

Segue da: https://www.nuovogiornalenazionale.com/index.php/italia/politica/21737-il-serpente-ha-due-teste-10-trump-taglia-la-testa-fabiana-ne-manca-una.html
L’operazione Trump-Musk è volta a liberare l’Occidente dalle due teste del serpente: quella degli ebrei antisemiti che hanno venduto l’anima a Mammona (rendendo giustizia agli ebrei rimasti fedeli alle loro tradizioni e allo Stato di Israele) e quella delle monarchie europee, colonialiste e neocolonialiste, che hanno il loro centro di comando nell’Inghilterra anglosassone del casato Sassonia-Coburgo e Gotha.
Centro di comando che ha elaborato, nei secoli, la tratta degli schiavi, il malthusianesimo, l’eugenetica e l’imperialismo, le cui idee sono state ereditate, nel secolo scorso, dai Fabiani (in politica laburisti).
Tagliare la testa all’ebraismo finto di chi ha tradito le origini, significa togliere di mezzo un equivoco durato secoli e fonte dell’antisemitismo. Operazione ardua, in quanto l’ebraismo di Mammona ha avuto ed ha strumenti, soprattutto soldi, per confondere le idee, ma operazione necessaria per chiudere una partita secolare, dando alla cultura ebraica autentica e al popolo ebraico il posto che loro spetta nella storia e nel mondo.
Mi aspetto che l’amico Shabbat Menkaura intervenga in merito, perché il parere di chi è in contatto con le radici ebraiche autentiche è prezioso per capire cosa significa liberare l’Occidente dagli ebrei di Mammona per ridare dignità e vita agli ebrei della Tradizione.
Gli ebrei di Mammona sono i nipotini dei frankisti e dei sabbatisti, dei quali ho trattato nelle prime due puntate di questa serie.
https://www.nuovogiornalenazionale.com/index.php/italia/opinioni/20374-il-serpente-ha-due-teste-1-pedofili-o-membri-di-una-setta.html
https://www.nuovogiornalenazionale.com/index.php/italia/opinioni/20429-il-serpente-ha-due-teste-2-i-frankisti-alla-corte-suprema-usa.html
Alcuni di loro, i nipotini del secolo scorso e dell’attuale, i rossoscudati, i palingenetici, si sono incrociati con l’altra testa del serpente, il cerchio magico inglese dal quale sono uscite le logiche malthusiane, quelle eugenetiche e quelle finanziarie, utili al neocolonialismo finanziario della City.
Ne ho scritto nelle precedenti puntate di questa serie.
https://www.nuovogiornalenazionale.com/index.php/italia/opinioni/20521-il-serpente-ha-due-teste-3-britannia-rule-the-waves.html
https://www.nuovogiornalenazionale.com/index.php/italia/opinioni/20795-il-serpente-ha-due-teste-5-il-paradigma-inglese.html
L’altra testa del serpente, quella delle monarchie europee, del ceppo Sassonia-Coburgo e Gotha, con epicentro in Inghilterra, sono la continuazione del feudalesimo in chiave terzo millennio.
Liberarsi del feudalesimo in chiave terzo millennio è fondamentale se si vuole che l’Occidente sopravviva e liberarsi del feudalesimo significa tagliare definitivamente la testa del serpente neocoloniale, con tutto ciò che ne consegue in chiave di mondo ben descritto dall’ex fabiano Orwell.
Nel giugno del 1949, poco prima che io nascessi, George Orwell, pubblicò 1984, descrivendo un mondo del futuro, nel quale il potere si concentra in tre immensi superstati: Oceania, Eurasia ed Estasia.
Al vertice del potere politico in Oceania, ossia di quello che oggi chiamiamo l’Occidente, c’è il Grande Fratello, onnisciente e infallibile, che nessuno ha visto di persona, ma di cui ovunque sono visibili grandi manifesti. Il Ministero della Verità, nel quale lavora il personaggio principale, Winston Smith , ha il compito di censurare libri e giornali non in linea con la politica ufficiale, di alterare la storia e di ridurre le possibilità espressive della lingua.
1984 appartiene a quella serie di romanzi come “Il mondo nuovo” (1932) di Aldous Huxley (fu insegnante di Orwell e al quale Orwell si ispirerà) che compaiono nell’Europa del Primo e del Secondo dopoguerra del secolo scorso.
Non sono semplici opere letterarie, ma descrivono mondi che sono nella testa del circolo magico inglese che ha un suo esponente di primo piano nella Fabian Society.
Solo una mente fabiana poteva elaborare l’idea di trasformare l’Usaid, messa in campo da John F. Kennedy nel 1961, in un Ministero della Verità, dotato di agenti di propaganda, di censura di psico polizia.
Dopo che Donald Trump ha deciso di chiudere l’organizzazione, sono uscite a raffica le notizie che ci informano sul come l’agenzia entrata nelle mani del Partito democratico, oltre a finanziare la Fondazione Clinton e quella di George Soros, abbia finanziato più di 6200 giornalisti, appartenenti a 707 testate. Lo stop di Trump ha bloccato 270 milioni di dollari.
Wikileaks rivela che USAID ha convogliato quasi mezzo miliardo di dollari (472,6 milioni) attraverso un’ONG finanziata dal governo degli Stati Uniti chiamata “Internews Network” (IN), che ha “lavorato con” 4.291 organi di stampa, producendo in un anno 4.799 ore di trasmissioni, che hanno raggiunto fino a 778 milioni di persone e “formato” oltre 9000 giornalisti (dati del 2023). IN ha anche supportato iniziative di censura sui social media.
L’organizzazione sostiene di avere “uffici” in oltre 30 paesi, tra cui uffici principali negli Stati Uniti, Londra, Parigi e sedi regionali a Kiev, Bangkok e Nairobi. È guidata da Jeanne Bourgault, che si fa pagare 451.000 dollari all’anno. Bourgault ha lavorato presso l’ambasciata statunitense a Mosca nei primi anni ’90, dove era responsabile di un budget di 250 milioni di dollari, e in altre rivolte o conflitti in momenti critici, prima di passare formalmente da sei anni da USAID a IN.
Internews Europe ha lanciato un progetto di giornalismo indipendente finanziato dall’UE con 10,5 milioni di euro. Sul suo sito si legge che il 4 novembre 2024 è avvenuta la firma del progetto AGILE che “conferma il nuovo status di Internews Europe come partner strategico per contribuire al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo dei media della Commissione”.
“Internews Europe – si legge nel comunicato sul sito dell’organizzazione – è lieta di annunciare il lancio del progetto Advancing Global Innovation and Learning Effectively to Build Resilience in Independent Media (AGILE). AGILE è il primo importante finanziamento specifico assegnato nell’ambito del nuovo Thematic Framework Partnership Agreement for Human Rights and Democracy tra il consorzio guidato da Internews Europe e l’Unione Europea. AGILE, che impegna 10,5 milioni di euro in quattro anni, consentirà a Internews Europe e ai suoi partner del consorzio Canal France International, Thomson Media, ARTICLE 19 e Fojo Media Institute, con il supporto della Direzione generale per i partenariati internazionali della Commissione europea, di sostenere il giornalismo indipendente nei paesi in cui la libertà dei media è sotto grave attacco. Questo progetto viene lanciato in un momento in cui sta diventando sempre più difficile sostenere ecosistemi informativi sani, in cui le persone comuni possano accedere a notizie e informazioni affidabili e degne di fiducia che consentiranno loro di prendere decisioni informate sulle proprie vite. Incoraggerà l’innovazione nell’intelligenza artificiale e nella tecnologia e consentirà alle redazioni di sperimentare nuove tecniche di collaborazione e di reporting sui cambiamenti climatici. Consentirà inoltre a giornalisti e altri attori di proteggersi online e aiuterà il settore a sviluppare tecniche per gestire stress e traumi”.
“Ancora più importante – si legge sempre sul sito dell’organizzazione – , AGILE creerà una rete globale di condivisione delle conoscenze, per garantire che le voci dei giornalisti di tutto il mondo siano centrali per il lavoro del progetto, assicurando che qualsiasi apprendimento possa essere condiviso con il settore dello sviluppo dei media, i donatori e le organizzazioni mediatiche in tutto il mondo. In particolare, la rete aiuterà tutte le parti interessate a imparare come prepararsi in modo proattivo alle crisi, piuttosto che semplicemente reagire a esse. Il progetto AGILE fornirà oltre 1,79 milioni di euro di supporto finanziario diretto a media indipendenti, giornalisti e organizzazioni della società civile. Questo finanziamento aiuterà a promuovere la produzione di notizie di alta qualità, basate su prove e inclusive in vari formati che soddisfano le esigenze della comunità. Le sovvenzioni secondarie proposte mirano anche a promuovere l’inclusività e la rappresentanza nel reporting, supportare l’inclusione di giornalisti emarginati nei ruoli di redazione e di leadership editoriale e rafforzare la resilienza finanziaria e la sostenibilità in tutto il settore”.
In qualità di Presidente e CEO di Internews, Jeanne Bourgault guida la gestione strategica dell’organizzazione e dei suoi programmi in oltre 80 paesi in tutto il mondo. Bourgault ha supervisionato la crescita di Internews in aree scarsamente servite dai media locali, come Afghanistan e Sudan del Sud, e sotto la sua guida Internews ha guidato il crescente settore delle informazioni umanitarie, si è espansa nei programmi statunitensi per soddisfare le lacune informative nazionali uniche, ha sviluppato strategie per affrontare le crescenti sfide della tecnologia informatica digitale e ha incentrato le esigenze informative di donne e ragazze in tutti i suoi programmi. Durante il suo mandato, Internews ha sperimentato e sviluppato programmi innovativi tra cui Earth Journalism Network, United for News e Listening Post Collective.
Il consiglio è co-presieduto dal democratico Richard J. Kessler e da Simone Otus Coxe, moglie del miliardario NVIDIA Trench Coxe, entrambi importanti donatori democratici. Nel 2023, sostenuta da Hillary Clinton, Bourgault ha lanciato un fondo IN da 10 milioni di dollari presso la Clinton Global Initiative (CGI).
Usaid, per tornare all’organizzazione Usa che si è trasformata nel Ministero della Verità orwelliana, è stata anche la cassa di transito dei soldi dei contribuenti Usa verso le organizzazioni di George Soros, l’ebreo che fin da ragazzo ha tradito il suo popolo, educato alla London school of economics fabiana e formato alla finanza dai Rothschild.
Giuseppe Gagliano, su Insideover, il 9 febbraio scorso scriveva che “l’ombra di George Soros e del suo network di ONG si allunga ancora una volta su Usaid, l’agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale. Un sodalizio di lunga data, cementato da decenni di finanziamenti e strategie comuni”
“Nel 1993 – scrive sempre Gagliano -, Usaid firmava un accordo con il Programma di Formazione Manageriale delle fondazioni Soros per addestrare trenta “professionisti” da Bulgaria, Estonia, Polonia, Romania e Slovacchia. Poi, nei primi anni Duemila, una serie di rivoluzioni colorate, dal Caucaso all’Europa orientale, vedeva in prima linea le ONG di Soros e i finanziamenti a pioggia di Washington. Non a caso, nel 2003-2004, USAID e la International Renaissance Foundation di Soros lavoravano fianco a fianco per sostenere la Rivoluzione Arancione in Ucraina. Una sinergia che valeva, nel solo 2003, 54,7 milioni di dollari, a cui si aggiungevano 34,11 milioni nel 2004”.
Va considerato, inoltre che particolare attenzione è stata data al finanziamento di media ucraini, dove si stime che il 90% dei media fosse supportato da fondi Usaid.
Ucraina dove hanno agito in totale sinergia l’allora sottosegretaria di Stato dell’Amministrazione Obama, l’ebrea Victoria Nuland e l’ebreo George Soros per organizzare il golpe di Maidan, essendo plenipotenziario il vicepresidente Joe Biden. Segretario di Stato, all’epoca di Maidan, l’ebreo John Kerry, mentre nel primo mandato di Obama è stata Hillary Clinton.
L’Ucraina, dopo il colpo di stato promosso e organizzato da Nuland e Soros ha avuto come presidenti Petro Poroshenko (2014-2019, cognome originale Valtsman o Valzman, probabilmente ebraico), il quale ha promosso un’agenda filo occidentale e l’entrata nell’Unione Europea e, dal 2019, l’ebreo Volodymir Zelensky.
Sempre secondo quanto scrive Giuseppe Gagliano, su Insideover, il 9 febbraio, nel “2024, il presidente Joe Biden ha richiesto per USAID quasi 30 miliardi di dollari nel bilancio federale 2025. Una cifra enorme, una parte della quale finirà ancora nelle casse delle ONG e dei programmi ispirati dall’agenda di Soros”.
Nel 2017 alcuni senatori repubblicani, tra cui Mike Lee e Ted Cruz, chiesero formalmente al Dipartimento di Stato di chiarire il ruolo di Usaid nel finanziare movimenti politici legati a Soros in Paesi come Macedonia, Albania e Guatemala.
I russi hanno più volte denunciato il coinvolgimento di Usaid nei laboratori gain of function. Il tenente generale Igor Kirillov, morto per mano degli ucraini (è saltato su una bomba in un attentato rivendicato dai servizi di Kiev), ha denunciato il coinvolgimento di agenti e finanziatori dell’USAID nel programma militare-biologico statunitense in Ucraina.
Nel frattempo dal vaso di pandora di usai emerge di tutto
https://it.insideover.com/media-e-potere/i-tentacoli-dellusaid-nel-mondo-pioggia-di-dollari-a-media-e-giornali.html#google_vignette
https://www.cjr.org/the_media_today/usaid-and-the-media-in-a-time-of-monsters.php
Il Washington Free Bacon ha riferito che nel 2023, sotto la presidenza di Joe Biden, l’Usaid ha speso 1 milione di dollari per un «progetto per aiutare le persone disabili nel paese dell’Asia centrale del Tagikistan a diventare ‘leader del clima’».
L’amministrazione Biden ha potenziato gli sforzi dell’Usaid e del Dipartimento di Stato per promuovere obiettivi sociali delle ideologie abortiste e dell’estrema sinistra (Gender).
Secondo il Wall Street Journal il Dipartimento di Stato stava finanziando «iniziative culturali» per promuovere spettacoli di drag queen in Ecuador e per promuovere «diversità, equità e inclusione» (Dei), ha speso 1,5 milioni nei luoghi di lavoro e nelle comunità imprenditoriali della Serbia, 2,5 milioni di dollari per i veicoli elettrici in Vietnam, 2 milioni di dollari per i cambiamenti di sesso e «l’attivismo Lgbt» in Guatemala, 32 mila euro per libri Lgbt per scuole elementari in Perù, poi 6 milioni di dollari per finanziare il turismo in Egitto e diverse centinaia per promuovere l’aborto in Africa.
Tuttavia lo scandalo più odioso è quello relativo alla propaganda e alla censura, con finanziamenti a migliaia di giornalisti e a centinaia di testate.
Secondo la Columbia Journalism Review, UsAid sosteneva 6.200 giornalisti, 707 testate giornalistiche e 279 organizzazioni della società civile operanti nel settore dei media in tutto il mondo per propagandare l’omologazione globalista.
Siamo di fronte ad una rete di ong, di centri studi e di giornalisti prezzolati che hanno operato per avere sempre più censura al fine di cancellare le voci contrarie al pensiero unico progressista.
Trump ha ora chiuso il fiume di denaro, tagliando il tunnel che univa, in modo sotterraneo, la testa ebraica del serpente con quella di ispirazione fabiana.
Visto che l’agenzia non si può chiudere che con un atto del Congresso, Trump ha preferito fonderla con il Dipartimento di Stato, licenziando tutti i circa 10.000 dipendenti tranne 294 che manterranno in vita la struttura dopo che è stata del tutto svuotata. Molti di questi dipendenti non hanno tardato a denunciare il governo, chiedendo che il licenziamento venga cancellato ma, considerato che l’azione è stata autorizzata dal presidente, capo dell’esecutivo al quale l’Usaid fa riferimento, le speranze sono poche.
Il bilancio di Usaid è enorme. Tutte insieme le agenzie dei servizi di intelligence hanno a disposizione 72 miliardi contro i 50 di Usaid
Ora il tunnel sotterraneo è stato chiuso e messo direttamente nelle mani del Segretario di Stato Rubio, la qual cosa significa che i giochetti della filiera che unisce loe due teste del serpente è interrotta e che i soldi dei contribuenti Usa non serviranno più a fare dell’Occidente un mondo orwelliano dove le idee del circolo magico inglese possono riproporre un neo feudalesimo che nega ogni reale libertà.





