
di Savino di Scanno
A voler chiedere ad un allievo del 1° anno della nostra meravigliosa Scuola Militare Nunziatella, tra le più antiche e prestigiose Scuole Militari del Mondo, come sia possibile che in poco meno di 10 giorni 4 tagliagole siano stati capaci di conquistare l’intera Siria, si riceverebbe un mero sorriso di risposta in quanto gli allievi sono “educati”.
Voler scrivere e ripetere che la Turchia sarebbe tornata protagonista nel ginepraio medio orientale è una ulteriore ovvietà dottrinale, giusto i svariati articoli più volte pubblicati sul nostro Nuovo Giornale Nazionale.
Nei fatti questo tale Al Jolani, jiadista dell’ultima ora, anni 42, capo della fazione HTS, ha vinto una guerra lampo contro un inesistente esercito siriano svanito come nebbia al sole. Corrette le valutazioni circa la debolezza russa in Siria, il venir meno del sostegno iraniano, fattori questi che hanno facilitato l’ operazione, perchè di vera e propria operazione pianificata e preparata da tempo e nel tempo trattasi.
Netanyahu afferma, nella recente dichiarazione, che la “..caduta di Assad è il risultato dei colpi all’Iran e Hezbollah..” ed oltre ad essere vero, l’IDF ha occupato tutti i territori di confine con la Siria abbandonati dalle truppe siriane fino alle alture del Golan. Si sarà sempre grati ad Israele, all’IDF, al Mossad, per la costante opera che ha sempre contrastato il terrorismo islamico, e nei fatti ha finalmente rotto l’asse della Mezzaluna Capovolta Teheran, Damasco e Beirut, sciita.
Ma restii ai salotti “nobili” della geopolitica nazionale, quelli frequentati da professori, geografi, vignettisti e parolai, si proporrà una diversa interpretazione degli eventi. E si partirà sempre dalle Geografia, quella dei fatti e non delle opinioni.
Si invita a verificare il tracciato dell’oleodotto Kirkuk – Baniyas, che per oltre 500/800 Km in funzione di variabili di tracciati, collega i pozzi petroliferi iracheni al porto siriano di Baiyjas. Questo oleodotto, che offre una portata di 300.000 barili di greggio al giorno, fu realizzato nel 1952, e nel corso dei decenni ha subito danneggiamenti, interruzioni, malfunzionamenti, ma è considerato uno dei più imponenti tracciati petroliferi per l’intera area.
Il tratto Kirkuk-Baniyas andò a sovrapporsi ad un altro oleodotto, quello di Mosul/Kirkuk-Haifa e chi controllerà il tracciato controllerà flussi importanti di greggio.
Sempre a voler guardare le carte geografiche, il porto di Baniyas si trova a metà strada tra i porti controllati dai russi di Latakia a nord e Tartus a sud, pur nelle affermazioni di chi sostiene che i russi quest’ultimo lo abbiano abbandonato.
Quindi per riepilogare.
I turchi hanno occupato la zona nord occidentale della Siria, ed a breve riapriranno le ostilità con i curdi, mentre gli israeliani hanno occupato tutti i territori confinanti la Siria.
Le milizie “a contratto” ijadeiste a libro paga turche non avranno vita facile, in quanto vivendo da macellai e tagliagole inizieranno a massacrarsi a vicenda. Preoccupazioni evidenti per le comunità cristiane, in particolare in Aleppo, nella considerazione che la parola di rassicurazione circa le loro incolumità professate da criminali vale meno di quella di un cammello, tanto che sempre Netanyahu ha dichiarato che l’IDF difenderà i cristiani ed anche i mussulmani che lo chiederanno. Nella sostanza aspettiamoci nuove carneficine. Assad è volato a Mosca con valigie piene di soldi al termine di una lunghissima stagione di potere governando sangue e miserie.
Tra gli sconfitti annoveriamo i francesi, orfani degli accordi firmati da Picot e l’inglese Sykes nel 1916, circa la divisione per influenze del Medio Oriente lato Mediterraneo, avendo perso ogni forza e considerazione sia in Siria che in Libano. L’UE, come scrive il nostro direttore Silvano Danesi, “non pervenuta”.
Ma quale è il vero ed unico interesse in gioco?
Per lo scrivente è sempre lo stesso. Gli immani interessi per la realizzazione della Via del Cotone, ove la Turchia vuole essere presente e protagonista. Interessi che valgono 660 miliardi di dollari per costruzioni, infrastrutture, porti, città, opere di telecomunicazioni sottomarine e terrestri.
Il Medio Oriente è una terra di gineprai meravigliosi e pericolosi, ma se è vero che fino al 2035 si potranno costruire ancora motori endotermici per auto , il petrolio sarà ancora necessario ed oleodotti come quello citato fanno parte del “grande gioco”.
Per il resto si lasciano a convegnisti, conferenzieri, professori ed in particolare a stagiste abilmente preparate ed erudite, i dovuti commenti ed analisi.





