
Nei Salmi “2Pietro 3:8” possiamo leggere “.. Una cosa però non dovete perdere di vista, carissimi: davanti al Signore un giorno è come mille anni e mille anni come un giorno solo.”.
Nel mondo degli uomini possiamo scrivere che esistono giorni che durano anni ed anni che durano giorni, e ciò come introduzione del tema che la Storia non fà sconti a nessuno e che le cose cha accadono hanno sempre una ragione per accadere.
In questi giorni si assiste al teatro degli isterismi collettivi a sinistra, di pagine su rotocalchi di alta moda inneggianti una prossima fine del mondo per le realtà Lgbt+++ ed altre varie ed eventuali, forse anche perchè alla luce di questi accadimenti crolleranno anche le vendite di giubbotti realizzati con lana di montoni gay.
Ma è inutile continuare a parlare di questi sprovveduti, gli stessi che negano il principio scientifico che la coppia di cromosomi XY determinano un maschio ed una coppia di cromosomi XX determinano una femmina. Non si scriverà, altresì, dei terrappiattisti delle idee sociali, ma si dedicherà qualche riflessione ai “professori”, a quelli bravi perchè bravi lo sono veramente, quelli simpatici con i cognomi appartenti al ghota partenopeo e animatori di riviste famosissime, titolate in latino, che evocano limiti, tanto per comprenderci.
Il “Professore”, comunista vero e ben preparato, è la espressione più elevata della cultura di sinistra, ove nelle origini si intravedono relazioni importanti con amministrazioni che contano fino a far pensare che le sue cartine di geopolitica, ad onor del vero le più complete e ben eseguite, possano aver fatto da testo accademico nell’ultima Relazione Annuale di qualche Dipartimento che pesa.
Nelle sue riflessioni post voto USA, riflessioni visibili sui canali social, il nostro esprime perplessità sul fatto che pur essendo evidente che Trump abbia vinto le elezioni, una parte consistente degli statunitensi non lo abbia votato, e citando il distretto della Columbia evidenziava la vittoria quasi assoluta della Harris. E’ sempre il principio dell’Ufficio Motorizzazione per il rilascio delle patenti di democrazia, ove se vince la sinistra è tutto perfetto, ma se vince il polo di destra evidentemente qualcosa non quadra.
Ma procediamo in qualche altra riflessione. Il “Professore” afferma, sempre nei suoi interventi, che negli USA si sono contrapposte due visioni, una cosiddetta “globalista” e la seconda cosiddetta “protezionista”, che poi sarebbe un modo educato per non usare il termine “sovranista”. Nelle sue dotte conclusioni, nel finale, in breve con il ritorno di Trump alla Casa Bianca la politica della “globalizzazione” sociale e finanziaria avrebbe al momento termine.
Non si può competere con così elevata sapienza, cultura e professione accademica.
Ma le domande possono far guardare le cose, per non voler scrivere “vedere”, il che sarebbe una opera titanica per queste persone, in modo diverso.
La “Globalizzazione” finanziaria? Ma la globalizzazione è da tempo che è finita. E’ finita con il consolidamento dei Paesi Brics, è finita quando lo yuan ha iniziato a sostituire il dollaro nelle transazioni sul petrolio, è finita quando a gestire le risorse energetiche, a partire dalle cosiddette “terre rare” sono arrivati i cinesi a farlo. E ciò prima ancora che Trump decidesse di tornare a candidarsi come Presidente.
Ma parliamp di cose ancor più serie: la Sicurezza Militare Europea.
Di recente il nostro Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale Carmine Masiello, in occasione dell’Inaugurazione dell’anno accademico e scolastico degli Istituti di Formazione dell’Esercito, qualche giorno fà, ha espresso principi e concetti tipici dei Centri Alti Studi Difesa. Dal principio “Si vis pacem para bellum” fino al cambio di denominazione della Scuola di Applicazione con il ritorno all’antica dizione Scuola di Guerra.
Perchè l’alto ufficiale, persona che chi scrive stima ed apprezza, ha parlato di guerra, di quella vera e reale, e non di chiacchiere da caffè da circolo ufficiali. Il generale Masiello, per anagrafica, ben ricorda il periodo dell’Esercito di Leva, e del principio della “massa”. Significa, per i profani in materia, che gli eserciti devono disporre di uomini e mezzi, e giusto ricordarlo a metà degli anni ’80 l’Esercito italiano disponeva di circa 260.000 uomini con età media 20 anni, ed oggi ne dispone di circa 100.000 con età media pari al doppio. Non si scrive di mezzi e materiali, a partire dalle “linee carri” per non dilungarci troppo. E sul tema della Sicurezza Militare la solita sinistra si è scatenata affermando che con Trump gli statunitensi avrebbero abbandonato l’Europa.
Scrivendo di “fatti”, nel periodo della Guerra Fredda, e scriviamo fino a qualche anno dopo il crollo del Muro di Berlino, le forze USA in Europa erano pari a circa 1 milione di uomini.
Ad oggi, fonti aperte, i militari USA superano di non molto i 100.000 uomini in tutta Europa, fra cui 38.500 in Germania (fonte ISPI) e 9.000 in Italia (fonte Geopop).
L’Unione Europea in circa 70 anni non è riuscita a realizzare l’Esercito Europeo, avvalendosi dell'”Ombrello NATO” di cui la principale “ossatura” è targata USA/GB, solo ora si accorge che non ha un sistema di difesa, forse perchè impegnata a produrre esilaranti (per non dire tragiche) normative riferite alla dimensione di taluni prodotti otofrutticoli.
Poi arriva Mario Draghi e giorni fà ricorda a tutti che bisogna arrivare al 2% di spesa sul PIL per la Difesa Nazionale se si vuole avere una difesa degna di questo nome.
Ma sempre l’Unione Europea, superando se stessa, fà dichiarare ad esponenti di altissimo prestigio politico, che la UE ha necessità di una “intelligence europea”, scatenando l’ilarità più incontrollata, che è certamente ha interessato anche gli addetti di un centro di ascolto in Patagonia.
Ma come, Voi “scienziati e professori” sinistrati ed europeisti, non siete riusciti in 70 anni a mettere d’accordo i generali ed un giorno vi svegliate e volete mettere d’accordo la spie?
Cambiate mestiere e chi vi fornisce materiali che inebriano.
Nelle conclusioni Trump torna non per far finire la globalizzazione, ma torna perchè la globalizzazione è finita. E dato che i registi dei due fenomeni sono sempre gli stessi adesso cambiano gli attori sulla scena del teatro mondiale, e propongono i più affidabili per i loro interessi economici, questi sì planetari.
Un ultimo pensiero ai pifferai magici. Ci si augura che si siano fatti pagare bene in tutti questi anni, perchè hanno responsabilità enormi e non possono essere giustificati come la massa di stupidi che hanno preso in giro da sempre.
La Storia non fà sconti, ha tutto il tempo per far pagare i debiti per un semplice motivo.
La Storia ha memoria.





