
di Manlio Lo Presti*
Sono sicuro che ognuno di noi troverà il tempo per guardare questo eloquente filmato di 15 (quindici) secondi (https://www.instagram.com/reel/C-EIjKIug5N/?igsh=eDUxbjV3OHZieWY5).
Questa brevissimo filmato ritrae la Natura affascinante, concreta, reale, feroce, imprevedibile. La Natura si muove su modelli strutturali e con comportamentali spesso imprevedibili.
Nostro malgrado, siamo tutti bersaglio di una indebita e scorretta traslazione semantica a fini propagandistici in favore del concetto di Ambiente che è assurto a paradigma della teologia progressista attuale.
L’Ambiente è una rappresentazione umana più sicura e prevedibile che ricorda la narrazione del film The Truman Show. Una sceneggiatura edulcorata, con spazi totalmente antropizzati, da cartolina, che gli ecologi-con-le-treccine chiamano Ambiente e che ci propinano 76 ore al giorno in tutte le occasioni possibili.
“Ambiente” è un termine usato e abusato nella politica. È argomento controverso nei finti e vivaci dibattiti televisivi i cui litiganti dopo la trasmissione vanno a cena insieme.
L’abusato vocabolo “ambiente” è una costante di tutte le pubblicità.
Senza accorgersi dell’effetto comico, il ridetto lemma è stato affibbiato anche ad una università telematica!
Molti avranno notato che, in gran parte dei filmati pubblicitari, è presente un/una figurante dall’aspetto esotico, o anche l’azione di pochi secondi fra coppie dello stesso sesso. Questi innesti sono presenti anche quando si promuovono prodotti della robotica, della meccanica, di un fertilizzante, di una componente elettronica, di un particolare snodo meccanico per l’edilizia, ecc. Una casa americana di saponi si è spinta oltre. Nei suoi lanci pubblicitari viene rappresentato il catalogo delle fragilità, con la presenza di persone “diversamente abili”, afflitte da malattie della pelle e altro. Tutto ha diritto ad una equa visibilità. Poi però viene negata la visibilità a 185 milioni di disoccupati in Europa! Questa non è inclusione!
Con questo presenzialismo multisex, multifragile, la recente corrente pubblicitaria ha sostituito di fatto gli stereotipi di genere con lo stereotipo della rappresentazione multirazziale e multifragile come simbolo di un’inclusione che, nella sua applicazione nella realtà quotidiana, si è rivelata più teorica che concreta. Ma questo è un dettaglio sociologico minimale per i sacerdoti del Discorso “giusto e perfetto”. Un particolare fastidioso che non coincide con la teologia inclusiva-gender-ecologica- con-le-treccine elettrica ( https://www.stonewall.it/2017/03/famiglie-plurali-spot-pubblicita-raccontano-mutamenti-della-famiglia/)!
In questi casi, la presenza genderista fragilista diventa un non-senso, con effetti stranianti e/o dissonanti ma non importa, la propaganda non deve interrompere il proprio effetto narcotizzante vestito da finta normalità: https://www.avvenire.it/ attualita/pagine/pubblicita- gender. Faccio presente ai pochissimi Dem che mi leggeranno che la testata Avvenire fu orgogliosamente esibita in aula da tutti i parlamentari Dem e dalle sinistre collaterali.
Non è quindi un caso che si discuta solamente e ossessivamente di “politiche ambientali”.
“Fa bene all’ambiente” è un mantra ripetuto ossessivamente negli slogan per fare apparentemente leva sul senso civico, ma nel profondo si agisce sul senso di colpa degli spettatori ormai intontiti ed incapaci di reagire.
Il tappo attaccato alle bottiglie salverà il mondo. Una iniziativa inutile e da propaganda di regime stile 1984. Lo spettacolarismo annichilisce la direzione di senso della vita quotidiana.
Non ci sono Paesi o strutture mondiali in possesso di un concreto senso civico che abbiano tentato di promuovere ed infliggere efficaci sanzioni contro le aziende planetarie che evadono il fisco e che continuano a devastare e ad inquinare la Natura senza alcun reale controllo.
Nessun altisonante e inutile organo internazionale delibera sanzioni contro Stati riciclatori di denaro e che inquinano ancora oggi interi continenti con l’utilizzo di ferocissime ed assassine armate mercenarie. Silenzio!
Possiamo ben comprendere i motivi di questa omertà: 1) il tema non unisce; 2) non crea consenso; 3) soprattutto non porta guadagni.
Con il criterio del “doppio standard”, sono state applicate oltre cento sanzioni alla Russia ma nessun azione ostile è stata intrapresa contro la Cina schierata con Mosca in cordata provvisoria. Nessun promotore dei diritti umani occidentali denuncia pubblicamente il brutale razzismo dei cinesi contro gli africani sfruttati ferocemente e ghettizzati: https://lanuovabq.it/it/razzismo-cinese-contro-gli-untori-africani-e-incidente-diplomatico.
Una discriminazione occultata dal Sinedrio globalista forse perché con l’impero giallo ci sono troppi affari in piedi e numerosi “compromessi” da nascondere? Forse perché ci sono in giro troppe “liste di beneficiari” appartenenti alle élite di tutto l’Occidente che potrebbero essere pubblicate in caso di azioni ostili occidentali?
A questo squallido e ipocrita scenario si aggiunge una Chiesa cattolica ormai fossilizzata su migrazioni e ucraina ma cieca sul “resto del mondo”. Una chiesa afflitta da una pesantissima emorragia di fedeli, di vocazioni e di offerte. Una emorragia finanziaria rimpiazzata probabilmente da soldi ricevuti in triangolazione dalle banche ombra possedute e manovrate dagli incappucciati dello Stato Profondo dal quale il Vaticano riceve gli ordini esecutivi?
Apriamo gli occhi e usciamo da questa bolla cognitiva multigender, multifragile, multicartonata.
Natura e non Ambiente!





