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UN GIALLO PER L’ESTATE – SVR DIRETTORATO “S”

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di Savino di Scanno

Un Giallo per l’Estate   3  – SVR Direttorato “S”

“Mi chiedo perché Lei, Signor Generale, non è ancora andato in pensione…” . Il generale Luigi Corbino sorrise ma non rispose. Ricordava vagamente l’attore Nino Manfredi. Sguardo tra il vispo ed il sornione, baffetti, sempre elegante. 2 o 3 matrimoni , 3 o 4 figli, amanti varie ma, come Lui affermava, mai nel luogo di lavoro.

Era seduto nella saletta interna del famoso bar nelle vicinanze di Piazza Mazzini.

“Si accomodi pure, Silvio, Le ho portato le foto che mi aveva chiesto”.

Si erano conosciuti decenni prima. Luigi era più anziano di Silvio di qualche anno. Da giovanissimo Capitano era stato assegnato a Via In Selci, primo ai corsi di Modena e Roma. Ma fu l’arresto ed il processo a “Portobello” a metà degli anni ’80 che stavano per incrinare una promettente carriera. Luigi era convintissimo che Portobello era assolutamente “innocente” e ciò creava imbarazzi al Comando che “doveva” seguire le direttive della Procura. Per evitare che fosse congedato, il Suo protettore al Comando Generale, lo fece assegnare alla “Villa”. E fu in una di queste occasioni, o meglio in occasione di un ritrovamento presso un campo zingari a Guidonia di una imponente quantità di armi sovietiche , che fu richiesto ai fini di identificarle e catalogarle, l’ausilio di “qualcuno” che ne capisse. E così conobbe Silvio, che alla Montefinale a Bracciano, aveva “umiliato” per competenze e conoscenze, quelli del 2° Reparto che erano andati a fare un corso proprio sulle armi del Patto di Varsavia, motivo per cui il Comando di Artiglieria inviò lui.

Malgrado si dessero del Lei cordializzarono subito. Silvio non impiegò molto a classificare i Kalashnikov AK 47 in 7,62×39, le Tokarev in 7,62×25 di cui una particolarmente bella in quanto munita di guancette in legno con l’emblema del KGB, le Makarov 9×18 ed in ultimo, tra i primi ritrovati in Italia, un SVD Dragunov in 7,62×54.

“Le ho portato foto e nomi.” Silvio appoggiò la borsa su una sedia e prese posizione di fronte al generale.

“La foto che Lei vede la ha fatta il Mossad al valico di Masnaa-Jdeidet Yabous qualche giorno dopo che i due sono andati a trovare Marie a Beirut. Ci siamo arrivati grazie alla descrizione che Marie Le ha fatto ed alla nota che Lei ci ha inoltrato che immediatamente abbiamo girato ai collegati.  I due sono in auto e stanno attaversando il confine direzione Damasco.E’ l’unica traccia del loro transito in Libano. L’Intelligence Department Lebanese Armed Forces non aveva trovato nulla da parte loro”, Silvio prese la foto ed iniziò a scrutare l’uomo e la donna ripresi all’interno dell’autoveicolo.

“Lui si chiama Maxim Volkov. Classe ’53, come ufficiale di Marina viene assegnato dal GRU alla fine degli anni ’70 presso le basi artiche di Severomorek e Poljarny. Transita poi al 1 Direttorato del KGB e lo inviano a Baku per seguire le società petrolifere. Lo ritroviamo a Dubai, ma anche a Tangeri, Città del Capo. Attualmente dirige un giornale on line ad Instanbul per la compravendita di immobili. Secondo Vauxall Cross è ai vertici del Direttorato “A” del SVR, considerando l’età e l’ esperienza. Lei si chiama Nadezhda Semynov. Classe 1987 viene “teoricamente” identificata a Londra nel 2006. La Special Branch ritiene che fosse Lei nel novembre di quell’anno ad essere la vera infermiera che girava nei padiglioni dell’University College Hospital dove grazie al polonio 210 il KGB chiuse una partita tra “parenti”, e non la donna trovata suicida in un auto in un parcheggio sempre dell’ospedale. Secondo il Mossad Nadezhda è in carico al Direttorato “S” del SVR, quello che si occupa degli agenti illegali e sotto copertura all’estero”.

“Generale, quindi, Mosca manda a Beirut 2 pezzi da 90, a minacciare una donna che avrebbe avuto una relazione con un uomo, che avrebbe sempre secondo loro, ucciso un rappresentante ONU a Roma, E poi come ci sarebbero arrivati a queste conclusioni?”.

“Non si incazzi….è stato più semplice di quanto pensa. Un rappresentante delle Nazioni Unite, previa autorizzazione del nostro Ministero degli Esteri, ha ottenuto dalla Procura, i referti dell’autopsia di Gerard Piche. Questi referti sono stati inviati a New York, e con tutti i collaboratori che i russi hanno , poi è stato facile trarne le conclusioni”

“Ma questo Gerard Piche, abbiamo approfondito chi fosse?”

“Avevo chiesto a quelli del CS, ma poi i Grandi Capi al Dipartimento, hanno fermato tutto. Bastava aver fatto un favore a Tel Aviv per tutelare i nostri soldati in Libano, Per il resto meglio farsi i fatti propri”.

“Come si è organizzato con Marie?”.

“”Marie è sotto protezione. La sua è una famiglia di Falangisti, di quelli cattivi. Il padre vuole che torni a Byblos da loro, ma lei resta a Beirut per lavorare motivo per cui 2 cugine sono andate a vivere da lei ed uno zio la accompagna sempre nei suoi tragitti.”.

In quel momento era arrivato Giulio.

“Generale…..” “Maresciallo… questi sono i documenti che Lei deve consegnare al Suo comandante Silvestini. Avevo parlato con Lui ieri”.

“Sissignore, li consegnerò al ritorno da Grottaferrata”

“Grottaferrata? E cosa andate a fare lì?”

Silvio mosso da apparente imbarazzo. “Generale dobbiamo andare dalle suore di Liza. Ieri è successo un macello…”

“Che cosa può essere successo? I cugini guardano a vista il convento”.

“Niente di grave. E’ che ho portato Ulisse da Liza. Lei era tutta contenta. Ho regalato un paio di stampe di Piranesi alla madre superiora ottenendo la possibilità di lasciare il cane da loro, visto che hanno ampio spazio e poi alla piccola piaceva. Purtroppo è successo l’impossibile, nel senso che le bambine, le ragazze giocavano nel chiosco monumentale del convento ed Ulisse sonnecchiava incurante fino a quando è arrivato un gatto..”

“Un gatto?”

“Si, generale, un cazzo di gatto si è presentato ed Ulisse è partito alla carica. Nella sintesi 5 vasi porta fiori del ‘700 distrutti durante la carica del cirneco, mensole e tavolini fuori uso fino alla caduta della suora, tale suor Gigliola, 140 kg di donna, caduta rovinosamente a terra per cercare di salvare il gatto. Abbiamo chiamato un carro Leopard da soccorso per sollevarla con un argano di acciaio. Comunque Liza è divertita un mondo ma devo andare a  discutere i danni”.

“Potete andare, io resto, devo attendere una signora…..”

“Generale….”

Silvio e Giulio lasciarono il bar.

“”Ma dove stà l’auto?” “E’ questa, indicando una utilitaria di nuova generazione”.

“Ho preso questa perché le altre stanno tutte in giro. E’ appena arrivata”

Il tempo di imboccare Via delle Milizie “Senti un po’ Giulio, ma questa macchina ce lo ha il motore, perché è silenziosissima..””

“Silvio una vergogna. Motore elettrico…”

“Ho capito. La prossima volta per andare da Liza  prendiamo il pulmann per Frascati….”

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