
Vi è una “strana” coincidenza che unisce l’opposizione, una larghissima parte dei Sindacati e …. la Lega e riguarda il superamento della legge Fornero. Sin dal suo sorgere questa famigerata legge, a mio parere, aveva provvedimenti (forse non tutti) sbagliati, ma poggiati su una base di ragionamento condivisibile: bisogna rallentare tutto, nel sistema pensionistico, perché altrimenti esso è destinato ad esplodere. Triste, ma è così. Ora vedo rivendicazioni che intendono dare “di più” ma non vedo come essi si leghino alle condizioni di base. Vediamo.
Parto dal giudizio espresso da Cazzola: “Finalmente ci stiamo accorgendo che, prima ancora di un problema di sostenibilità finanziaria, ce n’è uno drammatico di demografia“. Giusto, per me, ricordare la demografia: non è possibile considerare secondari i due fenomeni del calo di natalità sommato all’allungamento della vita. Ad essi si aggiunge che l’ampliamento del numero dei posti di lavoro – e relativi contributi – non segue, anche nelle ipotesi più ottimistiche, la stessa dinamica di crescita del numero di pensionati. Ma anche il problema “sostenibilità finanziaria” è già oggi altrettanto esplosivo.
Riporto qui solo alcuni numeri, senza commenti.
Per quanto riguarda l’attualità, il costo totale delle pensioni sarà di 318 miliardi nell’anno in corso per poi continuare a crescere: previsti 351 miliardi nel 2025. Le sole rivalutazioni delle pensioni incidono per 21,3 miliardi di euro sulla spesa previdenziale, nonostante i tagli all’adeguamento delle pensioni superiori a 2.000,00 Euro: lordi!!!. Per valutare meglio il problema, queste cifre vanno messe in relazione con altre voci del bilancio dello Stato. Le entrate complessive saranno pari a fine anno a 672 miliardi per arrivare a 692 nel 2025. La spesa pensionistica assorbe quest’anno il 47% del totale delle entrate e quasi il 50% nel 2025.
Fin qui “l’oggi”. Per quanto riguarda la prospettiva (che però comincia già domani) secondo l’ex presidente Inps Pasquale Tridico, il rapporto tra lavoratori e pensionati di qui a cinque anni passerà dall’attuale 1,4 a 1,3, con proiezioni al 2050 di 1 lavoratore per ogni pensionato.
Mi fermo qui: vi sono tanti altri numeri, deprimenti, che preferisco non citare. C’è un limite al piangersi addosso.
Aspetto una proposta che non sia solo rivendicazione con annesso mugugno. Confesso di essere molto ignorante: se qualcuno mi dice come fare a tenere in piedi questo sistema già disastrato, dando “di più” senza peggiorarne le condizioni di equilibrio, giuro che lo applaudirò.





