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ISRAELE, IN ATTO OPERAZIONE DI TERRA CONTRO HEZBOLLAH

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L’operazione di terra in Libano contro Hezbollah è di fatto già iniziata, in quanto le forze speciali dell’IDF sono entrate nei tunnel di Hezbollah durante operazioni transfrontaliere in Libano.  

Il Dipartimento di Stato americano citato dalla CNN ha detto che il governo israeliano ha informato gli Stati Uniti di “una serie di operazioni”, tra cui operazioni di terra, in Libano.

Il portavoce Matthew Miller, in una conferenza stampa, ha affermato: “Al momento ci hanno detto che si tratta di operazioni limitate incentrate sulle infrastrutture di Hezbollah vicino al confine, ma siamo in continuo contatto con loro a riguardo”.

Le truppe libanesi, nel frattempo, si sono ritirate dalle posizioni lungo il confine meridionale del Libano con Israele, almeno cinque chilometri (circa tre miglia) a nord della frontiera, ha riferito a Reuters una fonte della sicurezza libanese.

Annunciando l’operazione Scudo Settentrionale, il portavoce militare Jonathan Conricus ha detto che “un certo numero di tunnel” è penetrato in territorio israeliano e che le forze armate stanno operando sul versante israeliano della frontiera per distruggerli.

Il ministro della Difesa Yoav Gallant aveva lascia intendere fermamente che Israele si stava preparando a lanciare un’offensiva di terra contro Hezbollah in Libano.

“L’eliminazione di [il capo del terrore di Hezbollah Hassan] Nasrallah è un passo molto importante, ma non è tutto. Utilizzeremo tutte le capacità che abbiamo”, ha detto Gallant alle truppe della 188a Brigata corazzata e della Brigata di fanteria Golani nel nord di Israele.

Il capo di stato maggiore delle IDF, Herzi Halevi, è stato ancora più chiaro nei commenti della scorsa settimana, dicendo ai soldati che l’esercito si stava preparando a scendere in campo in Libano. Le truppe, ha detto, “entrerebbero nel territorio nemico, nei villaggi che Hezbollah ha preparato come grandi avamposti militari, con infrastrutture sotterranee, punti di sosta e rampe di lancio per effettuare attacchi contro i civili israeliani”.

Il vice leader di Hezbollah, lo sceicco Naim Qassem, ha, dal canto suo, giurato ieri che la sua organizzazione è pronta ad affrontare qualsiasi potenziale operazione di terra da parte delle truppe israeliane.

Secondo un articolo pubblicato ieri da un quotidiano statunitense, le truppe israeliane sono entrate nei tunnel di Hezbollah scavati vicino al confine con Israele, nell’ambito di incursioni su piccola scala nel Libano meridionale, in preparazione di una incursione via terra.

Secondo quanto riportato dalla stampa estera negli ultimi giorni, soldati delle Forze di difesa israeliane avrebbero effettuato limitate incursioni transfrontaliere per raccogliere informazioni o danneggiare la capacità di Hezbollah di attaccare Israele.

Secondo il rapporto di ieri del Wall Street Journal, le missioni, descritte come “mirate”, hanno coinvolto forze speciali entrate in una rete di cunicoli sotterranei che Hezbollah avrebbe scavato nei pressi della Linea Blu che separa Israele dal Libano.

Il rapporto, che cita fonti anonime a conoscenza della questione, afferma che i raid hanno avuto luogo negli ultimi mesi, così come più di recente, con le truppe impegnate in operazioni di “sondaggio” e raccolta di informazioni, mentre l’attività aumenta in vista di una possibile offensiva di terra.

Nelle ultime settimane Israele ha intensificato la lotta contro Hezbollah nel tentativo di allontanare il gruppo dal confine e porre fine a quasi un anno di attacchi con razzi e droni nel nord di Israele, che hanno lasciato una fascia di città israeliane devastata e disabitata.

L’offensiva ha incluso pesanti attacchi aerei contro la leadership di Hezbollah, tra cui un attacco di venerdì in cui è morto il suo capo, Hassan Nasrallah, attacchi a depositi di armi e lanciamissili e azioni di natura più segreta, come un’ondata di esplosioni di dispositivi elettronici che ha ucciso decine di membri del gruppo sostenuto dall’Iran, ma che non è stata rivendicata da Israele.

Secondo il Wall Street Journal, un’incursione di truppe più ampia potrebbe verificarsi già questa settimana.

Il primo ministro ad interim del governo libanese, Najib Mikati, dal canto suo, ha detto che è pronto a dare piena attuazione alla risoluzione ONU che mirava a porre fine alla presenza armata di Hezbollah a sud del fiume Litani.

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Il Litani, in azzurro chiaro nella cartina, delimita il territorio controllato dall’esercito libanese, a nord del fiume, e quello dove sono presenti i reparti dell’Unifil e che è, di fatto, controllato da Hezbollah.

Mikati afferma che il Libano è pronto a implementare pienamente la risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite del 2006 e a schierare l’esercito libanese a sud del fiume, che si trova a circa 30 km (circa 20 miglia) dal confine meridionale del Libano.

Va considerato che l’esercito libanese è finanziato dagli Usa e una ripresa del territorio a sud del Litani segnerebbe davvero la fine della presenza di Hezbollah in Libano.

La risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite impedisce a Hezbollah di mantenere una presenza militare a sud del Litani.

Tuttavia, il gruppo terroristico ha palesemente violato tale risoluzione.

Il giornale israeliano Ynet,in un lungo articolo, spiega che quando si parla di uomini armati nel sud del Libano, vicino al confine con Israele, di solito si parla di terroristi Hezbollah o di combattenti della forza ONU UNIFIL.

“Ma in mezzo – scrive Ynet – ci sono anche i soldati dell’esercito libanese, l’esercito ufficiale del Paese. Non è molto forte, né politicamente, né militarmente, ma alla fine l’esercito è una delle poche cose statali rimaste nel vicino nord in disintegrazione”.

La divisione dei ruoli tra le diverse etnie libanesi specifica interviene anche all’interno dell’esercito. Secondo gli accordi del 1989, il comandante dell’esercito deve essere un cristiano maronita, il che porta al fatto che quasi sempre chi comandava l’esercito alla fine diventava presidente, perché secondo la legge anche il presidente deve essere sempre un cristiano maronita . Il capo di stato maggiore, invece, deve essere un druso.

Secondo i dati Cia, l’esercito libanese conta oggi 73 mila soldati in servizio, di cui il 5% donne.

E’ chiaro che un’eliminazione di Hezbollah dai territori a sud del Litani consentirebbe all’esercito llibanese, con l’aiuto di Unifil e di adeguati armamenti e finanziamenti, di restituire pienamente al Libano terriotri che erano stati di fatto espropriati dal gruppo terroristico sciita al servizio dell’Iran.

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  • Redazione

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