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La ruota del Papato gira sempre

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La ruota del Papato gira sempre

Le elezioni USA e la dichiarazione di voto di Leone XIV

Quasi nessuno ha evidenziato, come scrive Massimo Gramellini su Il Corriere della Sera nella prima pagina del 31 ottobre 2026, Il Caffè di Massimo Gramellini | La mano santa, che il gesto di Leone XIV “ha ribaltato duemila anni di Storia”.

Si tratta della scelta del Capo della Chiesa di Roma e, quindi, sarebbe meglio dire dello Stato Vaticano, di votare alle elezioni americane di midterm.

Nel corso della polemica con il non beneamato Donald Trump, Leone XIV aveva detto: “non sono un politico, non voglio entrare in un dibattito con lui”.

Evidentemente, qualcosa è cambiato.

La scelta del voto, resa pubblica, esprime, infatti, almeno un atto politico, di assenso o dissenso non importa.

Qualcosa è cambiato, nella storia e nel tempo contingente, ma non nella Storia – universale – della Chiesa di Roma.

Storia che inizia con il Concilio di Nicea del 325, allorquando Costantino invoca la sottomissione del potere “spirituale” di Giove al potere “imperiale” di Augusto.

Nello stesso Concilio, questa è la tesi – vincente o maggioritaria – che sarà fatta propria principalmente ad est dall’ortodossia ariana, in contrapposizione alla tesi dell’universalismo statalista della nascente Chiesa di Roma, frutto del successivo Patto Teodosiano di Tessalonica (380) inneggiante a una nuova “religione di stato” o meglio a una nuova religione imperiale.

E tuttavia, la Storia ci dice anche che, nel corso del IV secolo, e quindi contemporaneamente alle vicende appena accennate, la Chiesa di Roma adotta nel canone testamentario il testo dell’Apocalisse.

Testo in cui “la città di Dio” terrena – come ha evidenziato Roberto Calasso: “Nulla che vada oltre” – sia abitata al proprio interno da 144.000 (12×12×1.000) uomini, “marchiati” e quindi “salvati”. Fuori tutti gli altri.

Una scelta separatoria e divisiva, che contrasta apertamente e palesemente con la sedicente prospettiva di una Chiesa e uno Stato “universale” o “universalista”, inclusivo e non divisivo.

Ma: già subito prima di Leone XIV, lo stesso Francesco ha firmato e rinnovato un’intesa con la Cina di Xi Jinping in cui tuttora impegna il Vaticano a nominare propri vescovi in Cina, i quali – però – al fine di esercitare il ministerio, giurino fedeltà al Partito Comunista Cinese.

Come si diceva prima, nient’altro che una forma e un vero e proprio atto di sottomissione del Capo della Chiesa di Roma al Capo dello Stato cinese.

I tempi della storia cambiano, e le Istituzioni si adeguano, mentre – a differenza di quanto preteso da Fukuyama (1992) – la Storia continua.

Di questa Storia e di queste storie è parte anche la scelta di Putin di aderire all’ortodossia cristiana, prima senz’altro dell’inizio della guerra in Ucraina.

Ha scritto Bob Dylan: “Venite scrittori e critici che profetizzate con la penna… e non parlate troppo presto, perché la ruota sta ancora girando… perché i tempi stanno cambiando”.

Autore

  • Angelo Giubileo

    Angelo Giubileo, filosofo, giurista, giornalista e scrittore. Si è occupato e si occupa principalmente della divulgazione e comprensione del pensiero di Parmenide.

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