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La questione abitativa

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La questione abitativa Italia - Spagna

Potrebbe diventare un problema anche in Italia? Le differenze con la Spagna

Sono d’accordo con chi sostiene che anche in Italia la questione abitativa potrebbe esplodere in un conflitto sociale. Sono, però, in assoluto disaccordo a fare paralleli con la Spagna.

Il punto che divide le due situazioni è che in Spagna lo sviluppo edilizio e la sua destinazione sono stati posti – assieme alle attività di turismo – come base della crescita del PIL, e questo spiega una crescita maggiore che altrove, ma succube di una possibile drammatica bolla, e a tale obiettivo si è sacrificato molto dei rapporti con le esigenze sociali.

In Italia, invece, che non ha puntato sull’edilizia per gli investimenti nel PNRR sin dalla sua prima stesura, c’è stata e c’è una costante sottovalutazione dell’impatto di carenze di intervento con le fasce più deboli.

Perché chi ha bisogno di affittare non è certo chi ha reddito più elevato; e l’affitto, per gli studenti fuori sede, riguarda una fascia fragile della società.

Ovviamente, sul piano sociale, le conseguenze tra Spagna e Italia sono le stesse: cambia il modo di affrontare il problema.

In Spagna ogni intervento mette a rischio l’equilibrio economico perché impatta con gli investimenti privati in un’area che potrebbe diventare meno appetibile. E mette in discussione il modello di crescita.

In Italia il problema è equilibrare la antica tendenza del “mattone” come risparmio – e che va salvaguardato perché è tutt’altro che problema solo economico – con i problemi che nascono dalla stasi degli investimenti pubblici nel settore e dalla riduzione delle disponibilità di affitto in favore degli affitti brevi.

In Spagna il problema è, dunque, politico-economico, da noi è politico-sociale.

In entrambi i casi sono problemi da affrontare con le molle. Le ricette non possono essere le stesse: l’attenzione sì. E, in ogni caso, il problema è da affrontare senza cincischiare.

Il modo peggiore per farlo, però, è agitare le piazze e farlo da noi come si sta facendo in Spagna. Sottolineare bisogni non significa radicalizzare lo scontro tra questi e diritti secolari quali la proprietà e il suo libero utilizzo.

Il compromesso, l’intesa, l’accordo sono la base di confronto su materie come queste. Le assurdità della scuola degli “occupatori” lasciamole ai poveri di spirito.

E se in Spagna tutto fa capo a uno scontro politico, che considero del tutto sbagliato, in Italia non abbiamo bisogno di trovare un altro motivo da aggiungere a quelli già in campo.

Autore

  • Giuseppe Augieri

    Giuseppe Augieri, laureato in Economia e Commercio, Master alla SdA Bocconi, ha seguito corsi di alta formazione in statistica ed econometria. Progettista impianti, impiegato tecnico ENEL, Segretario Generale UIL – Energia, proprietario ed editore del giornale della Federazione, team leader dello start-up della società ENEL di formazione. Già Responsabile di analisi e controllo gestione di un'importante azienda e amministratore delegato di una sua costola internazionale.

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