di Alessandro Roazzi
Trump uguale fascismo? Fesseria. Non mi sembra che si vada molto avanti a ragionare così.
L’autoritarismo in essere, presente nel mondo è un aspetto molto importante da valutare. Cresce, mentre la democrazia si svuota, è un fatto.
L’autoritarismo si offre e viene percepito come strumento di governo risolutivo. Un errore per me, ma non vedo altre spiegazioni. L’autoritarismo è sempre più forte, si nutre del “cibo” più fresco e nutriente di questo millennio: le egemonie e, come penso, ricchezze immense, sia finanziarie che tecnologiche.
La democrazia è perdente perché non riesce più a dare risposte rapide, come fanno coloro che detengono dette leve, peraltro perché la stessa non fa ben comprendere la utilità della partecipazione dei cittadini per mutare le cose che non vanno e perché non riesce ad incardinare in regole condivise quei processi.
Semmai Trump va inquadrato in un contesto che vede nella lotta per l’egemonia mondiale uno dei punti di riferimento determinanti per il futuro.
Non a caso oggi chi teme gli effetti di quella competizione inarrestabile insiste sulla scelta multipolare, che è vista non solo come un modo per mettere all’angolo i provincialismi e i populismi, ma anche per lenire l’insicurezza che caratterizza e domina la tormentata scena internazionale.
Eppure mi resta il dubbio che anche il multipolarismo sia una scorciatoia, in quanto i competitori da che mondo è mondo prima tentano di prevalere, poi decidono quali intese sono più convenienti.
Con rischi evidenti. Probabilmente io per primo dovrei cambiare modo di vedere le cose con priorità in leggero disuso: me stesso, la famiglia, Roma, l’Italia, l’Europa e la sinistra (autentica e senza venature post comuniste).
Dovrei partire dal mondo invece, cominciando a…scendere. Ma so gia’ che non reggo lo stress, anche se, la comparazione può essere esagerata, mi viene in in mente la faticaccia di Atlante? Non sono più un ragazzino. Già’ sono in crisi per ragioni calcistiche, riguardanti la mia Roma…




