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L’UNICA DIGNITÀ È QUELLA DI CHI MUORE AL FRONTE

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Nel suo discorso alla nazione Volodymyr Zelensky ha detto che “ora l’Ucraina può trovarsi davanti a una scelta molto difficile. O la perdita della dignità, o il rischio di perdere un partner chiave”.

Gli unici che possono rivendicare la dignità sono quelli che combattono e muoiono al fronte. Non la possono rivendicare i ladri del cerchio magico di Zelensky e nemmeno lui che, se non si è reso conto di quanto suoi stretti amici rubavano mentre gli ucraini morivano, di dignità ne ha veramente poca.

La dignità l’hanno persa i neocon Usa, i quali, assieme ai neo colonialisti europei e ai loro servi della finanza ebraica antisemita, hanno tentato l’assalto alla Russia ai tempi di Eltsin (1991-1999), in combutta con gli oligarchi diventati potenti e corrotti dopo la fine dell’Urss.

Dopo l’arrivo di Putin, che ha ridotto ai minimi termini gli oligarchi, l’assalto alla Russia è stato condotto con tutti i mezzi possibili, evitando un confronto diretto.

Ne ho parlato approfonditamente qualche giorno fa sul Nuovo Giornale Nazionale in un articolo al quale rimando per non ripetere in continuazione gli stessi concetti:

https://www.nuovogiornalenazionale.com/index.php/articoli-del-direttore/26321-la-russia-combatte-una-guerra-esistenziale.html

L’ultima porcheria dei neocon Usa, assieme alla continua espansione della Nato, è stata la cosiddetta rivoluzione di Maidan nel 2014, orchestrata da Victoria Nuland, vice segretario di Stato e da George Soros, al tempo nel quale Joe Biden, vicepresidente Usa, era il plenipotenziario per l’Ucraina e suo figlio faceva affari a Kiev.

L’idea dei neocon, per come si sono svolti i fatti in Ucraina dal 2014 in poi, è stata quella di utilizzare un intero popolo per sfiancare la Russia. Lo si è fatto mandando a gambe all’aria gli accordi di Minsk. Lo si è fatto mandando a gambe all’aria le trattative immediatamente successive all’inizio della fase belligerante. Lo si sta facendo ora con manovre tra le più ignobili per evitare che Donald Trump, altro obbiettivo da sfiancare, chiuda una guerra persa.

Guerra persa anche per il fatto che quando la si poteva non dico vincere, ma portare a ben altre conclusioni, anziché dare spazio alle logiche di un generale come Zalužnyj, che sapeva il fatto suo, si è preferito continuare ad affidare le sorti della strategia bellica ad uno che non aveva nemmeno fatto il militare come Zelensky.

Chi ha sempre tirato i fili del cerchio magico di Zelensky non può scappare dando la colpa agli altri.

Ho visto scrivere che il piano di Trump sarebbe peggio della ritirata di Saigon. No. Qui la vera ritirata è quella dei vigliacchi che parlano di dignità e che, nel frattempo, operano perché la guerra, ormai chiaramente persa, continui, perché questo è l’obiettivo: usare gli ucraini, fino all’ultimo uomo, per fare quello che i neocon e i neo colonialisti, con i loro servi della finanza, vogliono da sempre: sfiancare la Russia per portarla ad essere quello che era ai tempi di Eltsin.

Sono talmente vigliacchi, lor signori, che attivano nel fortino rimastogli, ossia l’Unione Europea, la propaganda del terrore in base alla quale la Russia invaderà l’Europa. Ne abbiamo sentite di tutti i colori: i Baltici, i Balcani. Un Paese che è stato inchiodato sulla linea del fronte ucraino per più di tre anni può avere la forza di invadere Paesi europei? Chi chiacchiera la geografia la conosce? Che fa la Russia? Attraversa Slovacchia e l’Ungheria? Sbarca in Romania o in Bulgaria? Fa la guerra alla Nato?

La speranza dei neocon di indurre la Russia a fare guerra a Paesi Nato è destinata a fallire. La Russia non ha i mezzi per farlo.  

Tuttavia ci sono dei cialtroni che, come i leader dell’Unione Europea, continuano a promettere soldi che non hanno e armi che non hanno a Kiev, perché la guerra continui fino alla “pace giusta” che è un concetto da manicomio, come ben sa chi abbia letto un qualsiasi libro di storia.

Pace giusta uguale propaganda.

Il peggio della propaganda, che raggiunge i vertici della cialtroneria demenziale, è quella di chi dice che dobbiamo prepararci alla guerra che la Russia inevitabilmente ci farà e che dobbiamo anche prepararci a veder morire i nostri figli.

Qui siamo non solo alla perdita di ogni dignità, ma alla vergogna e al dolo.

Morire per la patria o per la finanza globalista?

La domanda non è oziosa, in quanto a fronte di una pressione USA per chiudere il conflitto in Ucraina si assiste a conati di vomito guerrafondaio da parte di chi vorrebbe che i nostri figli andassero a morire per difendere gli interessi della finanza globalista che con la fine del conflitto russo ucraino vede sconfitta la sua strategia.

Più Trump stringe per chiudere il conflitto è più i servi della finanza globalista alzano la voce per convincere gli europei che ci sarà un conflitto inevitabile con la Russia.

Da questa impostazione propagandistica delinquenziale nascono le esternazioni che invitano gli europei a entrare in una logica di guerra, pensando anche a vedere i loro figli tornare a casa nelle bare.

Si tratta di morire per la patria? No. Si tratta di morire per gli adepti di Mammona, per i vertici della finanza globalista internazionale, quella che non ha perdonato alla Russia di non essersi piegata a diventare preda degli oligarchi riuniti al World Economic Forum per fare del loro Paese terra di conquista.

Dovremmo morire per i padroni del vapore? Per i magnati della finanza? Per i miliardari viziosi che hanno inventato le ideologie perniciose del Green Deal e del Cimate Change? O per affermare, più concretamente, che le materie prime e l’energia russe devono essere a disposizione della City?

Una guerra mondiale con la Russia consentirebbe di azzerare la bolla tossica creata da una gestione finanziaria delinquenziale.

Lavare con il sangue le follie degli adepti di Mammona non è la prospettiva dei popoli europei che non solo devono inorridire a sentire dei pagliacci parlare di mandare a morire i nostri figli, ma che devono mandare a casa delinquenti e provocatori di ogni specie.

È ora di dire basta agli idioti della guerra, siano essi generali o caporali, politici o banchieri, masnadieri o pazzi avventurieri.

Basta.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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