
di Sergio Natale Maglio
A caldo, mi chiedo: è una testimonianza storica o un regalo alla Meloni? Oppure un siluro putiniano alla Nato?
In tutti questi anni non gli è mai venuto in mente – in quelle autorevoli vesti – di chiamare i responsabili militari e appurare con loro la verità della pista francese-Nato? Per poi produrre testimonianze nei processi e ottenere dure condanne, con tanto di scuse e danni?
Oppure lo sapeva e taceva? Forse non se la sentiva di attestare che anche la NATO potesse essere cinica e ingannevole, tanto di attentare alla vita di un leader non allineato come in un complotto di palazzo medievale? Oppure non se la sentiva di provare che la NATO, con il suo braccio francese, dopo aver ammazzato 81 innocenti, potesse ancora aver sistematicamente mentito e falsificato, anche comprando false testimonianze, per non ammettere le proprie responsabilità ai danni di un Paese dell’Alleanza?
In ambedue i casi, il suo non mi pare sia stato un comportamento da statista. Non voleva farsi impallinare come Moro, certo, è stato zitto e si è messo in sicurezza.
Adesso, però, mi chiedo: perché il ‘dottor Sottile’ ha tirato fuori proprio adesso l’argomento? Per dare un assist alla Meloni, fornendole l’alibi per incolpare di tutti i prossimi fallimenti la UE, resa “ostile” dai manutengoli dell’odiato francesino?
D’altra parte, Amato ha fornito a Putin un “empio esempio” di come la NATO, ovvero l’America, tratti di fatto i suoi Paesi alleati, nonché il suo modo “esplosivo” di regolare i conti con chi non ne fa parte. Testimonianza-chiave, direi.
Comunque il professor Amato non sostiene la sua tesi attraverso nuove prove. In realtà, ripropone la lettura del caso Ustica che ha maturato ed espresso più volte nel corso degli anni. Quindi, in definitiva, il suo non è un verdetto bensì una personale ricostruzione come”persona informata dei fatti”.





