Trump ha mantenuto la parola
Non si dice ad un popolo che ha il coraggio di manifestare facendosi massacrare da un regime di delinquenti assassini che sari con lui se poi non lo fai. Non dici a un popolo lottate, noi siamo con voi, e poi non dai seguito alle promesse.
Un leader che sia tale mantiene la parola data e Donal Trump ha dimostrato di essere un leader perché ha mantenuto la parola data.
Lo ha fatto cercando prima di contrattare una svolta iraniana pacifica, pur sapendo che era del tutto impossibile. Con i terroristi non si può trattare. E così è finita come doveva finire.
Ora, con l’aiuto degli Usa e di Israele, il popolo iraniano potrà finalmente liberarsi di un regime di assassini e darsi un governo che rispetti la volontà popolare. La transizione non sarà facile, ma per la banda di assassini che ha oppresso per 47 anni il popolo è giunta la fine.
L’eliminazione della Repubblica Islamica, se avverrà, come è ormai nelle cose, consoliderà ulteriormente l’indiscussa supremazia regionale di Israele. E cambierà la geopolitica del Medio Oriente, con effetti enormi a livello mondiale.
Ne parleremo diffusamente in questi giorni davvero epocali, ma alcune considerazioni vanno fatte a guerra in atto.
La Russia ha affidato le sue rimostranze all’ex primo ministro russo Dmitry Medvedev, il quale da sempre fa la parte del poliziotto cattivo non contando più o meno niente.
Pronto il commento dell’Australia, con il primo ministro Albanese che ha scritto, in un lungo post, che “l’Australia è al fianco del coraggioso popolo iraniano nella sua lotta contro l’oppressione. Per decenni, il regime iraniano è stato una forza destabilizzante, attraverso i suoi programmi missilistici balistici e nucleari, il sostegno a gruppi armati per procura e brutali atti di violenza e intimidazione”.
“L’Iran – ha aggiunto Albanese – ha diretto almeno due attacchi sul suolo australiano nel 2024. Questi atti spaventosi, che hanno preso di mira la comunità ebraica australiana avevano lo scopo di creare paura, dividere la nostra società e mettere in discussione la nostra sovranità”.
Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani ha detto che “le soluzioni non sono mai quelle di risolvere con la guerra, ma se Israele viene minacciata per la sua esistenza, reagisce attaccando. Il problema, ripeto, è l’arma nucleare e il numero dei missili a lungo raggio dell’Iran che possono colpire anche l’Occidente”.
In mattinata la premier Giorgia Meloni ha convocato una riunione telefonica alla quale hanno partecipato lo stesso Tajani e poi l’altro vicepremier Matteo Salvini, il Ministro della Difesa Guido Crosetto, i Sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari e i vertici dell’Intelligence.
“Nel corso della conversazione – fa sapere con una nota Palazzo Chigi – è stata analizzata la situazione nel suo complesso, a partire dalla sicurezza dei cittadini italiani presenti in Medio Oriente. In questo momento particolarmente difficile, l’Italia rinnova la propria vicinanza alla popolazione civile iraniana che con coraggio continua a richiedere il rispetto dei suoi diritti civili e politici”. Giorgia Meloni, inoltre, “si terrà in contatto con i principali alleati e leader della regione già a partire dalle prossime ore per sostenere ogni iniziativa che possa condurre a un allentamento delle tensioni”.
Alla Farnesina intanto è in programma un altro vertice, presieduto dal ministro Tajani con i funzionari del ministero, gli ambasciatori a Teheran e nelle sedi del Medio Oriente dopo, l’attacco condotto da Israele e Stati Uniti contro obiettivi in Iran. Il primo obiettivo, spiega il ministero degi Esteri, è una verifica della situazione degli italiani nella regione. Quanto a una descalation, ancora Tajani, ha spiegato al Tg1: “Se c’è ancora spazio per la diplomazia? Mi pare difficile, dipende da come reagirà l’Iran, se ci sarà un contrattacco allora la situazione rischia solo di peggiorare”.
Anche Guido Crosetto è intervenuto: “Penso che l’idea sia quella di convincere l’Iran a cambiare completamente la politica sulle armi nucleari, quello è l’obiettivo, e non quello di una guerra prolungata. Dipenderà molto dalla volontà iraniane. Credo che l’idea sia di costringere l’Iran a sedersi al tavolo negoziale e desistere dal tentativo di avere un’arma nucleare. L’Iran con un’arma nucleare sarebbe una variabile totalmente impossibile da controllare”.
Lindsey Graham, stretto alleato del presidente Donald Trump, che ha scritto su X: “La fine del più grande stato sponsor del terrorismo è alle porte. Dio benedica il presidente Trump, il nostro esercito e i nostri alleati in Israele. Libertà per il popolo iraniano, che soffre da tempo. Questa operazione è necessaria e giustificata da tempo”.
L’eurodeputato polacco Dominik Tarczyński ha scritto semplicemente: “Rendiamo l’Iran di nuovo grande!”



