Iliana Yotova, sostenuta dal partito di governo Bulgaria Progressista e dai socialisti, ha vinto con il 58% dei voti
In Bulgaria la capo di Stato uscente Iliana Yotova ha vinto al ballottaggio delle presidenziali: con il 58% dei voti ha superato lo sfidante Andrei Gyurov, che si è fermato al 39%.
Iliana Yotova è sostenuta dal partito di governo Bulgaria Progressista e dai socialisti, mentre l’ex premier ad interim Andrey Gyurov è candidato dell’opposizione riformista europeista.
Yotova, 61 anni, è diventata presidente nel gennaio scorso, dopo le dimissioni di Radev, che ha lasciato l’incarico per dedicarsi alla politica parlamentare.
Già vicepresidente e parlamentare socialista, sostiene una linea favorevole al dialogo con Mosca e a una soluzione negoziale della guerra in Ucraina.
La figura di Iliana Yotova (e del suo predecessore Rumen Radev, di cui è stata Vicepresidente prima di assumere la presidenza) evidenzia il complesso equilibrio istituzionale e la storica spaccatura dell’opinione pubblica in Bulgaria.
La posizione della Presidente viene definita di “mantenimento del dialogo con Mosca” o “morbida verso la Russia” (con una contrarietà all’invio di aiuti militari diretti all’Ucraina e una linea favorevole a un negoziato politico). Questo atteggiamento si concilia con l’appartenenza della Bulgaria a NATO ed Eurozona grazie ad alcuni fattori chiave:
In Bulgaria la forma di governo è una repubblica parlamentare. Il Governo e il Parlamento hanno la gestione concreta dell’esecutivo, del bilancio, delle decisioni economiche e delle politiche internazionali ufficiali. Le scelte decisive sull’ingresso nell’Eurozona, sulla gestione dei tassi e sui contributi alle missioni NATO competono alla maggioranza parlamentare.
Pur trattandosi di una carica elettiva diretta di forte rilevanza morale e di rappresentanza (e con il comando formale delle forze armate), le posizioni del Presidente non possono sovvertire da sole gli impegni internazionali e i trattati vincolanti già ratificati dal Parlamento.
La leadership filo-socialista/conservatrice bulgara adotta spesso il modello del “doppio binario”: rimane totalmente integrata nell’UE e nell’Eurozona. I fondi europei e l’accesso al mercato unico costituiscono la spina dorsale dell’economia nazionale.
Sul piano identitario e diplomatico: riconosce i forti legami storici, culturali e religiosi che una parte consistente dell’elettorato bulgaro nutre verso la Russia, mantenendo toni moderati e contrari a una contrapposizione militare aperta.
La presenza di una Presidente favorevole al dialogo con Mosca non significa che la Bulgaria stia uscendo dall’asse occidentale o dall’Eurozona. Riflette piuttosto la prassi politica bulgara di bilanciare l’integrazione nelle istituzioni euro-atlantiche con una retorica di neutralità o distensione verso la Russia per rispondere alle sensibilità di una parte importante dell’elettorato interno.
La Bulgaria è un membro pienamente integrato dell’Unione Europea, avendo completato di recente le tappe fondamentali del suo percorso d’integrazione comunitaria.
La Bulgaria è diventata uno Stato membro dell’UE il 1º gennaio 2007, insieme alla Romania, ha completato l’adesione allo Spazio Schengen, eliminando sia i controlli sui confini aerei e marittimi sia i controlli alle frontiere terrestri interne ed è entrata nell’Eurozona il 1° gennaio 2026, diventando il 21º Stato ad adottare la moneta unica (l’Euro) in sostituzione del Lev bulgaro.
La Bulgaria esprime un proprio Commissario europeo, dispone di 17 seggi al Parlamento Europeo e partecipa a tutti i processi decisionali del Consiglio dell’UE.
La Bulgaria, inoltre, costituisce una frontiera esterna fondamentale dell’Unione a sud-est (confinando con la Turchia), giocando un ruolo chiave nella gestione della sicurezza dei confini e dei flussi migratori.

La differenza principale tra Unione Europea, Eurozona e Spazio Schengen riguarda il tipo di integrazione: l’Unione Europea è un’unione politico-economica, l’Eurozona riguarda la moneta unica, e lo Spazio Schengen attiene alla libera circolazione delle persone.
Unione Europea (UE): membri 27 Paesi. Organi chiave: Parlamento Europeo, Commissione Europea, Consiglio dell’UE.
Eurozona (Area Euro): l’insieme degli Stati membri dell’UE che hanno adottato l’Euro (€) come moneta ufficiale di corso legale. Membri: 21 Paesi dell’UE (l’ultimo Paese ad essere entrato è la Bulgaria il 1º gennaio 2026).
Gestione: La politica monetaria è gestita dalla Banca Centrale Europea (BCE). Alcuni Paesi UE mantengono la propria valuta nazionale (es. Svezia, Polonia, Danimarca) o perché beneficiano di deroghe o perché non hanno ancora soddisfatto tutti i criteri di convergenza economica.
Spazio Schengen: area di libera circolazione in cui sono stati aboliti i controlli alle frontiere interne tra i Paesi aderenti. Membri: 29 Paesi (la maggior parte dei Paesi UE più alcuni Paesi extra-UE).
Permette di viaggiare da uno Stato all’altro dell’area senza dover mostrare il passaporto ai confini terrestri, aerei o marittimi interni (salvo ripristini temporanei per motivi di sicurezza).
Svizzera, Norvegia, Islanda e Liechtenstein partecipano a Schengen pur non essendo nell’UE.
La Bulgaria è un membro a pieno titolo della NATO (Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord) dal 9 marzo 2004, durante la quinta ondata di ampliamento dell’Alleanza Atlantica (insieme a Romania, Slovacchia, Slovenia, Estonia, Lettonia e Lituania).
Situata nei Balcani occidentali e affacciata sul Mar Nero, la Bulgaria rappresenta un avamposto difensivo e geostrategico di prim’ordine per l’Alleanza lungo il fianco sud-orientale dell’Europa.
Ospita basi e infrastrutture utilizzate per esercitazioni congiunte NATO e pattugliamenti dello spazio aereo (Air Policing).
Con l’ingresso nella NATO (2004), l’adesione all’Unione Europea (2007), l’ingresso nello Spazio Schengen e l’adozione dell’Euro (1° gennaio 2026), la Bulgaria ha completato l’intero percorso di integrazione nelle principali architetture politiche, economiche e di sicurezza occidentali.
La Bulgaria ospita sul suo territorio diverse infrastrutture militari utilizzate sia dalle forze armate statunitensi sia da contingenti multinazionali della NATO.
Dall’accordo di cooperazione sulla difesa siglato nel 2006 (DCA), le strutture non sono “basi straniere esclusive”, ma strutture militari congiunte a comando bulgaro in cui stazionano o si addestrano le truppe americane e degli alleati NATO.
Le 4 strutture militari congiunte (USA / Bulgaria)
Campo di addestramento di Novo Selo (Novo Selo Training Area): è il centro tattico terrestre più importante del Paese. Utilizzato per l’addestramento e le manovre di forze d’fanteria, mezzi blindati e artiglieria.
Base aerea di Graf Ignatievo: situata nei pressi di Plovdiv, è la principale base di difesa aerea della Bulgaria. Ospita i caccia della difesa nazionale ed è usata dalla NATO per le missioni di Air Policing (pattugliamento e protezione dello spazio aereo nel Mar Nero).
Base aerea di Bezmer: base strategica situata vicino a Yambol, dotata di piste idonee all’atterraggio di grandi aerei da trasporto tattico e d’attacco al suolo.
Centro logistico di Aitos: struttura situata nell’est del Paese, vicina al porto di Burgas sul Mar Nero, usata per lo stoccaggio e la movimentazione di materiale e supporto logistico.
Il ruolo del NATO Battle Group in Bulgaria
A seguito dell’escalation militare nell’Europa orientale dal 2022, la NATO ha istituito in Bulgaria un Battlegroup Multinazionale (Forward Land Forces) con sede principale a Novo Selo per rafforzare la deterrenza lungo il fianco sud-orientale.
L’Italia copre un ruolo di primo piano (Framework Nation), guidando il comando tattico del Battlegroup a Novo Selo con truppe e mezzi blindati dell’Esercito Italiano.
Nel contingente sono integrate truppe provenienti da Stati Uniti, Bulgaria, Albania, Grecia, Macedonia del Nord, Montenegro e Turchia.





