, l’ho denunciata al Presidente ed al Procuratore Generale della Cassazione.
Mi ha risposto il solo CSM, che dopo attenta valutazione della I commissione e del Plenum, mi rammentava che non entra nel merito delle sentenze, ma la mia non era un’opinione sulla motivazione, era ben altro; e mi ha suggerito di denunciare tale fatto, non leggendo che insieme a lui anche il massimo organo dedito all’azione penale era stato informato: il Procuratore Generale della Cassazione.
Un risultato però si è ottenuto: si può tranquillamente affermare che quelle sentenze contengono il falso… senza tema di essere “redarguiti”…
Qui chiudo perché già molto, anche se non tutto, è stato specificato.
Anzi, solo una ulteriore curiosità, ma veramente non è nemmeno tale: è solo consueta imbarazzante evidenza dei fatti.
Vorrei far notare come su questo giornale il 7 agosto denunciavamo l’incredibile comportamento del Corriere della Sera che aveva, guarda un po’, rilanciato la falsità che la Francia non collaborava su Ustica… rifiutandosi però di riportare le dichiarazioni dell’ex ministro Giovanardi che voleva venisse semplicemente precisato quello che erano stati i fatti reali e di cui lui aveva addirittura informato il Parlamento.
Lo abbiamo appena scritto, confortati persino dal GIP del Tribunale di Roma, di come la Francia abbia risposto ad ogni richiesta della magistratura italiana.
Ecco, ci pare proprio imbarazzante che un giornale che dovrebbe ritenersi autorevole diventi un modesto apripista e passaparola giustificativo di una Procura.
*ex parlamentare e segretario della Commissione Stragi





