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Ucraina, carte in tavola

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Ucraina, carte in tavola

Zelensky: “La leadership del Regno Unito è sempre tangibile” – La tedesca Strak-Zimmermann, presidente Difesa UE: “L’Europa non può più contare sugli Stati Uniti come partner” – I Baltici suonano la tromba della Russia che attacca l’Europa

La guerra in ucraina si è allargata, non in chiave militare, ma in quella politica e diplomatica, mettendo a carte scoperte la sempre più evidente divisione tra Stati Uniti da una parte e Inghilterra e UE dall’altra.

Dopo l’annuncio di Trump relativo ad un accordo con Putin sul gasolio russo agli Stati Uniti, con relativa sospensione americana delle sanzioni alla Russia, l’Unione Europea si è scatenata, con il solito isterismo dei Baltici, guidati dagli inglesi e ieri si è consumato un altro passo di evidente rottura tra le due sponde dell’Atlantico: i ministri degli Esteri dell’Ue hanno adottato quasi 1.600 nuove voci di inutili sanzioni rivolte al complesso militare-industriale russo.

Kaja Kallas, attaccando gli USA, ha messo allo scoperto la faglia che divide, ormai, le due sponde dell’Atlantico: “Le sanzioni funzionerebbe molto meglio se i nostri partner, dal Regno Unito agli Stati Uniti, fossero sulla nostra stessa linea. Il Regno Unito è dalla nostra parte, ma se anche gli Stati Uniti lo fossero, se approvassero il disegno di legge Graham sulla Russia, potremmo davvero esercitare la pressione necessaria affinché la Russia ponga fine a questa guerra: chiediamo che lo facciano”.

Che gli inglesi guidino la danza lo ha reso noto lo stesso Zelensky. Come riferisce Ukrainska Pravda, Zelenskyy, dopo un colloquio avuto il 10 ottobre con il primo ministro britannico Andy Burnham, ha annunciato i preparativi per l’incontro e “le giuste misure comuni da adottare”.

Zelensky ha informato il Primo Ministro britannico sugli attacchi russi contro l’Ucraina e ha sottolineato che la difesa aerea è la priorità assoluta.

“È importante – ha detto Zelensky – che ci siano soluzioni concrete per proteggere la vita in Ucraina e per la nostra collaborazione in Europa in materia di sicurezza. La leadership del Regno Unito è sempre tangibile, ed è significativo il fatto che il Regno Unito continuerà ad aumentare la pressione sanzionatoria sulla Russia a causa della sua escalation”.

Zelensky ha avuto anche un colloquio con il Primo Ministro norvegese Jonas Gahr Støre e ha ringraziato i norvegesi per il loro sostegno.

“Questo è un momento particolarmente importante – ha aggiunto Zelensky – in cui sono necessari nuovi passi affinché la Russia non abbia l’impressione di poter distruggere il mondo e continuare la guerra all’infinito. Ho informato sugli attacchi russi di oggi, attacchi vilissimi che si sono susseguiti per tutta la giornata. Sono grato alla Norvegia per la sua disponibilità ad aiutare. Continueremo a coordinarci, a preparare incontri e a prendere decisioni congiunte”.

Domenica, come riferisce la Ukrainska Pravda, Zelensky ha affermato che “la vera causa della guerra in Europa è la Russia, e solo essa. Sarebbe realistico fermare gli attacchi al settore energetico oggi stesso, ma Putin non vuole farlo. L’Ucraina sarà pronta a interrompere gli attacchi alle raffinerie russe se la Russia smetterà di attaccare le nostre infrastrutture energetiche”.

Sempre più alta la tensione fra USA e Unione Europea.

La presidente della commissione Difesa e Sicurezza del Parlamento europeo, Marie-Agnes Strack-Zimmermann (Partito Liberale Democratico), ha affermato su X, in “Verità europea che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump “si è schierato dalla parte di un assassino” con le sue dichiarazioni contro Volodymyr Zelensky.

“Se Trump chiede le dimissioni di Zelensky – ha sottolineato Strak-Zimmermann – si schiera chiaramente dalla parte dell’assassino. La leadership dell’Ucraina viene decisa esclusivamente dagli ucraini attraverso elezioni libere, non dalla Casa Bianca e soprattutto non dal Cremlino”.

Strak-Zimmermann ha aggiunto che il leader russo Vladimir Putin dovrebbe comparire davanti al Tribunale dell’Aia e che le sue vittime dovrebbero ricevere un adeguato sostegno.

Secondo l’eurodeputata, Trump sta indebolendo l’Occidente attaccando gli alleati. Per questo motivo, sempre secondo Strack-Zimmermann, l’Europa non può più contare sugli Stati Uniti come partner.

“Con i suoi continui attacchi agli alleati e alle istituzioni democratiche, Trump sta indebolendo l’Occidente e danneggiando la democrazia. Molti americani la pensano così. Pertanto, l’Europa deve attenersi con fermezza a una linea chiara e sostenere l’Ucraina, perché in questo momento non ci si può fidare degli Stati Uniti”.

A giocare al rialzo continuo della polemica contro gli Usa sono i Baltici, con l’Estonia (patria di Kaja Kallas) in testa, i quali suonano la musica della Russia che vuole attaccare l’Europa al fine di garantire le spese per il riarmo.

Il ministro degli Affari Esteri dell’Estonia Margus Tsahkna arrivando ieri al Consiglio Esteri a Lussemburgo ha affermato: “Dobbiamo affrontare il problema di come difendere l’Europa, perché la Russia ora sta attaccando l’Europa. Assistiamo a un numero sempre maggiore di attacchi terroristici e di sabotaggio contro i paesi europei, ed è quindi fondamentale che oggi si discuta anche della sicurezza europea”.

“La tregua energetica – ha aggiunto Margus Tsahkna – non funziona quindi, quello che dobbiamo fare in Europa, è concentrarci su ciò che possiamo fare. Dobbiamo continuare a esercitare pressioni sulla Russia e dobbiamo discutere da dove proverranno in futuro i fondi necessari per sostenere l’Ucraina e spero quindi che useremo i beni russi congelati. Ma dobbiamo anche parlare di sicurezza europea. Lo scorso anno i paesi dell’area Schengen hanno rilasciato 650.000 visti turistici a cittadini russi: si tratta di una situazione che non possiamo più permettere”.

La Lituania, in un eccesso di follia isterica ha detto che gli 007 russi devono essere dichiarati organizzazione terroristica.

“L’UE designi il servizio di intelligence militare russo (GRU) come organizzazione terroristica e aumenti la pressione su Mosca”, ha detto ieri il ministro degli Esteri lituano Kęstutis Budrys al suo arrivo al Consiglio Affari esteri dell’UE.

“Il GRU – ha aggiunto – sta già agendo come un’organizzazione terroristica. Per questo spetta all’UE designare questa organizzazione come terroristica e fare lo stesso con tutti coloro che sono collegati ad essa”.

Sul carro dell’isteria è salito anche il leader polacco Tusk, il quale intervenendo al Forum sulla sicurezza di Varsavia, ha detto: “Serve una presenza in Ucraina contro Putin”.

L’annuncio della tregua energetica

L’annuncio da parte di Trump della tregua energetica, ossia di una sospensione degli attacchi alle raffinerie russe da parte degli ucraini e delle reti energetiche ucraine da parte dei russi pare essere in linea con il gioco a carte scoperte. Lui dà le carte: la tregua. Poi vede chi dice sì e chi dice no, chi la rispetta e chi no, costringendo i due attori del conflitto a scoprirsi.

Ovviamente costringe a scoprirsi anche tutti coloro che sono, in qualche modo, della partita.

Il primo ad uscire, necessariamente, allo scoperto è stato Zelensky, il quale ha annunciato che l’Ucraina risponderà agli attacchi russi qualora Mosca non accettasse il “cessate il fuoco energetico” annunciato unilateralmente domenica dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, affermando, in tal modo di accettere quanto ha detto Trump.

“Se la Russia non accetterà un cessate il fuoco nel settore energetico, risponderemo – ha sottolineato Zelensky in un videomessaggio in occasione del forum sulla sicurezza a Varsavia – Se la Russia vuole che interrompiamo i nostri attacchi a lungo raggio contro le sue raffinerie di petrolio e le sue esportazioni di greggio, allora deve fermare i propri attacchi contro il nostro sistema energetico e le infrastrutture critiche, e smettere di uccidere la nostra gente”.

Axios sostiene che il Cremlino non avrebbe accettato la tregua di Trump. Secondo quanto riportato da Axios, la proposta ‘raffineria per raffineria’ a cui faceva riferimento Trump nel post sul suo social Truth è “sbilanciata” perché l’Ucraina ha un’unica raffineria di petrolio che è stata attaccata più volte dai russi e non è pienamente operativa. La Russia, invece, ha una vasta serie di raffinerie.

“Trump – ha spiegato Axios – sembra cercare di far sì che una tregua parziale diventi realtà facendo leva sulla sua volontà. Per il momento, però, la Russia non ha accettato alcuna forma di cessate il fuoco, mentre l’Ucraina ne chiede una che vieti gli attacchi alle centrali elettriche”.

Il Cremlino attacca Zelensky

Il Cremlino ha accusato il presidente ucraino di “isteria” nei suoi comportamenti.

“Trovandosi in uno stato di isteria, difficilmente è ora in grado di intraprendere azioni ben meditate”, ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, in un’intervista al giornalista del servizio Vesti Pavel Zarubin. “Se fosse stato capace di azioni ponderate, in questo momento avrebbe già mostrato un’inclinazione verso negoziati di pace”, ha spiegato Peskov.

La Russia chiede all’Europa di cambiare linea sulla guerra in Ucraina, sulla scia della nuova posizione di Donald Trump.

“I governi di Regno Unito e Unione europea, i loro seminatori di guerra (invasi dai migranti, a corto di diesel, petrolio e gas) dovrebbero smettere di infiammare la guerra”, ha scritto su X Kirill Dmitriev, inviato del presidente Vladimir Putin per la cooperazione economica e considerato uno dei negoziatori dell’intesa USA – Russia sul diesel.

“Il mondo, il popolo britannico e gli europei – ha aggiunto – vogliono la pace. E vogliono che anche la leadership ucraina voglia la pace”.

Nonostante tutto si muove il fronte diplomatico

Secondo quanto riportato da una fonte alla Tass, i negoziatori americani Steve Witkoff e Jared Kushner non hanno annullato i loro piani di visitare Mosca, ma arriveranno con una chiara comprensione della posizione di Kiev.

“L’intenzione c’è, ma ci sono difficoltà a comprendere la posizione di Kiev. Verranno, ma con una chiara comprensione di tale posizione”, ha affermato la fonte dell’agenzia.

Interpellata sulla possibilità che la visita potesse ancora avere luogo entro le prossime due settimane, la fonte ha risposto: “Tutte le opzioni sono sul tavolo”.

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov ha detto all’agenzia Ria Novosti:
“Trump ha detto di credere che sia giunto il momento di un nuovo presidente. Perché? Perché il presidente ucraino deve prendere decisioni molto importanti e molto difficili per fermare questa guerra. O Zelensky si assume questa responsabilità e dimostra la volontà politica, oppure no”.

Axios fa sapere che Trump, è “molto arrabbiato” con l’omologo ucraino, Volodymyr Zelensky, che accusa di contribuire all’impennata globale dei prezzi del carburante con i suoi attacchi alle raffinerie russe.

Axios cita una fonte della Casa Bianca, secondo la quale Trump ritiene che il leader di Kiev “stia dando per scontato” l’appoggio statunitense.

Dopo aver revocato venerdì scorso le sanzioni sull’esportazione di diesel russo, il presidente degli Stati Uniti – scrive Axios – “rimane concentrato sulla necessità di fermare gli attacchi ucraini contro le raffinerie di petrolio russe” e “ritiene che gli attacchi stiano facendo aumentare i prezzi della benzina negli Stati Uniti”.

“Gli attacchi ucraini contro le raffinerie russe stanno danneggiando il rapporto tra Zelensky e Trump più di quanto stiano danneggiando la Russia”.

La Tass si limita a citare Axios e a ricostruire i rapporti tra Trump e Putin degli ultimi giorni.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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