Home Opinioni QUANDO LA GIUSTIZIA NON CHIARISCE I DUBBI

QUANDO LA GIUSTIZIA NON CHIARISCE I DUBBI

0

di Vito Schepisi

Dal primo gennaio del 1948, quando entrò in vigore la Costituzione della Repubblica Italiana, sono passati 77 anni, e l’Italia già da 25 anni è entrata nel terzo millennio.
Se ci si distrae un attimo, però, sembra che tutto questo tempo sia passato invano, posto il basso tasso di civiltà maturato e lo spessore delle contraddizioni che ci sono e su cui, giorno per giorno, c’è qualcuno che inciampa.
Si dice che al centro di tutto, a parte il rapporto etico di ciascuno col proprio “Credo”, ci siano i valori essenziali.
Non c’è una scala ed un percorso graduale che ponga i valori in una graduatoria, per poter stabilire quale che sia al primo, al secondo, al terzo e … all’ultimo gradino della scala.
I valori dell’uomo, se oggettivi, dovrebbero essere indistinguibili e insostituibili.
Tutti insieme!
Dovrebbero essere nel complesso e senza soluzione di continuità, anche perché è impensabile che ce ne sia uno irrinunciabile e l’altro non indispensabile.
E c’è una ragione perché sia così!
Si può forse parlare di libertà, senza che ci sia la diversità di pensiero e la libertà di scelta?
Si può parlare di dignità degli esseri umani, senza che ci sia il lavoro ed il rispetto per tutti?
Si può parlare di salute, senza che ci sia l’accesso ai percorsi medicali che prevengano, riducano o sconfiggano le malattie?
Si può parlare di giustizia senza che sia gestita ed applicata in modo umano, rapido e nelle condizioni in cui la Legge sia davvero uguale per tutti?
Se si pensasse all’Italia, per la Giustizia s’avvertirebbe la sensazione che, partendo da subito, e col piede giusto, occorrerebbero anni per poter dire che finalmente sia stato recuperato per intero un valore assoluto del Paese.
Se L’art. 533 del Codice di Procedura Penale rafforza il principio che un giudice debba pronunciare la sentenza di condanna se l’imputato risulti colpevole del reato contestatogli, al di là di ogni ragionevole dubbio, nella realtà non avviene sempre così.
Se la cronaca dopo anni rivela che, in casi molto controversi che hanno diviso l’opinione pubblica, questo benedetto ragionevole dubbio non sia stato preso in seria considerazione, l’inquietudine ha ragione d’esserci.
Hai voglia che la letteratura e la cronaca più volte ribadiscano che sia meglio avere 100 colpevoli a piede libero che non un solo innocente condannato e privato della libertà personale!
Eppure “il ragionevole dubbio”, soprattutto per la Giustizia Penale, doveva essere la stella popolare su cui orientarsi!
E che dire dei sospetti di condanne maturate come vendette politiche?
Avviene coi regimi autoritari, e sono gli aspetti più aberranti della giustizia servile ai regimi ideologici, reazionari e illiberali: sarebbe indicibile l’angoscia che emerga dal dubbio che anche in democrazia ci sia la tentazione di ricorrervi.
Pensando alla Giustizia in Italia, viene alla memoria un grande ciclista degli anni a cavallo tra il Fascismo e la Liberazione, Gino Bartali che ripeteva: “L’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare”.
Bartali si riferiva per lo più al ciclismo e alle tattiche di corsa, ma non è detto che sia stato solo così, per quanto il campione del ciclismo italiano tenesse anche alla giustizia umana (salvò dai nazisti circa 800 ebrei).
La sua osservazione (sugli sbagli e sulla necessità di cambiare) gli valse la perenne memoria tra gli aforismi popolari più in uso.
Lo stesso aforisma potrebbe valere per la giustizia italiana, in cui una casta d’intoccabili, portatori assoluti d’infallibilità, mette quotidianamente in discussione l’erga omnes dei diritti e dei doveri, tanto che si sospetti persino l’uso delle doppie bilance e neppure ben tarate.
Se la Giustizia in Italia non scioglie i tanti dubbi che si pongono, ma ne crea di nuovi, l’aforisma di Bartali (voler cambiar tutto e ricominciare tutto da capo) è una tentazione che ci sta.

 

Autore

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui