
Gli avvenimenti in corso sembrano letti, a mio parere, in modo distorto. Nel tentativo di esorcizzare Trump, che fa paura se si pensasse che non è pazzo e non si muove casaccio, lo si dipinge come non è. E questo fa assumere a quanto accade un significato tutto sbagliato. I dazi? Un giorno li mette e il giorno dopo li leva e poi li rimette. La pace in M.O? Un giorno dichiara che concorrerà al Nobel per la pace, il giorno dopo avvia una guerra che sembra diventare mondiale, e subito dopo getta una tonnellata d’olio su un catino in piena tempesta. Inaffidabile. Pazzo. Cattivo. Incapace.
La chiave di lettura più rassicurante, e non è un paradosso, è che Trump fa tutto questo perché è un bullo: come tutti i bulli, è forte e scemo. E dunque: poveri americani. Noi? basta che prendiamo le distanze… . Più rassicurante perché una diversa ipotesi lo collocherebbe invece come “burattino” di un sistema che sovrasta ogni cosa e che ha in corso un suo disegno per determinare un proprio riordine mondiale che non esclude la guerra. Ipotesi che direbbe di un qualcosa, più aggressivo di un cancro, cresciuto nel nostro tessuto sociale e connettivo, che ha indirizzato ed intende ancora indirizzare le nostre vite, privo di ogni umanità. Qualcosa di potentissimo oggi più allo scoperto e sfacciatamente al lavoro.
Il solo pensiero di una nuova Yalta ci da il voltastomaco pensando ad un tavolo dove pochi intimi decidono i destini del mondo, destini ai quali o ti assoggetti o muori: ma non vediamo che, sinora, molto è stato indirizzato con queste procedure. Dalla distruzione dei gruppi dirigenti dal pensiero “autonomo”, alla captazione delle migliori intelligenze e capacità, all’utilizzo senza scrupoli di masse di ricchezza capaci di affamare popoli e perciò arma di ricatto utilizzata con la complicità di un “pensiero debole” in risposta. All’interno della pedissequa interpretazione della teoria del conflitto abbiamo subìto imperterriti le truppe corazzate contro i predicatori; la forza bruta contro i richiami all’etica ed alla morale. Dice Warren Buffet: la lotta di classe c’è e l’abbiamo vinta noi.
Loro hanno vinto? Si, ma noi siamo quelli più puri…..
L’utilizzo del “Trump-marionetta”, in questa ipotesi, è anche funzionale a sbatterci in faccia, dato il tipo, senza giri di parole, senza diplomazia, con la legge del più forte, tutti gli errori che hanno determinato le carenze di un occidente: che non ha voluto vederle, che ha voluto ignorarle per presunzione, essendo tanto debole nello spirito da non credere in se stessa, dubitando di poter riparare e ricominciare. Quella differenza che Potter chiamava forza della democrazia che nasce dalle sue debolezze. Non è solo la destra, ma sono i regimi ad aumentare: qualche ragione c’è.
Questo quadro apocalittico (spero irreale, ma lo è davvero irreale?) ha fatto da sfondo all’interpretazione che alcuni di noi – pochi, io tra essi – abbiamo dato di alcune vicende, domandandoci il perché di quanto sta accadendo, senza tranquillizzanti semplificazioni. Molte previsioni fatte sono risultate esatte, almeno finora. Si è insistito da anni, a vedere lo sviluppo dei BRICS come arma contro la supremazia economica, finanziaria, politica, bellica degli USA che avrebbe portato allo scontro: non c’è media che oggi non lo dica. E’ stato indicato da anni nel crollo della globalizzazione un terremoto negli equilibri e negli stessi assetti politici mondiali: oggi tutti a leccarsi le ferite. Più recentemente ho parlato di manovra per la svalutazione del dollaro nascosta dal valzer sui dazi: ed è stato così, 13% sinora. Ho parlato di un Euro che può dare fastidio alla supremazia finanziaria degli USA e perciò rende l’Europa “un fastidioso terzo incomodo”: basta leggere le cronache finanziarie per vedere che c’è una possibile scommessa sull’Euro.
Ho parlato delle debolezze dell’Europa, della sua candidatura ad essere un nulla adagiato su una grande prosopopea e sull’orgoglio del suo splendido passato, del pericolo costituito dai Macron di turno – e Starmer e Merz – che fanno molta scena e pugnalano alle spalle l’Europa: ma ancora, anche di fronte all’evidenza, si contesta all’Italia di non “apparire abbastanza”. I tavoli sono sempre più importanti dei contenuti, i selfie più del dibattito.
La domanda vera che mi pongo, e ripropongo, è la seguente: se la diversa prospettiva di visione rispetto ad altri – non certo la maggiore competenza o capacità intellettiva – di quanto è accaduto ha portato a vedere confermate alcune previsioni, questo significa che anche il quadro, a tinte più fosche del nero, dalla cui esistenza e conformazione sono state tratti questi ragionamenti, è vero? E’ possibile che solo per caso alcune proiezioni si siano rivelate esatte?
Giuro che con tutto il cuore che io sono per questa seconda ipotesi. Non individuazione di realtà ma qualche colpo di fortuna. Sarebbe la fortuna del mondo. Ne parliamo?





