Home Opinioni “IL RAPPORTO SEGRETO CHE AIUTA ISRAELE A NASCONDERE I FATTI”

“IL RAPPORTO SEGRETO CHE AIUTA ISRAELE A NASCONDERE I FATTI”

0
GUERRA IN ISRAELE

Il rapporto segreto che aiuta Israele a nascondere i fatti” è il titolo di un articolo apparso sull’Independent il 29 luglio 2014 a firma di Patrick Cockburn, pluripremiato editorialista specializzato nell’analisi dell’Iraq, della Siria e delle guerre in Medio Oriente che nel 2014 ha previsto l’ascesa dell’Isis.

La domanda da cui tutto all’epoca prese le mosse riguardava il come i portavoce israeliani fossero riusciti a spiegare l’uccisione di oltre 1.000 palestinesi a Gaza, per lo più civili, a fronte di soli tre civili uccisi in Israele dal lancio di razzi e dai mortai di Hamas: un quesito non di poco conto così come la risposta, data l’attualità del tema visto che ora “(…) in televisione, alla radio e sui giornali, i portavoce del governo israeliano, come Mark Regev, apparivano più eleganti e meno aggressivi dei loro predecessori, che spesso erano visibilmente indifferenti al numero di palestinesi uccisi”.

La spiegazione di questo miglioramento delle capacità di PR dei portavoce israeliani la possiamo trovare in un manuale di comunicazione frutto di uno studio professionale e confidenziale riguardante il come influenzare i media e l’opinione pubblica degli USA e della UE. Scritto dall’esperto sondaggista e stratega politico repubblicano Frank Luntz, lo studio era stato commissionato nel 2009 da un gruppo chiamato The Israel Project, con uffici negli USA e in Israele, per essere utilizzato da coloro che “sono in prima linea nel combattere la guerra mediatica per Israele”.

Ognuna delle 112 pagine dell’opuscolo è contrassegnata come “non destinata alla distribuzione o alla pubblicazione” ed è facile capire perché. Il rapporto Luntz, ufficialmente intitolato “The Israel project’s 2009 Global Language Dictionary“, era stato diffuso quasi immediatamente da Newsweek Online, ma la sua vera importanza è stata raramente apprezzata anche se dovrebbe essere una lettura obbligatoria per tutti –in primis per i giornalisti– coloro che sono interessati a qualsiasi aspetto della politica israeliana a causa dei suoi “dos e don’t” per i portavoce israeliani.

Questi “fare e non fare” sono estremamente illuminanti sul divario tra ciò che i funzionari e i politici israeliani credono realmente e ciò che dicono, quest’ultimo modellato nei minimi dettagli dai sondaggi per determinare ciò che gli americani vogliono sentire. Di certo, nessun giornalista che intervisti un portavoce israeliano dovrebbe farlo senza leggere questa anteprima di molti dei temi e delle frasi utilizzate da Regev e dai suoi colleghi.

L’opuscolo è pieno di consigli su come costruire le risposte a seconda del pubblico. Per esempio, lo studio dice che poiché “gli americani concordano sul fatto che Israele ‘ha diritto a confini difendibili’ non serve a nulla definire esattamente quali dovrebbero essere questi confini anche perchè parlarne in termini di prima e dopo il 1967 serve solo a far ricordare, poco opportunamente, la storia militare di Israele.

Autore

  • Redazione

    Nuovo Giornale Nazionale è una testata Online totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione LIBERCOM.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui