I colloqui mediati dal Qatar sono entrati in una fase di stallo
Washington e Teheran non sembrano ancora trovare un punto d’intesa, mentre aumenta il timore di una ripresa delle operazioni militari.
C’è, però, un elemento nuovo e importante: non tutto il canale diplomatico è chiuso. Reuters riferisce che l’Iran ha ricevuto dagli Stati Uniti, attraverso il Qatar, una risposta a un piano di sette giorni per ricostruire la fiducia.
Il principale ostacolo riguarda la sequenza delle concessioni, non necessariamente i contenuti dell’accordo internazionale.
Perché la considero la notizia da seguire.
Per l’Italia e per l’Europa il punto non è soltanto il rapporto Washington – Teheran. C’è di mezzo lo Stretto di Hormuz, quindi energia, navigazione commerciale e sicurezza del Mediterraneo.
E c’è una seconda dimensione che si collega molto bene alle mie riflessioni degli ultimi giorni: la Cina.
Dopo l’incontro Trump – Xi, Washington ha chiesto a Pechino di non sostenere l’Iran; contemporaneamente Xi ha spinto per il ritorno alla diplomazia.
Quindi io oggi la leggerei così: la vera notizia non è semplicemente che Stati Uniti e Iran rischiano di tornare alla guerra.
È che la crisi iraniana sta diventando il punto nel quale si incrociano Stati Uniti, Cina, Qatar, energia, Hormuz e sicurezza europea.
È esattamente quel “mondo intrecciato di crisi” di cui parlavamo: non più crisi separate, ma crisi che si alimentano reciprocamente.





