
di Sergio Restelli
I tentativi occidentali di fronteggiare l’amara realtà di un’invasione lenta e implacabile sostenuta da una attività finanziaria in continua espansione!La presidenza italiana del G7 cercherà di serrare i ranghi di un Occidente stanco e disilluso di fronte all’interminabile conflitto in Est-Europa. La riunione in videoconferenza dei leader del G7 sarà presieduta da Giorgia Meloni, con la partecipazione di Joe Biden, Emmanuel Macron, Olaf Scholz, Rishi Sunak, Fumio Kishida e Justin Trudeau. L’obiettivo sarà inviare un segnale di unità (che ci auguriamo dovrebbe spiegare in cosa materialmente consista poiché Putin ignora i segnali) e mostrare che cosa implichi un fronte comune di fronte a Vladimir Putin, che sta celebrando i successi delle truppe russe ignorando l’assassinio dell’ininfluente Alexei Navalny .Il primo appuntamento è nella capitale ucraina, dove la premier italiana si riunirà con il presidente Volodymyr Zelensky nel secondo anniversario della guerra assieme a Ursula von der Leyen. Poi Washington D.C, con il presidente Joe Biden per discutere ucraina e guerra in Medio Oriente. L’idea è di stringere le maglie del sistema sanzionatorio occidentale e cercare di colpire l’economia di guerra russa, sostenuta dagli scambi commerciali con Cina ed India, e a questo proposito faccio un commento amaro riguardo le sanzioni economiche imposte dall’Occidente alla Russia: egli ultimi due anni per mitigare la situazione in Ucraina, è emersa una serie di strategie attraverso le quali il Cremlino è riuscito ad aggirare tali restrizioni. Uno degli esempi è rappresentato dalla raffinazione del petrolio in India per poi rivenderlo agli Stati Uniti, che ha consentito alla Russia di generare entrate significative, nonostante i vincoli imposti. Le vendite record di greggio all’India lo scorso anno hanno contribuito a rafforzare la liquidità nelle casse statali russe, totalizzando 320 miliardi di dollari. Un punto debole delle sanzioni è emerso nel fatto che non hanno coperto i Paesi terzi, permettendo ad Stati come Turchia, Kazakistan e India di agire come intermediari per agevolare il transito di merci sanzionate da e verso la Russia. Questo ha portato ad un notevole aumento dei flussi finanziari tra Russia e India, con un incremento di oltre 13 volte rispetto al periodo prebellico, secondo un’analisi del Centro per la ricerca sull’energia e l’aria pulita. Di particolare interesse è la presunta presenza di una “flotta ombra” di petroliere di greggio, stimata in circa 1.800 navi, creata dalla Russia per mascherare le attività commerciali e ottimizzare i profitti. Oltre al settore del petrolio, anche altre forme di sanzioni sono state aggirate dal Cremlino. Canali bancari sono rimasti aperti in Occidente, sospettati di essere utilizzati per ottenere strumentazioni militari e tecnologiche nonostante il divieto di commerciare con l’UE. Strumentazioni come prodotti chimici e componenti elettroniche, ad esempio i semiconduttori, che trovano impiego sia nelle apparecchiature domestiche che nei sistemi missilistici, sono stati acquistati sfruttando le differenze tra le sanzioni occidentali e l’allineamento meno rigoroso di alcuni Paesi come l’Ungheria. Inoltre, il settore dei diamanti, in precedenza escluso dalle sanzioni, è emerso come una fonte di commercio vitale per la Russia fino allo scorso gennaio, tornando alla riunione del G7, la premier italiana si impegnerà a garantire un “scudo di sicurezza” per l’Ucraina, al fine di assicurare rifornimenti militari e finanziari per i prossimi dieci anni (Chissà!)Anche l’Italia firmerà un accordo bilaterale al riguardo, che prevede consultazioni immediate entro 24 ore in caso di nuovi attacchi russi sul suolo ucraino. Dopo quattro giorni, l’attenzione si sposterà su Washington D.C. dove avverrà l’incontro tra Giorgia Meloni e Joe Biden alla Casa Bianca. L’obiettivo principale sarà quello di continuare a sostenere l’Ucraina nel suo confronto con l’aggressione russa. Inoltre, si discuterà su come prevenire una possibile escalation in Medio Oriente e fornire aiuti umanitari alla popolazione di Gaza. La tappa negli Stati Uniti rappresenta un momento cruciale per la strategia di Meloni in vista del suo ruolo di guida nel G7 pugliese. Sarà anche l’occasione per rafforzare il legame tra Italia e Stati Uniti, considerando l’ombra di Donald Trump sulle prossime elezioni presidenziali americane. Nel mentre, la realtà, mostra la penetrazione implacabile delle forze armate russe in una devastata Ucraina a due anni dall’invasione russa, l’esercito ucraino si trova in una situazione critica a causa della progressiva carenza di uomini e munizioni, nonostante i tentativi di minimizzare da parte del governo di Kiev. L’avanzata russa è descritta come un rullo compressore che avanza lentamente e implacabilmente, senza pietà né distrazioni, lasciando dietro di sé solo distruzione e polvere. L’esercito russo viene paragonato a una macchina indifferente e spietata, con un immenso arsenale umano a disposizione per mantenere la sua avanzata costante. Nonostante le perdite mostruose subite, l’esercito russo prosegue senza esitazioni nella sua strategia di annientamento, ignorando le accuse di crimini e l’isolamento internazionale. La situazione in Ucraina è sempre più critica, con la devastazione delle città e la carenza di uomini che rendono la guerra sempre più difficile da combattere per gli ucraini. Le battaglie vinte dai russi, come ad Avdiivka, non sono risolutive ma rappresentano solo tappe nel cammino distruttivo dell’invasione. Gli scontri sul campo sono accompagnati da momenti di grandezza, ma anche da abiezione e crudeltà, in una guerra che risulta sempre più insanabile per la mancanza di uomini a disposizione. La situazione attuale vede gli ucraini opporsi all’avanzata russa con raid spettacolari e gesti di eroismo, ma la realtà della guerra è implacabile e spietata. Per entrambi gli schieramenti, la vittoria sembra possibile solo attraverso l’annientamento totale del nemico, senza spazio per compromessi o tregue. Alla fine, la guerra e le battaglie avranno un racconto che verrà sedimentato nella memoria collettiva, ma il costo umano e materiale pagato sarà sempre il vero segreto che i leader nasconderanno per mantenere il controllo sulle masse. In questa drammatica situazione, la verità viene distorta e manipolata per giustificare le azioni compiute, mentre i soldati in trincea continuano a combattere e resistere, sperando contro ogni speranza di un cambiamento nella loro sorte





