Home Opinioni SPETTIAMOLA DI TIFARE PER LE “STRXXZATE”

SPETTIAMOLA DI TIFARE PER LE “STRXXZATE”

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di Marforius

In questi giorni, come spesso accade, non sono mancati episodi, che in un mondo normale neanche sarebbero ipotizzabili, ma che nel nostro contesto, soprattutto partitocratico, purtroppo sono comuni.

Mi riferisco all’incontro avutosi recentemente tra il Presidente del Consiglio Meloni e il presidente della Giunta regionale della Campania, De Luca, nel corso del quale la Meloni si è presentata auto aggettivandosi “stronza”, per rispondere evidentemente, con tale boutade, con il termine con il quale fu apostrofata, tempo fa, dallo stesso De Luca, allorché ci fu una manifestazione di protesta sotto Palazzo Chigi.

Come al solito, l’animo dei guelfi e dei ghibellini è subito emerso, tutti contro la Meloni ed a favore di De Luca, oppure, viceversa, tutti contro De Luca e a favore della Meloni.

C’è da chiedersi se siamo tutti impazziti, ovvero se i cittadini elettori di fronte a tutto questo non sappiano finalmente affrancarsi dalle  appartenenze, peraltro sovente non suffragate da scelte strategiche e politiche, degne di questo nome, ma soprattutto riferite a mera logica di gruppo, finalizzata ad occupare il potere per il potere.

Ricordare monsignor Della Casa, autore dell’ormai misconosciuta opera titolata “Il Galateo”, è cosa vana, visto il livello di questa classe politica, che di politico ha ben poco.

Ma sarebbe bene che i cittadini si facessero sentire, iniziando a non parteggiare, perché non c’è nulla di commendevole in tutto questo, anzi c’è solo da vergognarsi, ammesso che ormai lo si sappia ancora fare.

Come si può plaudire De Luca, certamente poco o per nulla devoto al povero monsignor Della Casa, visto che sovente utilizza un linguaggio da avanspettacolo non proprio adeguato e lontano  da contesti accademici, ormai riferimenti ai più sconosciuti.

Naturalmente anche la Meloni non né parsa una devota di Della Casa, nonostante dovrebbe essere per natura….garbata, anzi è parsa anch’essa ispirata ai modi poco consono al suo ruolo.

Allora che dire: poco o nulla. Questo passa il convento,  questo è il livello dei nostri politici, che non sono neppure paragonabili agli esponenti della prima Repubblica, compresi quelli di terza fila. Non serve fare nomi e scomodare personaggi che erano un esempio di cultura, stile e visione politica, che non è neanche il caso di accostare a lor signori (si fa per dire).

Il povero principe De Curtis avrebbe chiosato “Signori si nasce”, ma di fronte a tutto ciò avrebbe accompagnato il suo motteggio con un florilegio sonoro di stretta osservanza partenopea.

Amen awomen

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  • Redazione

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