
di Alessandro Roazzi
Strano che Forza Italia migliora con la sua decisione di presentarsi “moderata” e i moderati alla Renzi e Calenda “toppano”.
In realtà le semplificazioni, grottesche del tipo campo largo e centro vitale, fanno i conti con la mediocrità della politica che continua ad aumentare il vero e unico partito largo e di centro, l’astensionismo. E quello europeo era pure un voto proporzionale…quindi favorevole alle minoranze.
Ma c’è un altro aspetto forse da riflettere: i moderati contano se sono l’ala di una forza politica schierata, a destra o a sinistra. Forza Italia quindi ha una sua ragione d’essere.
Il fallimento di Renzi e di Calenda invece non è solo personale ma dimostra anche l’incapacità del PD in particolare a capire che è indispensabile anche un’anima moderata o comunque in grado di rafforzare lo spirito riformista.
Invece continua ad “accontentarsi” di ricorrere invece ad un vecchio costume comunista secondo il quale sosteneva di essere “unitario“ , come vanno ripetendo cinicamente adesso gli esponenti del Pd di fronte allo sfacelo pentastellato, solo quando si è…maggioritari, incassando si ma fino alla prossima volta.





