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LA DIFESA DELLA PATRIA….RICORDIAMOCI CHI SIAMO

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di Savino di Scanno

Ieri in tutte le piazze di Italia si è festeggiato la “Festa delle Forze Armate” e si desidera immediatamente rendere omaggio alla memoria dei caduti di tutte le Armi .
Si ringraziano le donne e gli uomini che con onore e sacrificio operano non solo nelle Forze Armate ma anche nelle Forze dell’ Ordine e nelle Agenzie della Sicurezza Nazionale.
Ma è anche un momento per ricordare e ricordarci quali sono i fondamenti giuridici e sociali per permettere le manifestazioni di oggi.
Uno ed unico è l’articolo 52 della Costituzione che recita nel primo capoverso ” La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino.”
Si ponga attenzione ai termini. Il Costituente non ha usato termini come Nazione o Stato.
Ha espresso il termine Patria.
Si continua. Con la legge 24 agosto 2004 n. 226 si “sospese” l’ obbligo della leva militare per i cittadini di sesso maschile.
Oggi chi discute di questa legge, secondo una metodica tipica del pensiero radical chic , pone l’ aspetto quasi esclusivamente pedagogico della questione come a voler esorcizzare il fatto che fare o meglio essere “militare” non solo è uno status bensì è un modo di essere.
E scrivendo di questioni militari pochi spunti.
Chi scrive a metà degli anni ’80 indossava la divisa di ufficiale di Artiglieria. All’ epoca l’ Esercito contava circa 260 mila uomini. Ma non solo. L’ età media di un caporal maggiore capo carro Leopard 1, o di un capo pezzo FH 70 o di un sergente istruttore alla Scuola Paracadutisti della Folgore era di 20 anni.
Si, assonnati e distratti lettori, proprio 20 anni, perché sempre all’epoca l ‘ Esercito affidava la guida di un carro armato da un valore economico da brividi al ragazzo il cui pari età oggi a stento perde tempo dietro un i phone ( si augura di averlo scritto in modo corretto).
Oggi l ‘ Esercito ha meno della metà del personale di quel periodo con una età media per quei gradi di circa 40 anni.
Si scriverà che quello era un Esercito di “massa” invece quello di adesso è di professionisti. Ci si limita nelle risposte con qualche esempio. Dal 1959 al 1993 “noi” avevamo, tra l’ altro, il 13° Gruppo Acquisizione Obiettivi “Aquileia”, reparto misto di Artiglieri e Paracadutisti considerati un “unicum” in contesto NATO ,antesignano degli odierni reparti cosiddetti di “ricognizione ed acquisizione”.
Il “Graco” ,come veniva chiamato, addestrava a quello che oggi gli scienziati e cultori della materia si definisce segmento “Humint” in campo militare. Agli esperti e convegnisti l’ invito a studiare perché fu il “Graco” tra i primi in Occidente ad utilizzare i droni. Ed erano in buona parte ragazzi di leva.
Non abbiamo da imparare niente da nessuno, anzi siamo noi che possiamo insegnare, come tanto per scriverlo, il nostro personale dei centri CS del vecchio e sempre compianto Sismi schierato nello scacchiere NE poteva dare scacco matto alle più titolate Agenzie dell’ epoca.
Festeggiamo con Onore il 4 Novembre. Ricordiamoci chi siamo, perché questi sono tempi di guerra e quello che è successo a Palazzo Chigi qualche giorno fa non è stata una semplice telefonata di comici.

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  • Redazione

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