
Un attacco missilistico Israele segna una nuova tappa di una guerra, ormai totale, che potrebbe anche avere dei risvolti impensabili.
Per ora, l’attacco missilistico sembra più a una serie di fuochi d’artificio per non perdere la faccia.
Circa 180 missili balistici sono stati lanciati dall’Iran verso Israele e, come nel precedente grande attacco di aprile, anche ieri sera si sono registrate in tutto il paese, le drammatiche intercettazioni dei sistemi di difesa israeliani, ma anche le cadute registrate.
In tutta Israele sono state registrate, infatti, intercettazioni spettacolari di missili balistici dall’Iran. Molte cadute sono state registrate nel Negev e nel nord di Tel Aviv, dove un missile caduto in un’area aperta ha provocato il caos in un ristorante.
Gravemente danneggiata una scuola a Gadare. Nel cortile si è aperto un cratere.
“Solo poche ore fa centinaia di bambini studiavano lì, è un miracolo”. Segnalazioni di intercettazioni sono arrivate anche da Gaza e dalla Giordania.
In riprese particolarmente drammatiche dal Negev – la zona che secondo i resoconti esteri l’Iran intendeva attaccare – si vedono una dopo l’altra numerose cadute e, quando un’altra esplosione illumina il cielo notturno, si vede alzarsi una fila di funghi di fumo.
Le registrazioni dell’intercettazione dei missili balistici, che, come nel precedente attacco di aprile, molto probabilmente sono avvenute molto in alto nel cielo, sono arrivate, come menzionato, da tutto Israele, comprese Samaria, Gerusalemme e il sud.
L’esercito israeliano, alle 19,44 ora italiana di ieri, ha dichiarato che l’attacco missilistico da parte dell’Iran è terminato e che le persone possono lasciare i rifugi antiaerei. “In seguito alla valutazione della situazione, è stato deciso che ora è consentito lasciare gli spazi protetti in tutte le aree del Paese”.
Il segretario alla Difesa statunitense Lloyd Austin aveva detto al suo omologo israeliano Yoav Gallant che Washington ha “aumentato la prontezza delle forze” nella regione in previsione dell’attacco iraniano.
La telefonata sarebbe avvenuta prima che l’Iran lanciasse centinaia di missili verso Israele.
“Il segretario e il ministro Gallant hanno discusso delle gravi conseguenze per l’Iran nel caso in cui decidesse di lanciare un attacco militare diretto contro Israele”.





