Home Politica estera IL MEGAFONO DEI GUERRAFONDAI NON MOLLA, VUOLE L’ESCALATION

IL MEGAFONO DEI GUERRAFONDAI NON MOLLA, VUOLE L’ESCALATION

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L’Ucraina può ancora vincere, ma serve un sostegno solido e continuo da parte della Nato e dei suoi alleati.

Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, nel corso di una conferenza stampa a margine della riunione informale dei ministri degli Esteri della Nato, a Praga, assieme al premier ceco, Petr Fiala.

“L’Ucraina continua a combattere con coraggio, ma le sfide che deve affrontare sono sempre più grandi e crescenti”, ha detto. “L’Ucraina può ancora prevalere, ma solo con il continuo e solido sostegno degli alleati della Nato. Pertanto, al vertice Nato di luglio, intendiamo porre il nostro sostegno su basi più solide, anche con un maggiore ruolo nel coordinamento dell’assistenza alla sicurezza e dell’addestramento, oltre che con un impegno finanziario per più tipologie di aiuti”.

A partire da giugno la Repubblica Ceca fornirà all’Ucraina 10.000 munizioni al mese, come annunciato Fiala durante la conferenza stampa congiunta.

Fiala ha sottolineato la necessità che tutti i Paesi Ue e della Nato si impegnino a sostenere lo sforzo bellico dell’Ucraina e si è detto soddisfatto del fatto che “molti Paesi” abbiano compreso la centralità di questa problematica. a prima consegna dei proiettili di artiglieria a Kiev, provenienti dall’iniziativa della Repubblica Ceca avverrà presto ed è “una buona notizia”, ha commentato il segretario generale della Nato. “Mi avete aggiornato sull’iniziativa durante il nostro incontro e posso dire che è di grande importanza. Sta davvero facendo la differenza. È un’ottima notizia che la prima consegna di proiettili d’artiglieria avverrà molto presto e che ci sarà un flusso continuo di munizioni in Ucraina, organizzato tramite l’iniziativa ceca”, ha detto Stoltenberg.

L’adesione della Repubblica Ceca alla Nato e l’allargamento dell’Alleanza Atlantica hanno dato il via a una nuova era. “È stata la decisione giusta da prendere, anche se molti temevano che avrebbe provocato l’ex Unione sovietica”, ha dichiarato successivamente Stoltenberg nel corso di un intervento al Senato del Parlamento della Repubblica Ceca. “Quest’anno la Repubblica Ceca celebra il venticinquesimo anniversario dell’adesione alla Nato. È un anniversario importante, anche perché è stato l’inizio di una grande trasformazione dell’Europa, la fine della Guerra Fredda e l’inizio di una nuova era in cui la Nato e l’Unione europea si sono allargate e la Repubblica Ceca e molti altri Paesi dell’ex Patto di Varsavia e dell’Unione Sovietica hanno aderito all’Alleanza Atlantica”, ha detto. “All’epoca, 25 anni fa, ero un politico molto giovane, ma ricordo molto bene le discussioni, e molti in tutta l’Alleanza avevano paura dell’allargamento. Temevano che l’allargamento a Paesi come la Repubblica Ceca, la Polonia, l’Ungheria, e poi a tutti gli altri, fosse un po’ troppo per l’Alleanza e che avrebbe provocato la Russia, l’Unione Sovietica”, ha aggiunto. “Sono quindi molto contento che si sia giunti alla conclusione che quella era la decisione giusta da prendere. Abbiamo deciso che la Nato doveva avere le porte aperte. L’allargamento è stato uno dei grandi successi della Nato e ha contribuito a trasformare l’Europa e la Repubblica Ceca. Questo 25esimo anniversario ne è un grande esempio”, ha concluso.

Nel corso dell’intervento, Stoltenberg ha ribadito come sia il momento di ripensare alle restrizioni poste nell’uso delle armi fornite a Kiev dagli alleati Nato. “Gli alleati stanno fornendo all’Ucraina diversi tipi di supporto militare. Alcuni di loro hanno imposto alcune restrizioni sull’uso di queste armi e altri non hanno imposto restrizioni. Si tratta di decisioni nazionali, ma credo che, alla luce di come si è evoluta questa guerra, sia giunto il momento di prendere in considerazione alcune di queste restrizioni, per consentire agli ucraini di difendersi davvero”, ha detto. Nella guerra in Ucraina, ha aggiunto Stoltenberg, all’inizio quasi tutti i combattimenti si svolgevano in territorio ucraino. Ma ora, nelle ultime settimane o mesi, la maggior parte dei pesanti combattimenti ha avuto luogo lungo il confine tra Russia e Ucraina, nella regione di Kharkiv”. Un confine, ha spiegato il segretario generale della Nato, che fa in modo che “i russi possono trovarsi sul lato russo del confine, che è più o meno lo stesso della linea del fronte”.

“Possono essere lì con la loro artiglieria, i loro lanciamissili, i loro aerei e i loro depositi di munizioni e carburante, ed essere più sicuri di quanto sarebbero stati se avessero potuto essere attaccati, anche con le armi più avanzate che l’Ucraina ha ricevuto”, ha proseguito Stoltenberg. “Pertanto, credo che sia giunto il momento di prendere in considerazione alcune di queste restrizioni, per consentire agli ucraini di difendersi davvero. Dobbiamo ricordare di cosa si tratta. Questa è una guerra di aggressione lanciata per scelta da Mosca contro l’Ucraina. La Russia ha invaso l’Ucraina e l’Ucraina ha, secondo il diritto internazionale, il diritto di difendersi. È sancito dalla Carta delle Nazioni Unite. Il diritto all’autodifesa include anche il colpire obiettivi militari legittimi al di fuori dell’Ucraina”, ha sottolineato il segretario generale della Nato.

Secondo Stoltenberg, la Russia non sarebbe in grado di condurre la guerra in Ucraina senza l’aiuto della Cina, della Corea del Nord e dell’Iran. “Se guardiamo a chi sono i migliori amici della Russia in questa guerra, vediamo l’Iran, che sta consegnando droni e aiutando la Russia a costruire una fabbrica per produrre ancora più droni iraniani, la Corea del Nord, che sta consegnando più di un milione di munizioni alla Russia, e poi la Cina, che sostiene l’economia bellica russa, fornendo molte attrezzature a doppio uso, elettronica avanzata e microprocessori”, ha detto. “Il 90 per cento della microelettronica consegnata o importata dalla Russia lo scorso anno proveniva dalla Cina. Quindi la Russia non sarebbe stata in grado di condurre la guerra che conduce contro l’Ucraina senza che la Cina ne sostenesse l’economia”, ha aggiunto Stoltenberg. “In cambio, la Russia sta ipotecando il suo futuro a Pechino e sta condividendo la tecnologia con la Corea del Nord e l’Iran, per aiutarli con i loro programmi missilistici e nucleari”, ha concluso.

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