L’interesse dell’Italia prima di tutto
L’articolo 1 della nostra Costituzione, sbandierata da tutti e magnificata, in special modo, e nell’ultimo trentennio, dalla “sinistra”, dice, brevemente, che: “L’Italia è una repubblica democratica e la sovranità appartiene al popolo”.
E, tuttavia, la stessa parte di “sinistra”, in Italia, si ostina a non accettare il destino nazionale.
E, cioè, il destino di un popolo che, nell’arco di ottant’anni dalla nascita della Repubblica, non condivide gli estremismi e, in specie, l’estremismo di “sinistra”.
Infatti, non c’è mai stato nell’era repubblicana un governo sedicente di “sinistra” che non abbia governato grazie ai voti dei cosiddetti “moderati” di “centro”.
Compreso il governo Prodi del 2006, fatto cadere dopo appena un anno e mezzo circa dai “rifondazionisti” di Bertinotti.
Per dirla con il linguaggio che più sembra proprio appartenerle, la storia della “sinistra” in Italia è una storia di tentativi di governo messi in atto solo grazie a un’intesa con il “capitalismo” – “moderato” ma pur sempre “reazionario” – di “centro”.
Oggi, quello che viene definito il “Campo largo” non è altro che un ennesimo tentativo di mettere insieme “sinistra” e “centro” per un governo possibile.
E, tuttavia, non è una questione di tattica, governare è una questione di strategia e, cioè, come agire in campo nazionale e internazionale mediante alleanze capaci di garantire la maggiore sicurezza e il maggiore benessere della popolazione. La nostra popolazione, quella italiana, tanto per precisare.
E, invece, negli ultimi trent’anni, l’interesse dell’Italia è stato senz’altro sacrificato rispetto alle presunte esigenze di altre nazioni europee.
Così che, attualmente, è giunta l’ora di tornare a fare di nuovo i conti innanzitutto con le nostre esigenze. Insieme o senza i moderati di centro.
Viva la Repubblica!





