Populismo e ipotesi di aumento della tassazione di un tentativo triste
Ho letto, devo dire con qualche superficialità, il rapporto “Sbilanciamoci!” e cioè il testo (molto articolato – 110 pagine) della contro finanziaria del “Campo Largo” per la Legge di Bilancio 2026/2028.
Ho visto alcuni aggiornamenti per quest’anno. Sono da commentare con grande tristezza.
Accattivante, non c’è che dire, la cornice.
Apparentemente “progressista” la definizione degli obiettivi. Da prendere con le molle alcune osservazioni e alcune proposte. Discutibile il quadro di riferimento dei rapporti internazionali che, anche se non si cita, evidentemente si ipotizza.
E, mi dispiace dirlo, ancora una volta il tentativo di coprire – che può funzionare a un’analisi distratta – la realtà di un’ipotesi di tassazione e di intervento sul reddito punitiva per larghi ceti popolari e non solo per i “ricchi”; e l’intenzione di ignorare impegni internazionali già assunti.
Tutto questo per poter definire “a saldo zero” il previsto maggior impegno di spesa di oltre 55 miliardi.
Neanche mi pongo il problema di chiedere di verificare l’impatto macroeconomico delle proposte avanzate stante il clima surriscaldato della finanza e dei rapporti geopolitici in atto.
Le esperienze francesi e tedesche evidentemente non contano. E a me non mi piace sparare sulla Croce Rossa.
Non so quanti l’abbiano letta e meditata.
Consiglierei di farlo, prima che inizino i soliti scontri che riguarderanno il prossimo triennio.
Dopo di che, se il giudizio fosse che questo insieme di proposte è qualcosa che davvero si può opporre alla finanziaria in preparazione da parte del Governo, a sua volta assente su molti problemi e non poco populista su alcune soluzioni, se si pensa che sia qualcosa di “progressista” e di “riformista” e non solo una copia sbiadita di qualche populismo spicciolo, alzo le mani.





