
Nell’economia più grande d’Europa, le cose vanno sempre peggio.
A dirlo è l’Ispi, l’Istituto per gli studi di politica internazionale.
Dall’invasione dell’Ucraina a oggi la produzione industriale si è contratta del 5%: è la riduzione maggiore tra le grandi economie europee, peggiore del timido +1% della Francia e del –2% dell’Italia.
La crisi energetica che ha fatto aumentare i prezzi, assieme a una crescita economica cinese più contenuta rispetto alle attese, sono i due principali responsabili.
Visto quanto sono collegate tra loro le catene del valore europee, il rischio adesso è che la “malattia” tedesca contagi i paesi vicini.





