
di Stefano Pillitteri
La partecipazione attiva della Brigata Ebraica alla lotta di resistenza è un dato storico.
Per quanto riguarda la Palestina l’unico dato storico riferibile a quel periodo è l’accordo tra Hitler e il gran Mufti di Gerusalemme, la più alta autorità religiosa palestinese.
Quest’ultimo, riparato a Berlino, fu il fervente reclutatore della divisione SS formata da musulmani bosniaci. Che si rese artefice di svariati eccidi e crimini di guerra.
Mi pare evidente che le bandiere palestinesi costituiscano un oltraggio storico alle celebrazioni del 25 aprile.
E, ancor di più lo sono le intemperanze che gli eredi della brigata Ebraica devono puntualmente subire dagli eredi di fiancheggiatori dei nazisti che cercano di espellerli da un corteo in cui sono loro a essere gli intrusi.
Le bandiere palestinesi avrebbero senso se fossero a sostegno di chi, a Gaza, si ribella all’oppressione di Hamas.
Quelli sono, effettivamente, dei resistenti che meritano il sostegno di tutti i democratici.
Ma così non è.
I Propal sono, come noto, sostenitori di Hamas, oppressore del popolo palestinese, di cui ripetono fanaticamente gli slogan contro Israele (“from the river to the sea..”).
Ulteriore oltraggio al 25 aprile è la partecipazione di coloro che invocano la resa del popolo ucraino all’invasore imperialista e, addirittura, chiedono a gran voce di cessare ogni sostegno militare a favore di chi sta lottando per la propria liberta’.
Tutta la retorica della resistenza partigiana, su quelle sconce labbra, è più che oltraggiosa. Semplicemente oscena.





