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SI VIS PACEM PARA BELLUM

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Nel prologo del libro III dell’Epitoma rei militaris di Vegezio composto nel IV secolo d.c. si legge ” Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum” da cui la famosissima frase ” Si Vis Pacem Para Bellum”.

E’ la frase con cui Giorgia Meloni, nostra Presidente del Consiglio, ha arricchito il Suo discorso alle Camere nei  giorni scorsi circa la visione politica del Governo sull’attuale scenario internazionale di crisi.

Giorgia Meloni che ha rivendicato con orgoglio di essere leader di una grande nazione come l’Italia, e che la ha vista seduta al fianco di Trump nel tavolo della  Nato di queste ultime ore, merita la considerazione di “unicum politico per capacità ed intelligenza” in un contesto che a voler sommare il numero di neuroni presenti non si raggiungerebbero la decina in ambo i lati delle Camere.

Ma è con l’articolo di Silvano Danesi, che scrive di una politica a “Pentagono” a livello internazionale , ove presenti USA, Russia,Cina, Arabia Saudita ed India che si intende proporre qualche riflessione.

E la prima riflessione riguarda Israele.

Lo Stato di Israele nasce il 18 maggio 1948 e da subito iniziano le perenni guerre dei Paesi Arabi contro Tel Aviv.

Ma è con la “guerra dei 12 giorni” appena terminata che il Sistema Mondiale cambia prospettiva.

Nella guerra all’Iran per distruggere i siti nucleari per la prima volta la bandiera a “Stelle e Strisce” ha combattuto con la bandiera della “Stella di Davide”. In passato anche recente, gli statunitensi avevano fornito copertura militare allo Stato Ebraico ma mai sino ad ora avevano combattuto un conflitto “insieme”.

Israele con questa operazione ha iscritto una “ipoteca” su tutto il Medio Oriente, ipoteca che ha il nome di “Accordi di Abramo” con cui garantisce e garantirà la sicurezza per “tutti” a partire dalle Monarchie Saudite e del Golfo per favorire quello che sarà il luogo  tra i più ricchi del globo.

Ma esistono altre considerazioni. Scrivendo di Unione Europea si fanno proprie e si sottoscrivono le considerazioni e conclusioni di Silvano Danesi che nel rendere educato il contenuto dell’articolo si evidenzia che affermare la rappresentazione del “nulla cosmico” è pari ad un complimento.

Ma la novità in tutto questo scenario è proprio l’Italia.

Se è vero, come è vero, che Israele con il Mossad, considerato il più efficiente servizi segreto del mondo, e l’IDF potrà garantire gli interessi occidentali in M.E., la nostra Italia è chiamata a garantire sempre gli stessi interessi nel Mediterraneo.

La nostra Marina Militare da sempre conosce ogni angolo del “Mare Nostrum”, ed il nostro AISE, erede del quotidianamente compianto e rimpianto SISMI, conosce il Suo “mestiere” e nell’area MENA farà altrettanto bene la Sua parte.

Si torni al Pentagono di Silvano Danesi. Tra i “chi manca” rileviamo il Regno Unito. La Terra dei Windsor non è più la “favorita”, il suo Impero non esiste più distrutto dalla politica “fabiana” dei suoi vertici, e nei luoghi ove regnava MI6 oggi si parla la lingua dei figli di Abramo.

Su conclude con la evidenza di un fatto, un atto, di un gesto che ha un significato che supera ogni altro significato.

Netanyahu nel pieno del conflitto con l’Iran si è recato davanti al Muro del Pianto a Gerusalemme, Città Santa per Ebrei, Cristiani e Mussulmani.

Netanyahu ha pregato per Trump.

Il popolo Ebraico, popolo fratello maggiore di noi Cristiani ed in particolare Cattolici o Latini come veniamo chiamati nelmmedio oriente, ha stipulato una alleanza con gli statunitensi, e per loro ogni alleanza è “Sacra”.

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  • Redazione

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