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Movimento sindacale: a quando un dibattito politico serio?

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Movimento sindacale

L’inquietante silenzio del movimento: dal lavoro alla scuola nessuna proposta

Silenzio assordante è una frase fatta. Ma è quello che mi viene alla mente quando osservo l’assenza quasi assoluta del movimento sindacale dal dibattito politico.

Sembra avere in comune solo il mantenere una distanza siderale nel rispettivo posizionamento politico.

E, difatti, la CGIL prende in mano le redini delle proteste: difficile non vedere analogie con le posizioni espresse dall’area più radicale della sinistra italiana.

La CISL adombra, ma senza poi insistere come dovrebbe, un’ipotesi di patto tutto però da definire nelle prospettive concrete.

La UIL sta ripercorrendo le indecisioni e le perplessità dell’area riformista: si capisce con chi non può stare (e lo si legge anche in qualche sua proposta), ma non si capisce con chi stare.

Ma è sul piano delle grandi possibili e inevitabili riforme che questo silenzio pesa di più.

Sul fisco non vedo proposte e ci sarebbe da parlare per mesi.

Sul riordino della sanità pubblica, che non è solo “più fondi”, neanche.

Sull’organizzazione del lavoro ancor meno nonostante sia chiaro che una parte delle morti sul lavoro dipende da carenze in questo ambito, oltretutto pesantemente messo in discussione dall’avvento dell’AI e della robotica (che sono due cose diverse e che si sommano).

E poi sull’intervento dello Stato nell’economia – nel senso di definire suoi limiti e caratteristiche – nulla del tutto: le esperienze delle ZES, oggi unica, sarebbero da esaminare con grande attenzione.

E, infine, ma non per ultimo, la scuola. Che ha, secondo me, un duplice versante da affrontare.

Il primo è l’insegnamento: materie, metodi, interdisciplinarità. Il confronto con i competitors non solo economici ma anche culturali è impietoso, quali Cina, India e Giappone.

Noi manteniamo una struttura di insegnamento vecchia: che non vuol dire per forza superata, ma che va riesaminata e ragionata.

Anche perché una sua revisione comporta, come conseguenza, una elencazione di bisogni di strutture e di tecnologie, di professionalità e composizione del corpo insegnante, di orari, di rapporto scuola/casa, ed altre mille necessità tutte da ridefinire.

Il secondo è la comprensione di quanto sta accadendo nel mondo giovanile, soprattutto nel mondo degli studenti. Continuo a credere che i giovani pongano una serie di domande alle quali nessuno risponde.

Forse perché quelle risposte non le conosciamo neanche noi; e né per noi.
Credo che i giovani chiedano di essere ascoltati per essere capiti e non per essere “irreggimentati” come sembra si stia facendo. E nel modo peggiore.
Uno dei punti di incontro dei ragazzi, riflettiamoci, è l’aula scolastica.

Dovrebbe diventare un punto di aggregazione, non un luogo di obbligatoria presenza. Dunque un’occasione di stimolo. Dove si pongono domande e si discute di risposte: anche quelle che non ci sono, quanto meno per capire il perché non ci sono.

Se non si intende così la scuola, il suo ruolo, la sua funzione sociale e credo si perda un’occasione che non ammette scampo sulle conseguenze.
L’assenza del Sindacato pesa, in questo campo, forse più che altrove.

Perché il fatto stesso di non apparire in progetti, proposte, azioni finisce per non presentare al ragionamento – ed all’insegnamento di come “essere società” – la ragione stessa di esistere dei corpi intermedi.

Che non hanno solo il compito di rivendicare ma anche – e per me soprattutto – di favorire il raccordo tra i singoli – articolando così i gruppi sociali – e tra società civile ed istituzioni. Una carenza che rappresenta un vulnus educativo pericolosissimo.

Forse non c’entrano niente: ma la manifestazioni studentesche francesi mi danno la sensazione che quando (non se, quando) arriveranno in Italia saremo, come Movimento, ancora una volta in ritardo. Colpevolmente in ritardo.

Dovremo inseguire, perdenti, le prevedibili strumentalizzazioni.

Autore

  • Giuseppe Augieri

    Giuseppe Augieri, laureato in Economia e Commercio, Master alla SdA Bocconi, ha seguito corsi di alta formazione in statistica ed econometria. Progettista impianti, impiegato tecnico ENEL, Segretario Generale UIL – Energia, proprietario ed editore del giornale della Federazione, team leader dello start-up della società ENEL di formazione. Già Responsabile di analisi e controllo gestione di un'importante azienda e amministratore delegato di una sua costola internazionale.

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