
di Gianvito Caldararo
E’ bastato un assist di Renzi concesso alla Schlein, durante la partita di calcio del cuore, che sono state annotate tutta una serie di interventi dei principali esponenti delle forze politiche che dovrebbero far parte del noto “campo largo”. E’ bastata una dichiarazione di Renzi, su “ampia convergenza è possibile”, che subito si è agitato il buon Giuseppe Conte del M5S, che si è espresso con una lapidaria frase, di difficile ed enigmatica interpretazione, quale: “la politica è una cosa seria”. Sicuramente Conte, non dimentica di come Renzi si è sempre vantato di aver mandato a casa il Governo guidato da Conte per fare posto a quello di Draghi.
Una ferita politica ancora aperta, che rende difficile ipotizzare una intesa tra i due. Infatti, la domanda che domina lo scenario politico è la seguente: “C’é da fidarsi di Renzi”. Sull’argomento è intervenuto, con il suo sano pragmatismo, Stefano Bonaccini, oggi parlamentare europeo, il quale ha dichiarato: “I giudizi si danno sui programmi e le idee. Intanto, ripeto, archiviamo personalismi e pregiudiziali. E si riparta dal rispetto e dal confronto, se si vuole essere credibili. Vale per tutti, naturalmente “. In nuovo clima politico a sinistra ha già dato qualche frutto, con un’ampia convergenza sul referendum per l’abolizione della legge sulla “Autonomia Differenziata”. Ma la vera sfida sarà quella di raggiungere il quorum.
Infatti, solo il 33% degli elettori intendono partecipare e recarsi al voto, anche se il 58% è per il NO alla riforma del leghista Calderoli. Al Sud vi è il maggior numero dei contrari alla riforma, stante i maggiori timori per i settori della sanità e l’istruzione. Ma i problemi reali per una eventuale futura maggioranza del ” campo largo “, sono di carattere interno ma in modo particolare sulla politica estera, con lo sguardo rivolto soprattutto ai problemi della difesa. In politica interna, gli scogli da superare sono lo scontro tra una politica assistenziale, espressa da soggetti come Bonelli e Fratoianni, e una politica di sviluppo economico, che caratterizza il PD e le forze di centro.
Ma le maggiori difficoltà verranno dalla politica estera e in modo particolare da quello che è “Lo Stato del processo di integrazione del mercato europeo della difesa”. Il recente Rapporto redatto a cura dell’Istituto Affari Internazionali (IAI), ha evidenziato che “Negli ultimi 15 anni il panorama del mercato europeo della difesa ha vissuto significative evoluzioni grazie a iniziative intraprese nell’ambito della U.E. (Unione Europea) che pongono il Sistema-paese italiano di fronte a una sfida complessa.
A livello normativo, le due direttive del 2009 concernenti gli appalti nel settore della difesa e i trasferimenti all’interno della UE hanno cercato, con risultati limitati, di abbattere le barriere tra i mercati nazionali degli stati membri, mentre il regolamento del 2019 sugli investimenti esteri diretti ha importanti implicazioni anche per il mercato della difesa. E’ di tutta evidenza che gli esponenti del futuro “campo largo”, hanno posizioni molto diversificate e, a volte, anche di forte contraddizioni e di difficile conciliazione.
Sarà un problema vedere come i grillini di Conte e i leader di AVS (Alleanza Verdi Sinistra) si comporteranno di fronte ai numerosi programmi di investimento UE nella difesa, rappresentati da: 1) Preparatory Action on Defence Research (PADR); 2) European Defence Industrial Development Programme (EDIDP); 3) European Defence Fund (EDF ); 4) European Defence Industry Reinforcement through common Procurement Act (EDIRPA ); 5) Act in Support of Ammunition Production (ASAP). Sono programmi che presentano evidenti criticità, in primo luogo quella della dotazione finanziaria del programma EDF che, come sottolinea il Rapporto IAI, “è troppo ridotta per incidere significativamente sul comportamento degli attori nazionali a favore di programmi operativi”.
Quindi, il problema vero per una futura alleanza del “campo largo”, non è l’affidabilità di Renzi, ma soprattutto la coerenza e la responsabilità dei “pacifisti” o “pacifinti” del M5S di Conte e di AVS, l’alleanza di Bonelli e Fratoianni. Di questo deve preoccuparsi la Schlein, perchè è reale il rischio di subire una pericolosa emarginazione a livello europeo e anche internazionale (Nato e Onu).





