
La corte suprema iraniana ha confermato la condanna a morte contro l’attivista laburista Sharifeh Mohammadi, con l’accusa di “ribellione armata contro lo Stato”, nonché di appartenenza a un sindacato indipendente e a un’organizzazione separatista curda bandita con sede nel Kurdistan.
L’esecuzione per impiccagione avverrá di qui a 3 mesi nel carcere di Sanandaj, il famigerato carcere ripetutamente denunciato da Iran Human Rights e dalla Rete per i Diritti Umani del Kurdistan (KHRN) e da Amnesty International, dove é attualmente detenuta e dove é stata ripetutamente torturata, secondo quanto riporta il suo avvocato.
Ma queste sono notizie che non “tirano”.
Ogni commento è superfluo, chissà dove sono tutti i para protestanti (donne in nero, cromaticamente corrette, e tutta la galassia degli utili idioti che manifestano a comando), che forse non sono protestanti ma solo goffi “para”.





