Lo sgarbo politico alla storia e alla CGdL
È passato quasi sotto silenzio qualcosa di estremamente spiacevole che definire sgarbo politico è forse poco. Non posso fare a meno di contestarlo.
Lo dico alla CGIL e a tutti coloro che le sono andati dietro: il 29 settembre 1906 non nacque la CGIL ma la CGdL. Primo Segretario: Rinaldo Rigola, socialista riformista.
Il suo primo compito: mediare e fare sintesi tra le spinte radicali dei sindacalisti rivoluzionari e le posizioni moderate dei riformisti.
La CGIL nasce invece nel 1944, con il Patto di Roma, ed è figlia della CGdL perché di essa richiamava l’idealità ed l’organizzazione. Questa CGIL manteneva una connotazione fortemente riformista pur se con un dibattito interno, forte ed aspro, che acuì le differenze di sempre.
Il risultato fu la scissione prima della “Libera CGIL” poi diventata CISL e qualche anno dopo della “Federazione Italiana del Lavoro” che poi si sciolse e diede vita alla UIL.
La breve storia che ho tracciato – solo per riportare le vicende storiche fuori da narrazioni di fantasia – dice che è quanto meno azzardato, da parte dell’attuale CGIL, sostenere che la sua data di nascita sia quella della CGdL. È quanto meno irrispettoso che l’informazione non lo noti.
Il dibattito interno appassionato, il confronto tra l’anima riformista, quella cattolica e quella comunista della CGdL, una storia di scissioni dolorose e poi gli anni di tentativi di nuova unità, tutto questo non può essere immiserito dalla attuale CGIL che sembra volersi considerare come unica erede legittima di una storia straordinaria.
La storia di un immenso afflato del mondo del lavoro che però era identitario non singolarmente ma collettivamente, un insieme di culture in confronto fra loro e però vissute nella stessa sede.
La CGIL di oggi è qualcosa di completamente diverso dalla CGdL. Ma anche dalla CGIL del Patto di Roma.
L’immagine di un sindacato, che si ritiene unico rimasto fedele alle origini, e che evidentemente considera scappati di casa quelli che oggi sono la CISL e la UIL, è una immagine distorta.
Per me offensiva. L’iniziativa non mi è piaciuta: e lo dico apertamente.
Ma c’è qualcosa di ancora più per me profondamente sbagliato.
Comprendo e condivido l’orgoglio di un Sindacato, che rivive la sua storia. Certamente prestigiosa. Ma non unica. Il Movimento ha visto grandissime presenze operanti oltre a quella della CGIL.
Che ha però celebrato se stessa, non il Movimento. Non mi risulta siano stati neanche invitati CISL e UIL.
Dunque, la presenza del Presidente della Repubblica è stata qualcosa di incredibilmente fuori luogo. Una manifestazione di parte – oltretutto con una forzatura di base circa la data di “nascita” – e non la celebrazione dell’avvio della storia del Movimento, non credo fosse la sede più indicata per la presenza della più alta carica dello Stato.
Con tutto il rispetto per Mattarella, questa scivolata se la poteva evitare, ovvero essere indotto in errore.





