Le logiche di Landini non assicurano la lotta all’evasione e colpiscono pensionati, operai e ceto medio – La sinistra, ormai, ha messo la testa nella dittatura orwelliana del socialismo fabiano
Il contante è libertà. Chi lo vuole abolire sta dalla parte della dittatura orwelliana di stampo socialista fabiano propugnata dalla finanza speculativa che ci vuole poveri, sottomessi al pensiero unico politicamente corretto, all’ideologia woke e dominati da un’occhiuta dittatura che decide del nostro denaro.
Gli esperimenti sono già stati fatti in Canada da Trudeau, quando bloccò le carte di credito ai camionisti in sciopero. La sinistra si è venduta alla finanza speculativa e l’abolizione del contante è il segno che ci vuole servi della gleba in un nuovo feudalesimo.
Inoltre il contante è garanzia di sicurezza, come è stato dimostrato dai recenti black out, dove chi era senza contante e aveva solo la moneta elettronica si è trovato nella condizione di non potere acquistare nemmeno le derrate alimentati.
La questione del contante è tornata alla ribalta con le dichiarazioni di Maurizio Landini, segretario della CGIL.
Martedì scorso, Maurizio Landini, segretario della CGIL, in piazza a Roma con gli studenti, ha detto, come riporta La Verità, che “nell’era dell’intelligenza artificiale” trova “difficile continuare a raccontare che ci sono 110 miliardi di evasione. So in questo momento di essere radicale: bisognerebbe dire che con i soldi liquidi non si paga più nulla. Perché si può tracciare tutto e se tu vai a tracciare tutto eviti anche l’evasione fiscale, il lavoro nero”.
Demagogia pura, senza senso, fuori da ogni realtà, quella del segretario della CGIL, il quale con le sue affermazioni rischia di colpire, come al solito, operai, pensionati, ceto medio.
Confondere la tracciabilità dei pagamenti con l’eliminazione dell’evasione fiscale significa confondere uno strumento di controllo con la soluzione complessiva del fenomeno.
L’abolizione del contante renderebbe più difficili alcune transazioni non dichiarate, ma non eliminerebbe automaticamente, né il lavoro nero, né le frodi fiscali, il riciclaggio e i trasferimenti illeciti di ricchezza.
E potrebbe imporre costi e limitazioni proprio a chi ha meno possibilità di scegliere strumenti alternativi.
Per valutare la questione, conviene separare quattro fenomeni che spesso vengono confusi nel dibattito pubblico.
Quattro fenomeni diversi, quattro risposte diverse

L’OCSE documenta l’uso di strutture societarie complesse e di intermediari professionali per nascondere evasione e altri reati finanziari. Europol, nel rapporto del giugno 2026 sulle reti criminali europee, descrive l’impiego di criptovalute, piattaforme digitali e imprese legali per occultare e reinvestire i proventi illeciti.
Questo non significa che il contante sia irrilevante per le indagini: può essere utilizzato nei pagamenti illegali e nel contrabbando di valori. Significa che il sistema finanziario digitale non è, per definizione, un sistema trasparente.
Controllare il piccolo pagamento, perdere di vista le grandi strutture
Il pagamento in contanti di una piccola prestazione non dichiarata è relativamente semplice da osservare e sanzionare quando viene individuato.
Al contrario, ricostruire una rete di società, trasferimenti transfrontalieri, prestanome e intermediari può richiedere indagini finanziarie complesse e cooperazione internazionale.
L’abolizione del contante agirebbe soprattutto sul primo problema. Per il secondo servono strumenti differenti: identificazione dei titolari effettivi, controlli antiriciclaggio, scambio internazionale di informazioni fiscali, indagini patrimoniali e responsabilità degli intermediari.
Non è una contrapposizione assoluta: la digitalizzazione può migliorare anche questi controlli. Ma non può sostituirli.
Chi rischia di pagare il prezzo della cancellazione del contante?
Chi paga il prezzo dell’eliminazione dei contanti?
Pensionati e persone con scarse competenze digitali che possono incontrare ostacoli nell’accesso ai servizi bancari e nei pagamenti elettronici; lavoratori e famiglie, che perderebbero una modalità di pagamento immediata, utilizzabile senza dipendere da un conto o da una connessione; piccoli commercianti e lavoratori autonomi che possono sostenere commissioni, costi di gestione e obblighi tecnologici, mentre i benefici e i costi dei pagamenti digitali sono distribuiti in modo diseguale.
Infine, cittadini in generale che avrebbero meno possibilità di effettuare pagamenti senza lasciare una registrazione presso intermediari finanziari.
La BCE riconosce espressamente che il contante favorisce inclusione, autonomia e riservatezza. Ha anche sottolineato che i blackout elettrici e delle reti possono compromettere i pagamenti digitali.
Nel settembre 2025, il membro del Comitato esecutivo Piero Cipollone ha definito il contante l’attuale principale riserva di emergenza per i pagamenti nell’area euro.
Una politica antievasione efficace
Una politica antievasione efficace dovrebbe concentrarsi sui meccanismi dell’evasione.
Un approccio alternativo può combinare: controlli mirati basati sull’incrocio dei dati fiscali e contabili, con garanzie sulla privacy; contrasto alle frodi IVA, alle fatture false e alle società fittizie; indagini sui patrimoni e sui beneficiari effettivi delle strutture societarie; cooperazione internazionale contro i paradisi fiscali e gli intermediari che facilitano gli illeciti, disponibilità e accettazione effettiva del contante, insieme a sistemi digitali resilienti e accessibili.
Combattere l’evasione significa individuare e perseguire i comportamenti illeciti, non presumere che ogni pagamento non tracciato sia illecito e che ogni pagamento tracciato sia regolare. La tracciabilità è uno strumento; non è una garanzia automatica di legalità.
Le teorie bislacche di Landini non sono nuove.
Il 19 marzo 2023, a margine del XIX Congresso nazionale della CGIL a Rimini, Landini aveva sostenuto la scomparsa del contante come possibile deterrente all’evasione.
Il 25 novembre 2025, intervenendo a DiMartedì, era tornato sul rapporto fra contante, tracciabilità ed evasione.
Il contante è anche una riserva di libertà e sicurezza
Libertà individuale. Il contante permette di effettuare pagamenti senza dipendere necessariamente da una banca, da una carta, da una connessione o da un intermediario digitale.
Riduce, inoltre, la raccolta sistematica di dati sulle abitudini di spesa. La tracciabilità può aiutare a contrastare l’evasione, ma la tracciabilità totale comporterebbe anche una maggiore possibilità di ricostruire la vita economica delle persone.
Il contante può continuare a funzionare quando vengono meno elettricità, rete dati o infrastrutture di pagamento, purché anche gli esercizi commerciali siano in grado di accettarlo e di gestire le operazioni in sicurezza.
Il blackout iberico del 28 aprile 2025 è un caso utile.
Il principio, tuttavia, è riconosciuto anche dalle autorità monetarie nordiche.
I Paesi nordici stanno rafforzando la continuità dei pagamenti
Svezia
Nel marzo 2025 la Riksbank ha sostenuto la necessità di poter pagare beni essenziali, sia in contanti, sia con carte offline. Ha inoltre appoggiato una proposta per obbligare determinati venditori di beni essenziali ad accettare il contante.
Norvegia
La normativa prevede, con eccezioni, obblighi di accettazione del contante. Parallelamente sono state sviluppate soluzioni di pagamento con carta offline, anche per gli acquisti essenziali durante le interruzioni dei sistemi digitali.
Finlandia
La banca centrale svedese segnala che la Finlandia ha predisposto un sistema di riserva per mantenere operativi alcuni servizi di pagamento in caso di gravi interruzioni dei sistemi bancari. È un esempio di preparazione che affianca il contante ad altre soluzioni di continuità.
La lezione è chiara: anche società tra le più digitalizzate d’Europa non considerano la digitalizzazione una ragione sufficiente per rinunciare a ogni forma di pagamento alternativa.
La questione fiscale: combattere l’evasione non equivale a cancellare il contante
L’argomento di Landini, nella sostanza, è che una maggiore tracciabilità renderebbe più difficile occultare alcune transazioni. È vero che i pagamenti elettronici producono dati utili ai controlli fiscali.
Ma da questo non discende che abolire il contante sia l’unica soluzione, né che garantisca di eliminare l’evasione: una parte dell’evasione avviene attraverso fatture false, frodi IVA, società fittizie, redditi occultati e operazioni finanziarie che non dipendono dal pagamento in contanti.
L’intelligenza artificiale può aiutare a individuare anomalie nelle dichiarazioni, nelle fatture e nei dati finanziari senza rendere necessariamente tracciabile ogni singolo acquisto quotidiano.
La questione politica, quindi, è trovare un equilibrio fra efficacia dei controlli, proporzionalità, riservatezza e libertà di pagamento.
In sintesi: il contante non è soltanto uno strumento di pagamento; è anche una forma di ridondanza del sistema economico, come una riserva utilizzabile quando l’infrastruttura digitale fallisce.
La posizione delle banche centrali nordiche conferma che la sicurezza dei pagamenti richiede alternative funzionanti, non una dipendenza assoluta da un unico sistema.





