
C’è una pressante richiesta di trasparenza sulle pratiche delle ristrutturazioni edilizie che non riguarda solo il comune di Milano ma, a ben vedere, anche molti altri comuni Lombardi.
Ci sono elementi e fenomeni dove la burocrazia non trova la giusta e opportuna attenzione verso un percorso “di trasparenza” troppe volte mediato da svogliate (?) disattenzioni .
Una questione che tocca anche le procedure da attuare “sui cantieri sicuri “.
Interessante la pubblicazione che a tal proposito ha prodotto l’INAIL, dove si stabiliscono un modello pratico e procedure ben definite. La pratica però è tutt’altra cosa.
La disattenzione e la mancanza di formazione più elementare non consente, in troppi casi, la gestione pratica.
Troppi sono i casi dove gli interventi sono raffazzonati e dove esiste un pressappochismo di tipo paternalistico.
La prevenzione resta troppe volte sulla carta e pure la collaborazione dei cittadini più attenti e sensibili viene nella sostanza depotenziata e non valorizzata con una cultura premiale .
C’è purtroppo una scarsa attenzione e verifica nella gestione dei ruoli di responsabilità territoriale .
Un fenomeno che si può ben rilevare è che manca una certa attenzione da parte del mondo della stampa territoriale su questi temi.
Troppe sono le volte che giornali e giornalisti svolgono prevalentemente un ruolo di cerimonieri di complemento nei confronti delle istituzioni. Così si depotenzia pure lo stimolo ad affrontare tematiche delicate che hanno bisogno di essere trattate con assoluta trasparenza .
Domanda: perché – oltre agli auspici liturgici su piazza – non si intravedono su questi temi ruoli propositivi di associazioni imprenditoriali e sindacati?





