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TRAFFICANTI DI ESSERI UMANI IN LIBIA E TUNISIA

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Un convoglio di automobili decorate come se si stesse dirigendo a un matrimonio si è rivelato un astuto tentativo di traffico di esseri umani in Libia.

La Brigata 444, una delle principali forze anti-contrabbando in Libia, ha fermato il convoglio, scoprendo che dietro le auto adornate per una cerimonia nuziale si celava un piano orchestrato per trasportare illegalmente circa 50 migranti di diverse nazionalità: tra di loro anche otto donne e due bambini.

L’operazione è stata bloccata grazie all’intensificato controllo delle rotte desertiche da parte della Brigata 444, che ha affermato come i trafficanti stiano ormai ricorrendo a metodi sempre più ingegnosi per sfuggire alla sorveglianza. “Abbiamo stretto la morsa sui trafficanti, e ora cercano nuove modalità per aggirare le nostre forze”, ha dichiarato un portavoce della brigata. I migranti erano nascosti in un convoglio di sei auto, tipicamente utilizzate nei matrimoni libici, una scelta non casuale per evitare sospetti.

Le immagini dell’operazione mostrano i veicoli adornati con cuori, nastri e colori sgargianti, come spesso si vede nei festeggiamenti locali, lungo la strada che collega Tripoli a Sebha, nella regione sud-occidentale del Fezzan.

Il piano prevedeva di trasportare i migranti dalle regioni desertiche verso le zone costiere, probabilmente con l’obiettivo di farli imbarcare per un viaggio verso l’Italia. Ogni migrante avrebbe pagato circa 1.500 dinari libici (circa 285 euro) per il tragitto di quattro ore, con un profitto totale per i trafficanti di 75 mila dinari. I conducenti delle auto che trasportano i migranti sono generalmente libici, anche se non necessariamente i principali responsabili del traffico, che si presume operino nell’ombra, coordinando il tutto senza apparire direttamente coinvolti. La Brigata 444, addestrata dalla Turchia e tecnicamente sotto il controllo del ministero della Difesa libico, è comandata da Mahmoud Hamza, miliziano seguace dell’Islam salafita.

Il gruppo armato ha acquisito una reputazione nella lotta contro il contrabbando e la criminalità organizzata nella Libia occidentale.

Secondo gli ultimi dati visti da “Agenzia Nova”, al 30 settembre dalla Libia sono arrivati in Italia 30.147 migranti via mare, pari al 55,94 per cento del totale, in calo del 17,81 per cento rispetto ai 36.680 sbarcati nello stesso periodo del 2023. Le partenze dalla costa libica hanno riguardato quasi esclusivamente la Tripolitania, l’area nord-occidentale del Paese, mentre 939 migranti (il 3,11 per cento delle partenze dalla Libia) sono giunti in Italia dalla Cirenaica. In base all’ultimo rapporto dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), il numero di migranti in Libia ha raggiunto 761.322 persone tra giugno e luglio 2024, distribuite in 100 municipalità. Le principali città di destinazione sono Tripoli (15 per cento), Misurata (11 per cento), Bengasi (10 per cento) e Zawiya (6 per cento). Si registra un aumento del 5 per cento rispetto ai mesi precedenti, principalmente a causa dell’arrivo di cittadini sudanesi in fuga dal conflitto in Sudan. L’80 per cento dei migranti proviene da Niger, Sudan, Egitto e Ciad. Il rapporto segnala difficoltà per i migranti nell’accesso ai servizi essenziali, come assistenza sanitaria e acqua potabile, con gravi carenze soprattutto nella regione di Al Kufra.

Anche in Tunisia il fenomeno del traffico di esseri umani è presente in modo evidente.

Tre presunti trafficanti di esseri umani sono stati arrestati nei giorni scorsi dalla Polizia tunisina.

Lo riferisce la Direzione generale della sicurezza nazionale, indicando che i tre farebbero parte di una banda specializzata nell’immigrazione clandestina e traffico di stupefacenti. Altre due persone sono state fermate nelle scorse ore per essere interrogate nell’ambito della indagine, condotta in coordinamento con la Procura.

Gli agenti di polizia hanno sequestrato un motore marino utilizzato nelle traversate illegali del Mediterraneo verso le coste europee, 21 mezzi di soccorso marittimo e diversi giubbotti di salvataggio. In un sito utilizzato dalla banda, a Sidi Abdelhamid in provincia di Sousse, gli agenti hanno trovato 12 panetti e 165 pezzi di hashish (zatla) preparati per il traffico, due bilance elettroniche e macchine da taglio. Gli inquirenti hanno inoltre sequestrato tre motociclette ed oltre 2.000 euro.

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  • Redazione

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