Home Cultura A un passo dall’amicizia: Seul rende a Pechino leoni dinastia Qing

A un passo dall’amicizia: Seul rende a Pechino leoni dinastia Qing

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amicizia tra Seul e Pechino

Corea del Sud e Cina rafforzano i legami bilaterali mediante la diplomazia culturale

Con un gesto che riecheggia decenni di storia, la Corea del Sud ha ufficialmente restituito alla Cina una coppia di leoni di marmo della dinastia Qing (1644 – 1911), alti 1,9 metri.

La consegna, avvenuta a Seul, rappresenta un importante passo simbolico nell’ambito degli sforzi di entrambe le nazioni per riparare e rafforzare i legami bilaterali attraverso la diplomazia culturale.

I due leoni, maschio e femmina, ciascuno del peso di 1,25 tonnellate, sono stati formalmente consegnati dal Museo d’Arte Kansong all’Amministrazione Nazionale del Patrimonio Culturale cinese (NCHA) durante una cerimonia nella capitale sudcoreana.

Secondo l’ambasciata cinese, le sculture partiranno per la Cina venerdì 31 luglio 2026.

La restituzione ha un profondo significato storico, infatti gli esperti di entrambi i Paesi ritengono che le sculture di marmo un tempo custodissero l’ingresso della residenza di un principe o di una principessa della dinastia Qing.

Il loro viaggio verso la Corea del Sud iniziò nel 1933, quando Jeon Hyeong-pil, fondatore del Museo d’Arte Kansong, li acquistò a un’asta a Osaka, in Giappone, organizzata dalla galleria d’arte Yamanaka & Co.

Fin dall’apertura del museo nel 1938, i leoni hanno fatto da sentinella all’ingresso di Bohwagak, il nome originale del museo.

È fondamentale sottolineare che Jeon Hyeong-pil ha sempre considerato i leoni come reliquie culturali cinesi ed aveva espresso il desiderio che un giorno potessero essere restituiti alla loro terra d’origine.

Tale desiderio si è finalmente concretizzato nel dicembre 2025, quando il Museo Nazionale di Corea e l’NCHA (National Center for Historical Affairs) hanno avviato consultazioni sul ritorno, giungendo, infine, a un accordo.

L’iniziativa ha preso slancio politico durante la visita di Stato del Presidente sudcoreano Lee Jae-myung in Cina nel gennaio 2026.

In quell’occasione, il leader cinese e quello coreano hanno presenziato alla firma di un accordo formale per il rimpatrio dei leoni.

Alla cerimonia di consegna hanno partecipato alti funzionari di entrambi i Paesi, tra cui Rao Quan, viceministro cinese della Cultura e del Turismo e capo del NCHA (National Center for Heritage Affairs), e l’ambasciatore cinese in Corea del Sud, Dai Bing. Erano presenti anche le loro controparti sudcoreane, tra cui Yu Hong-jun, direttore del Museo Nazionale di Corea, e Jeon In-geon, direttore del Museo d’Arte Kansong.

Nel suo intervento, il viceministro Rao Quan ha presentato la restituzione come un passo concreto nell’attuazione del consenso raggiunto dai leader cinesi e sudcoreani sull’espansione degli scambi culturali e tra i popoli osservando anche che entrambe le nazioni hanno sperimentato il dolore della perdita di beni culturali e si sono impegnate per il ritorno di manufatti smarriti.

Il gesto della Corea del Sud riflette il suo rispetto e la sua buona volontà nei confronti del patrimonio culturale cinese e rappresenta un ulteriore esempio di come gli scambi culturali rafforzino la comprensione reciproca tra i due popoli.

L’ambasciatore Dai Bing ha fatto eco a questi sentimenti, affermando che la restituzione “dimostra l’amicizia tra i due Paesi” in un momento in cui le relazioni bilaterali stanno entrando in una nuova fase di miglioramento e sviluppo sotto la guida strategica dei leader di entrambi i Paesi.

La parte sudcoreana ha descritto la restituzione come un atto nato da “profondo rispetto per la storia e la cultura della Cina” e un simbolo di “forte fiducia reciproca tra i due Paesi”, esprimendo la speranza che apra un nuovo capitolo per la cooperazione nel campo del patrimonio culturale.

Il percorso dei leoni, da un’asta dell’epoca coloniale alla restituzione diplomatica, racchiude una storia complessa.

La loro acquisizione da parte di Jeon Hyeong-pil durante il periodo del dominio coloniale giapponese sulla Corea, e il suo successivo desiderio di restituirli, aggiungono un ulteriore livello di significato legato a una memoria condivisa di eventi storici.

Una volta che i leoni di pietra saranno trasportati in sicurezza in Cina, si prevede che saranno sottoposti a restauro da parte di esperti e saranno esposti al Museo Nazionale Cinese entro la fine dell’anno.

Mentre le due nazioni guardano al futuro, questo ponte culturale, scolpito in 1,25 tonnellate di marmo, funge da potente monito che il patrimonio può aprire la strada alla riconciliazione e a una rinnovata cooperazione.

Autore

  • Carlo Marino

    Carlo MarinoCarlo Marino, Ph.D., Journalist Stampa Estera. Direttore Scientifico della Collana di linguistica, Storia e Antropologia Eurasiatica - De Frede Editore Napoli. Il Faro di Roma, Sala Stampa Santa Sede. Correspondent of European News Agency. Reporters.de. AgoraVox.fr, Nuovo Giornale Nazionale, Eurasiaticanews.eu, La Maschera di Tespi, De Regimine Litterarum. Scrittore.

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