di Lucio Leante
Molti commentatori, di fronte alle prospettive di disimpegno USA, danno per scontata, con inutile e talvolta sospetta frettolosità, la fine della Nato e della alleanza euro-americana e stanno dicendo e scrivendo: “armiamoci dunque finalmente fino ai denti e subito, costi quel che costi. Rendiamoci finalmente autonomi dagli americani! E per l’intanto difendiamo fino in fondo noi l’Ucraina da soli e senza gli americani”. E così fanno una bellissima figura di +europeisti orgogliosi, duri e puri, nonché di paladini della Giustizia e del Bene.
Ma oltre ai rischi e ai costi giganteschi che questa opzione comporta, trascurano un dettaglio: non è possibile costruire in Europa fabbriche di armi moderne in breve tempo (anche perché non ne abbiamo il know-how) e non c’è molto tempo perché il “nuovo Hitler” – secondo loro- “incombe e non vede l’ora di invadere la Polonia e altri paesi e di coartare le libertà di noi europei”. Dunque, dobbiamo dotarci di forze armate consistenti e comprare una montagna di armi subito. E da chi? Dai russi certamente no! Dai cinesi che ci farebbero prezzi stracciati? Scherziamo? Dovremo comprarle dagli americani ovviamente! La dipendenza diventerebbe commerciale e praticamente eterna. Ben scavato vecchio Trump! Make America Great Again!
C’è invece un’altra opzione più politica e diplomatica, più gradualista, meno conflittuale e molto meno dispendiosa, che vedrebbe tra l’altro l’Europa pienamente coinvolta e protagonista. Si tratta di organizzare (magari su iniziativa dell’Italia) una grande Conferenza paneuropea per la sicurezza e la cooperazione in Europa (come quella di Helsinki del 1975, a cui parteciparono anche gli USA e l’URSS) al fine di costruire un nuovo sistema di sicurezza collettiva in Europa con misure di mutua fiducia a garanzia. Essa potrebbe cominciare a operare a partire dalla soluzione del conflitto in Ucraina per poi allargare il suo ambito alle esigenze di sicurezza di tutti gli stati europei, inclusa la Russia.
Helsinki 1975 funzionò abbastanza bene e consentì una “distensione” nel clima della guerra fredda aprendo la strada a trattati che frenarono la corsa agli armamenti. Si tratta ora di fare una Helsinki 2.0. Certo oggi alcune condizioni sono diverse. Allora USA e URSS erano due centri imperiali che esercitavano un pieno controllo sugli stati vassalli. Ma un successo non può essere escluso a priori. Ci guadagneremmo tutti in Europa: evitando spese in inutili armamenti, sospetti reciproci e forse anche nuove guerre. Trump e Putin non potrebbero dire di no. Anzi. Chi potrebbe opporsi? Solo le industrie delle armi. Quelle americane soprattutto, certo, ma anche quelle europee. Ed i loro corifei tra cui i neocon americani che hanno bisogno di un nemico e, forse inconsapevolmente, qualche commentatore europeo con l’elmetto di carta.




