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SARDEGNA, UN CANDIDATO SBAGLIATO FA LA DIFFERENZA

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Il centrodestra in Sardegna ha perso perché ha scelto il candidato sbagliato e ha calato dall’alto la decisione, senza tener conto delle dinamiche reali del territorio.

A sconfitta incassata lo ammette lo stesso candidato del centro destra Paolo Truzzu, il quale ammette che nella sua sconfitta Cagliari, la città di cui è sindaco, ha avuto un ruolo determinante.

I cagliaritani gli hanno girato le spalle preferendogli Alessandra Todde.

“I dati parlano di una sconfitta importante nelle grandi città – ha spiegato Truzzu – ma ha dimostrato che in altri territori si è vinto e anche bene. Del resto, come ho sottolineato in tutta la campagna elettorale, la Sardegna non è solo fatta di grandi centri e l’attenzione per i territori ha sicuramente avuto un buon riscontro in termini di voti”. Ma è quella subita a Cagliari la sconfitta più amara: “Non so se ho sbagliato – ha detto Truzzu riferendosi all’opera svolta nel corso del suo mandato di sindaco – Di sicuro rifarei le mie scelte, delle quali mi assumo la responsabilità. Ho cercato di mettere in pratica la mia visione della città ma questo non è stato colto. Mi auguro che in futuro gli sforzi fatto da questa amministrazione vengano compresi”.

La lettura del voto, per Truzzu, è semplice: “Non sono state elezioni influenzate da fattori nazionali – dice il sindaco del capoluogo di Regione – e il dato che lo prova è il risultato di Cagliari che, più che votare Todde, ha votato contro di me. Sarebbe bastato avere tre-quattro punti in più per vincere l’intera gara”.

Candidato sbagliato, pessima lettura delle dinamiche territoriali, Sardegna consegnata al Centrosinistra per una manciata di voti.

Una lezione, quella della Sardegna, per un Centrodestra che abbozza.

In una nota congiunta di Giorgia Meloni, Antonio Tajani e Matteo Salvini si legge: “I dati disponibili sul voto in Sardegna consegnano una vittoria per meno di 3 mila voti alla candidata del centrosinistra, Alessandra Todde, sul candidato di centrodestra, Paolo Truzzu. Siamo rammaricati per il fatto che l’ottimo risultato delle liste della coalizione di centrodestra, che sfiorano il 50 per cento dei voti, non si sia tramutato anche in una vittoria per il candidato presidente”.

Bene, forse era meglio pensarci prima e mettere il naso sul territorio.

Il Centrosinistra fa bene a festeggiare, ma lo può fare per poco, perché i dati elettorali di lista dicono che il voto della Sardegna non segna un’inversione nazionale.

“Da queste elezioni – dicono Tajani, Salvini e Meloni – non emergerebbe in Sardegna un calo di consenso per il centrodestra”.

E qui fare i conti è assai importante se non ci si vuol lasciar prendere dai soliti entusiasmi da bar sport.

In totale il centrosinistra ha ottenuto 290.318 voti, pari al 42,6%, mentre il centrodestra 333.050, che equivale al 48,8%. 

Il voto disgiunto, quindi, a dimostrazione di quanto detto, ha molto penalizzato il candidato presidente Paolo Truzzu (FdI), che con 327.695 voti ha raggiunto il 45%. Il 3,8 per cento di voti non è poca cosa.

E’ chiaro che, se si fanno i conti con i voti, una proiezione della Sardegna su scala nazionale e, meglio ancora, in relazione con le elezioni europee, non fa che confermare una prevalenza netta del Centrodestra.

Per il Governo, come sembra chiaro, nessun problema, ma per il Centrodestra una riflessione va fatta.

Per quanto riguarda il Centrosinistra, la vittoria della Candidata del M5Stelle, in una logica di campolargo, mette in evidenza due cose.

La prima è che la Schlein è al traino di Conte.

La seconda è che la vittoria in Sardegna premia la Schlein e la rafforza nel Pd, con la conseguenza che la deriva radical chic di quello che era il partito della sinistra proseguirà inevitabilmente.

Per il Centrodestra la riflessione deve essere sulla Sardegna, ma anche su alcune esagerazioni di politica internazionale, come gli eccessivi salamelecchi a Zelensky, in un momento nel quale sembra che dagli Usa e dalla stessa Kiev arrivino segnali che dicono che l’ex attore che grida ancora alla vittoria sia completamente fuori dalla realtà.

Troppi abbracci sembrano fuori tempo.

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  • Redazione

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