
di Achille Nobiloni
Sbaglierò ma secondo me questa volta Gramellini ha proprio toppato. Come si fa a dire che far interpretare la Giulietta di “Giulietta e Romeo” di Shakespeare a un’artista nera rappresenta la riscrittura woke di una trama del passato in grado di urtare la sensibilità del personaggio e del suo autore?
Ho riletto il pezzo più volte, ogni volta più incredulo, e mi è parso, ogni volta di più, che Gramellini sostenga proprio questo supportando la sua tesi con le considerazioni: che nel 1300 a Verona non poteva esistere una Giulietta nera; che quello in questione è un tentativo di essere inclusivi e vitali che denota invece pigrizia; che ben venga una storia d’amore con protagonista un’adolescente nera a patto però che sia una storia nuova.
Insomma, ho detto e ripeto che sbaglierò, ma a me quanto sopra, sebbene Gramellini dica che il razzismo non c’entri niente, sembra qualcosa molto vicino al razzismo più becero sia umano che culturale!
Per conto mio se proprio vogliamo parlare di inclusivismo pigro quello fu la decisione di Bonelli e Fratoianni di candidare Aboubakar Soumahoro alle Politiche del 2022 ma: “Giulietta e Romeo” è un’opera senza tempo; Giulietta ne è un protagonista, forse il personaggio più importante; Francesca Amewudah-Rivers è una giovane attrice nera di grande talento che – secondo me – ha tutto il diritto di interpretare il personaggio di una grande opera del passato indipendentemente dal colore della pelle del suo viso; “Giulietta e Romeo” è un’opera teatrale di fama mondiale e come tale potrebbe essere rappresentata nei cinque continenti e interpretata da attori con la pelle di tutti i colori che il genere umano è in grado di offrire.
Io continuo a dire che sbaglierò di certo ma questa specie di Daspo teatrale anziché calcistico che si vorrebbe imposto nei confronti di un’attrice nera, alla quale verrebbe in sostanza proibito di avvicinarsi alla “Giulietta e Romeo” di Shakespeare consentendole di recitare al massimo in altra storia d’amore purché diversa e moderna, a me sembra una cosa tanto enorme quanto grave.
Probabilmente se Gramellini ricoprisse una carica politica a quest’ora ne avrebbero già chiesto le dimissioni ma per fortuna, sua e di tutti, in Italia vigono le libertà di stampa, di opinione e di espressione e quindi la mattina continueremo a leggere volentieri i suoi “caffè”… anche se – sempre secondo me – non tutti gli riescono col buco.





