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LE RAGIONI E GLI ERRORI DI NETANYAHU

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di Mauro Del Bue

E’ evidente soffrire per tutte le vittime civili di una guerra. Per i ragazzi e le ragazze israeliane colpite mentre festeggiavano felici e per famiglie massacrate nei kibbutz. Così come per i bambini e per i cittadini palestinesi di cui s’é fatto strage a Gaza anche perché i terroristi avevano depositato le basi missilistiche a fianco di scuole e di ospedali. E per i morti in Libano, paese martoriato da conflitti militari interni ed esterni. E se andiamo indietro nella storia non possiamo dimenticare i 100mila morti provocati in Italia dall’aviazione anglo americana e i milioni di morti causati dalle orrende carneficine di Norimberga, Amburgo, Dresda, Berlino. Bisognerebbe però cercare sempre il filo politico perché la conta dei morti non sempre convalida le ragioni e i torti. Le responsabilità di Hitler e del suo alleato Mussolini sono acclarate. Su quelle di Israele e dei palestinesi si discute e ci si divide. Tutti gli israeliani non sono con Netanyahu così come tutti i palestinesi non stanno con Hamas e i gruppi terroristici libanesi. Allora parliamo di Netanyahu e di terrorismo. Chi ha cominciato questa guerra e perché? Il conflitto é iniziato con il barbaro eccidio ordinato da Hamas il 7 ottobre in territorio israeliano che ha provocato la strage di 1200 civili, aggrediti e massacrati uno alla volta e il rapimento di circa 200 persone. Netanyahu ha formato un governo di unità nazionale dichiarando guerra ad Hamas. Che altro doveva fare? Porgere l’altra guancia? Doveva però, a mio avviso, aprire subito una trattativa per la liberazione degli ostaggi. Le trattative sono state molteplici anche tra nazifascisti e partigiani e gli scambi di prigionieri non si contano. Evidente che i bombardamenti mettevano a rischio anche la vita degli ostaggi. Poi avrebbe dovuto coinvolgere l’intero occidente nella guerra al terrorismo, come metodologicamente ha fatto Bush dopo l’attacco alle due Torri dell’11 settembre. E infine attaccare Hamas e i suoi capi ovunque si trovassero. Questo avrebbe rafforzato le ragioni evidenti di Israele in tutto il mondo, che stanno essenzialmente nel diritto supremo alla sua esistenza e sicurezza. Si tratta di afferrare il senso dell’anti sionismo divenuto ormai pericoloso anti ebraismo. L’effigie della Levi condannata come agente del sionismo e additata a bersaglio, lei reduce dal campo di sterminio di Auschwitz, fa venire i brividi. Che molti gruppi palestinesi chiamino all’odio anti ebraico anche in Occidente é un insulto insopportabile alla storia di patimenti e di orrori subiti da quel popolo. Israele non può sentirsi sicura se solo Egitto e Giordania ne riconoscono il diritto all’esistenza, se i palestinesi che governano la striscia di Gaza, territorio confinante con Israele, assaltano da anni con missili e poi con la strage del 7 ottobre le sue terre, se conclamano il dovere di distruggerla. E se questo dovere é conclamato anche da Hezbollah che nelle ultime settimane, aggiungendo l’attacco da Nord all’attacco da Sud, ha bombardato Israele con centinaia di missili, quest’ultima non ha il diritto di rispondere? A conti fatti le operazioni militari israeliane hanno praticamente azzerato i vertici di Hamas e di Hezbollah. E’ un male o un bene che ciò sia avvenuto? Se metà della popolazione libanese, se tutta l’opposizione di Assad in Siria, se quasi tutto il Marocco, che ha vietato il lutto, ha festeggiato la fine di questo personaggio, noi dovremmo dolercene? Capisco che questa guerra rischia di diventare l’ennesimo conflitto tra sunniti e sciiti, ma se contribuisse ad abbattere l’ignobile teocrazia iraniana, sarebbe un male? Il problema di Netanyahu é che non solo in tutto questo non ha coinvolto gli Usa e l’Europa, creando screzi, divaricazioni, anche dissociazioni aperte soprattutto con l’amministrazione americana, ma ha affidato la soluzione solo a una strategia militare e non politica. Che rapporti tiene Bibì, non solo con l’intero occidente, ma anche con il legittimo governo palestinese della Cisgiordania? E’ ancora valida la soluzione indicata a Oslo dei due popoli e due stati, gli insediamenti israeliani in Cisgiordania verranno o no gradualmente rimossi? Di tutto questo non si parla lasciando la parola sola alle bombe. Ma le bombe non risolveranno il problema.

 

Autore

  • Mauro Del Bue

    Mauro Del Bue

    Mauro Del Bue, politico, giornalista e storico italiano. Già deputato del PSI e del Nuovo PSI, è stato Sottosegretario al Ministero delle infrastrutture nel Governo Berlusconi III. Nel 2007 è stato uno dei principali protagonisti della rinascita del PSI. Dal 2013 al 2022 ha diretto la versione online de L'Avanti!. Dal 2023 dirige il quotidiano online La Giustizia.

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