Home Politica estera BIDEN È STATO DEPOSTO PER RAGIONI POLITICHE (E NON SOLO PER L’ETÀ)

BIDEN È STATO DEPOSTO PER RAGIONI POLITICHE (E NON SOLO PER L’ETÀ)

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di Lucio Leante

Tutto lascia pensare che Joe Biden non si sia ritirato spontaneamente, ma che sia stato in realtà deposto dai maggiorenti democratici tra cui la “lobby-dinastia” dei Clinton (e -con più discrezione- anche da quella degli Obama). Sembra anche che essi lo abbiano deposto non solo per la sua età e i suoi acciacchi (che sembrano essere stati dei buoni pretesti), ma anche -se non soprattutto- per ragioni politiche e strategiche, le stesse che spiegano l’attuale successo di Donald Trump.

Dietro alle questioni di età e di immagine sembra esserci il fallimento delle maggiori politiche dei democratici americani i quali ora trovano in Biden un comodo capro espiatorio per gli errori di tutti. Essi sembrano, d’altra parte, trovare in Trump l’utile spauracchio indigesto, destinato a regnare -secondo le speranze dei maggiorenti dem- per soli 4 anni. Lo stesso Trump nell’immediato potrebbe servire a tirare fuori gli USA e lo stesso partito democratico dai maggiori disastri delle politiche democratiche degli ultimi anni: in particolare quelle sull’immigrazione illegale massiccia, sulla guerra -non tanto “fredda” alla Russia in Ucraina, sulla distruttiva e insostenibile transizione verde e soprattutto sulle politiche derivanti dalle connivenze dem con le follie “woke”.

Queste politiche stanno perdendo sempre più credibilità non solo fra gli strati popolari, ma anche tra i gruppi industriali e finanziari che si sono per questo spostati su Trump.

I maggiorenti dem sembrano puntare sulla vicepresidente Kamala Harris, ma con poche speranze, date le sue corresponsabilità in quelle politiche e la sua scarsa popolarità.

In realtà sembrano puntare soprattutto su una rivincita nel 2028 dopo un nuovo periodo di 4 anni di aggiustamenti interni di linea politica e di durissima opposizione al barbaro e irruente Trump che -sono sicuri- tornerà a prestare il fianco agli attacchi dei maggiori media americani (in gran parte fiancheggiatori solerti dei dem) come accadde quando fu presidente dal 2016 al 2020.

Nel frattempo che farà la sinistra europea? Essa da tempo ha fatto del Partito democratico americano il proprio faro e la propria stella polare e sembra apprestarsi già a seguirlo in una nuova ondata di anti-trumpismo puro e duro magari anche riprendendo i suoi vecchi e tradizionali toni antiamericani. Se non che, il gioco è reso oggi troppo rischioso dalla persistenza della guerra russo-ucraina e dalle propensioni isolazioniste di Trump.

Trump potrebbe infatti se eletto presidente dire agli europei: “Ah sì? vi piace tanto Biden, la Nato e la sua guerra in Ucraina? Volete continuarla a tutti i costi fino alla sconfitta (impossibile) della Russia?  Essa sarebbe -come diceva Biden- una guerra di civiltà tra democrazia e autocrazia? Putin è – come diceva Biden- un nuovo Hitler che sta minacciando l’Europa intera? Benissimo! L’Ucraina è dunque un affare soprattutto vostro,  europeo, non degli americani che ne sono molto distanti. D’ora in poi prendete pure voi a vostre spese l’onere della direzione della guerra e degli aiuti militari e no all’Ucraina. Assumetevi anche  le piene responsabilità di quello che ne potrebbe seguire”.

Che direbbero allora i nostri guerrafondai di carta e talk show che fanno i duri con la tastiera e si presentano in TV con l’elmetto?

Che direbbe allora Ursula e la sua periclitante “maggioranza europea” così sbilanciata sulla “linea Biden” (e non solo sulla guerra ucraina)?

Autore

  • Redazione

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