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L’Italia tolga la “foglia di fico” a Ursula

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L'Italia tolga la "foglia di fico" a Ursula

Lasciamo nuda la protervia della Commissione Europea che ci vuole poveri, senza casa, possibilmente privati dei risparmi e pronti ad andare in guerra

All’Italia è arrivata la procedura di infrazione perché il Governo non ci ha obbligato a fare le case green, così da doverci indebitare o vendere la casa sotto prezzo e finire come i greci, che hanno venduto le case ai fondi per poi finire in affitto nelle case dei fondi.

La Commissione vuole poi mettere le mani sui nostri risparmi. Basta questo o dobbiamo aspettare, per incazzarci davvero, la cartolina precetto per andare a combattere la guerra di Londra per procura in Ucraina, sotto il comando di Zelensky, il cui cerchio magico, nel frattempo, ruba a mani basse?

Da Bruxelles vie fatto capire a Giorgia Meloni che la flessibilità per la manovra non esiste, nonostante il problema dei carburanti e dell’inflazione.

Del resto la baronessa diventata tale per coniugio Ursula von der Layen ci aveva avvertito, prendendoci per i fondelli: consumate di meno.

La dichiarazione della baronessa riguarda l’invito rivolto ai cittadini europei di ridurre i consumi di energia (in particolare elettricità e gas) durante le fasi più critiche della crisi energetica e assomiglia molto a quello di Draghi.

Non siamo smemorati.

Mario Draghi il 6 aprile 2022, durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi a seguito dell’approvazione del Documento di Economia e Finanza (DEF), disse: «Preferiamo la pace o il condizionatore acceso? Questa è la domanda che ci dobbiamo porre.»

In quel periodo, a poche settimane dall’inizio dell’invasione russa in Ucraina, l’Unione Europea stava discutendo la possibilità di imporre un embargo totale sul gas russo.

La logica di lori signori è sempre la stessa: prenderci per i fondelli come se fossimo dei servi della gleba al servizio di nobili decaduti e di borghesi debosciati.

Ogni situazione, personale, sociale, politica, ha un limite oltre il quale non si può andare. Se la moglie ti fa le corna a ripetizione, prima o poi ti dovrai decidere a divorziare.

Ora, riguardo all’Unione Europea, è giunta l’ora di far saltare la Commissione, di ritirare il Commissario italiano dal buco nero di Bruxelles e di usare come una clava il diritto di veto.

Questa Unione Europea è la sintesi ignobile di nazismo e di stalinismo.

Basta.

Gli scherani della finanza speculativa vogliono condizionarci la vita, distruggendo la casa e i risparmi per finanziare le loro follie green fallite e per favorire il dirottamento delle risorse in investimenti di riarmo che servono a tamponare il fallimento di politiche demenziali.

L’Unione Europea è nata come Quarto Reich economico di una Germania asservita al potere finanziario speculativo. Oggi è chiaramente la sintesi operativa di stalinismo e di nazismo ed è un mostro burocratico oppressivo.

L’Italia deve togliere la “foglia di fico” che copre la realtà oscena dell’oppressore.

I cosiddetti antifascisti da operetta dovrebbero cantare Bella ciao identificando correttamente l’invasore nelle norme da furto della libertà dell’armata di Ursula. L’UE è un’istituzione sovranazionale pedagogica che nulla ha a che fare con l’idea di Stato di diritto e di Stato democratico.

Oggi è giunta l’ora di liberarci dall’oppressore, cominciando a proclamare la Resistenza contro il nazi-stalinismo di Bruxelles.

Nella Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti d’America è scritto: “Quando nel corso di eventi umani, sorge la necessità che un popolo sciolga i legami politici che lo hanno stretto a un altro popolo e assuma tra le potenze della terra lo stato di potenza separata e uguale a cui le Leggi della Natura e del Dio della Natura gli danno diritto, un conveniente riguardo alle opinioni dell’umanità richiede che quel popolo dichiari le ragioni per cui è costretto alla secessione. Noi riteniamo che sono per se stesse evidenti queste verità: che tutti gli uomini sono creati eguali; che essi sono dal Creatore dotati di certi inalienabili diritti, che tra questi diritti sono la Vita, la Libertà, e il perseguimento della Felicità; che per garantire questi diritti sono istituiti tra gli uomini governi che derivano i loro giusti poteri dal consenso dei governati; che ogni qualvolta una qualsiasi forma di governo tende a negare questi fini, il popolo ha diritto di mutarla o abolirla e di istituire un nuovo governo fondato su tali principi e di organizzarne i poteri nella forma che sembri al popolo meglio atta a procurare la sua Sicurezza e la sua Felicità”.

Un mostro burocratico che si atteggia a Stato senza esserlo e che si comporta come uno Stato etico pedagogico per attuare gli interessi della finanza globalista merita di essere trattato secondo i criteri della Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti d’America.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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