
di Gianvito Caldararo
Tale figura la conosciamo dall’articolo 41 della Costituzione, che recita “L’iniziativa economica privata è libera”. Tutti i tentativi di procedere all’approvazione dello Statuto dell’impresa, non ha mai avuto successo. L’altra fonte giuridica che descrive la figura dell’imprenditore è il seguente articolo 2082 del codice civile: “E’ imprenditore chi esercita professionalmente un’attività economica organizzata a fine della produzione e dello scambio di beni e servizi”. I requisiti minimi richiesti sono: a) l’attività produttiva; b) la organizzazione; c) l’economicità; d) la professionalità. L’attività produttiva è finalizzata alla produzione di beni e servizi. La organizzazione comporta la realizzazione di un complesso produttivo, formato da persone e beni strumentali.
La economicità è intesa come conduzione con metodo economico e secondo modalità che consentano la copertura dei costi mediante il realizzo dei ricavi. Per quanto attiene il requisito della professionalità, significa che l’attività deve essere abituale , cioè stabile, e non di tipo occasionale. Generalmente alla figura dell’imprenditore gli vengono riconosciute le seguenti caratteristiche: la passione, l’entusiasmo, la creatività, la lungimiranza, la competitività, la determinazione, il coraggio, la flessibilità e l’oculatezza. Le 5 virtù che devono essere curate con particolare cura sono la fiducia, intesa come la capacità di affidarsi alle competenze di un’altra persona, la leadership, che pensa “in primis” a motivare le persone, la buona ed efficace comunicazione, l’agilità mentale, cioè deve stare al passo e accogliere il cambiamento senza avere timore.
Infine, vi è la pazienza, sapere cioè che il successo non arriva dall’oggi al domani, ma che ogni business ha bisogno di tempo e di una strategia per crescere. Come pure vi è la consapevolezza, ovvero la virtù che sta alla base del successo, con la capacità di conoscere se stessi, i propri limiti, le proprie convinzioni e sapersi relazionare con tutt il mondo che lo circonda. Ma l’imprenditore è colui che di ogni situazione sa interpretarla come un limite o un ostacolo, oppure come una opportunità di crescita e di miglioramento. E nelle scuole dove si studia la gestione manageriale, si racconta la storia realmente accaduta a due imprenditori , ” entrambi produttori di posate, partecipano ad un viaggio di lavoro in Cina, organizzato allo scopo di allacciare nuove relazioni commerciali. Essi visitano le regioni e le città più importanti e incontrano potenziali partner. Durante il volo di ritorno il primo pensa : Dappertutto ho visto mangiare con i bastoncini. Per noi non c’è proprio nulla da vendere qui. Sul sedile accanto, anche l’altro imprenditore fa un bilancio del viaggio. Dappertutto ho visto mangiare con i bastoncini “, pensa ” E’ fantastico. C’è un mercato immenso da valorizzare “. Chi ha ragione ? Entrambi a modo loro. Ma ciò che conta di più sono le conseguenze delle rispettive letture della realtà : il primo abbandonerà qualsiasi progetto, mentre il secondo metterà in movimento tutta la sua creatività e le sue risorse per valorizzare l’opportunità intravista “. La lezione è come vedere le opportunità nei problemi.





