
di Savino di Scanno
E’ stato un amore a prima vista ciò che lo scrivente ha provò per il Libano dopo aver letto il libro di Oriana Fallaci “Insciallah” pubblicato nel 1990.
Una storia bellissima, tormentata, passionale del nostro contingente militare italiano a Beirut durante la guerra civile libanese che insanguinò il Paese dei Cedri dal 1975 al 1990.Una storia di paracadutisti, suore, miliziani e terroristi che impressionò fino all’innamoramento un uomo-soldato per tutta la vita. Una storia iniziata con l’arrivo dell’OLP a Beirut con tutte le dinamiche a seguito scatenate.
La Storia si ripete. In queste ore Israele stà procedendo all’invasione di terra nel sud del Libano per combattere la componente sciita Hezbollah, vero stato nello stato, presente da sempre in quei territori.
Scrivere del Libano in un breve articolo è praticamente impossibile.
Si dovrebbe scrivere di una meravigliosa città, Biblo, sorta nel 7.000 a.c. considerata tra i primi insediamenti umani. Si dovrebbe scrivere dei Fenici di Tiro e Sidone, delle Crociate ma giungere fino ad oggi prevederebbe scrivere almeno un tomo della Treccani.
Nella storia recente il Grande Libano è una creazione francese del 1920, dominio da cui il Libano si affrancherà nel 1943 per poi diventare socio fondatore dell’ONU nel 1945. Socio fondatore altresì della Lega Araba sempre nel 1945.
Stato confessionale, accoglie circa 18 religioni diverse.
La sua struttura politica prevede un Presidente Cristiano Maronita, attualmente vacante, un Primo Ministro Sunnita ed un Presidente del Parlamento Sciita.
Una Storia sempre drammatica, basti ricordare la morte a seguito di un attentato nel 2005 realizzato dai servizi segreti siriani contro il Presidente Sunnita Rafiq al Hariri, fino all’esplosione del 4 agosto 2020 del porto di Beirut, zona che sempre chi scrive conosceva benissimo in quanto frequentava la meravigliosa marina di Beirut, più bella di quella di Montecarlo, negli anni in cui aveva lavorato nella capitale libanese.
Tornando alla multi religiosità della società libanese, al momento unica enclave cristiana rimasta in Medio Oriente. Da cattolico apostolico romano, chiamato “latino” in quelle aree, era naturale diventare “fratello” dei cristiano maroniti verso cui in questo momento si porge un sentito messaggio di vicinanza e solidarietà, anche ricordando la visita di S.S: Papa Benedetto XVI tra il 14 ed il 16 settembre 2012 proprio a Beirut dove fu celebrata una solenne Santa Messa nella Baia di San Giorgio.
Ora arriviamo ad Hezbollah. Gli Hezbollah sono la maggiaranza mussulmana sciita, rispetto ad una minoranza sunnita che tra l’altro ha esultato sia a Beirut, che a Tripoli di Libano fino alla Siria per la morte di Hassan Nasrallah. Hezbollah controlla Beirut sud compreso l’aeroporto fino al confine sud con Israele. Hezbollah braccio operativo di Teheran sul Mediterraneo, dispone di una forza armata separata dell’Esercito regolare libanese e da sempre compie ostilità verso Israele con attentati e lanci di missili verso il territorio fino a lambire Tel Aviv.
A questo punto si lascia il campo alla variegata schiera degli inutili politologi, geopolitici ed esperti di intelligence nostrani, gente che non ha neanche idea di quei luoghi e di quelle persone.
Non abbiamo necessità di analisti, convegnisti e conferenzieri. Si dovrebbe scrivere che sarebbe necessario l’intervento della politica visto che abbiamo circa 1.200 nostri soldati sulla Blue Line ma al momento oltre le solite dichiarazioni di merito il nulla. Poi a voler scrivere di iniziative della UE meglio tacere giusto il fatto che a Bruxelles saranno sempre più interessati alle misure di zucchine e melanzane che alle guerre visto che tra l’altro in Europa la Russia ha invaso l’Ucraina ed ancora si sta pensando all’esercito europeo come una illusione.
Alla fine, come sempre ed è giusto così, ci penserà il Mossad a chiarire le idee a tutti.
Un ultimo tema, tornando al romanzo della Fallaci.
I nostri soldati dell’epoca, operazione ITALCON sotto il comando del generale Franco Angioni, erano quasi tutti soldati di leva, media età 20 anni, con gli elmetti colorati di bianco. Erano bersaglieri, paracadutisti, e marò del San Marco e carabinieri. Armati di FAL (fucile automatico leggero Beretta come eufemismo in quanto pesava oltre 4 kg in 7,62×51) ed erano amatissimi dalla popolazione .Il nostro centro Sismi di Beirut non era secondo a nessuna “servizio” presente, garantendo l’incolumità del nostro contingente ed il rimpatrio dei nostri connazionali.
Il Libano è un Paese che garantisce la stabilità dell’area. Una sua nuova destabilizzazione potrebbe innescare una nuova guerra civile.
Si agisca invece di perdere tempo dietro alle chiacchiere.
Ci vorrebbe solo un po’ di “intellligence” se ne siamo ancora capaci….





