
Nel Circo Massimo dell’Unione Europea è di scena il salto mortale triplo con avvitamento a destra.
Grande allenatore post olimpionico, ormai avvezzo alle limpide acque della Senna e con la “Senna di poi”, Emmanuel Macron, pupillo dei Rothschild e leader di riferimento degli italiani aspiranti alla Legion d’Onore, il quale sta dando il massimo di sé nel dirigere il più grande spettacolo di tutti i tempi: il salto mortale triplo con avvitamento a destra.
Per battere il pericolo fascista rappresentato dalla Le Pen, il maestro circense ha rappattumato un Nuovo Fronte Popolare, illudendo i poveretti che con loro avrebbe fatto una grande alleanza e un governo rosso verde, salvo scaricarli il giorno dopo e dare incarico, dopo una sosta olimpica di due mesi, di fare il Governo ad un esponente della destra gollista.
ll capo dell’Eliseo ha infatti scelto, come nuovo inquilino di Palazzo Matignon, Michel Barnier.
Esponente della destra gollista, Barnier è stato per la prima volta ministro nel 1993, poi tre volte durante le presidenze di Jacques Chirac e Nicolas Sarkozy. È stato inoltre due volte commissario europeo a Bruxelles, poi, tra il 2016 e il 2021, ha guidato le trattative per l’uscita del Regno Unito dall’Ue.
I leader dei partiti di sinistra del Nuovo Fronte Popolare hanno confermato che chiederanno la censura del governo Barnier all’Assemblea Nazionale, mentre Marine Le Pen e Jordan Bardella hanno fatto sapere che giudicheranno il discorso di Barnier prima di decidere se votare e meno la sfiducia.
Riguardo ai rapporti con Le Pen, Barnier ha dichiarato: “Non ho nulla in comune con le tesi del Rinnovamento nazionale, ma rispetto gli 11 milioni di francesi che hanno votato per loro”.
Secondo le indiscrezioni, in base alle quali la moneta di scambio per un voto non sfavorevole della Le Pen sarebbe la introduzione del proporzionale e nuove elezioni nel 2025, Barnier ha affermato: “Non ci sono linee rosse. Se questa fosse una soluzione non la eviterei. Ma ne discuterò con i gruppi politici”.
Da qualsiasi lato lo si voglia guardare, quello di Macron è un salto mortale triplo con avvitamento a destra che manda a quel paese il Nuovo Fonte Nazionale, usato, beffato e mazziato.
Incredibile, ma vero, l’equivalente salto mortale triplo con avvitamento a destra, attuato immediatamente dal cosiddetto mondo politico europeo.
La democristiana Ursula von der Leyen: “So che Michel Barnier ha a cuore gli interessi dell’Europa e della Francia, come dimostra la sua lunga esperienza. Gli auguro tanto successo nella sua nuova missione”.
A seguirla l’altra democristiana, la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola: “In tutte le posizioni ricoperte, Michel Barnier ha dimostrato leadership, visione e metodo. Sono convinta che utilizzerà al meglio la sua esperienza e le sue competenze come nuovo Primo Ministro francese”.
Soddisfatto, al di là del ridicolo, in quanto dopo il salto mortale è caduto nella rete, il cancelliere tedesco Olaf Scholz: “I nostri due Paesi hanno un legame singolare, sono due partner strettamente uniti nel cuore dell’Europa”.
Forse si è dimenticato di essere socialista e di voler escludere le destre da ogni rapporto con la maggioranza, ormai fittizia, che reggerebbe la Commissione.
Del resto che dire del socialista Scholz che con Londra svolta a destra sui migranti, dopo che il suo partito le ha prese di santa ragione nelle elezioni dei lander ed è ridotto al lumicino?
Il leader socialista fabiano (laburista) Keir Starmer vuole ricollocare i clandestini fuori dai confini del Regno Unito, seguito, guarda caso, dal governo semaforo del socialista Scholz.
Riguardo ai conti, se la Francia è in grandi difficoltà, il socialista Scholz è nel baratro, con un flop produttivo del meno 2,4 e con le industrie che vivono le più nere previsioni.
Il povero Scholz ha dovuto chiedere marcia indietro sul diesel. I suoi Verdi sono falliti in tutte le ultime elezioni. Il Quarto Reich della Merkel è un ricordo lontano.
Il mondo dell’auto è in rivolta e gli industriali europei si stanno mobilitando contro l’ideologia green disastrosa. Scholz, ovviamente, insiste e vara un pacchetto di incentivi per le auto elettriche che nessuno vuole.
Che nel Circo massimo la leadersip tedesca abbia il ruolo del clown nell’intermezzo tra un salto mortale triplo con avvitamento a destra e l’altro? Come ruolo non è male.
A parlare di climat change è rimasto solo Jorge Mario Bergoglio, evidentemente a corto di idee.
Ad assistere al salto mortale triplo con avvitamento a destra è arrivato Mario Draghi, con il suo rapporto sulla competitività dell’economia europea, esortando maggiore coordinamento e cooperazione e proponendo anche l’idea di debito in comune.
Draghi ha evidenziato il divario di crescita tra Ue e Stati Uniti, l’aumento della competizione con la Cina e la mancanza di presenza europea nel settore tecnologico.
Tutte cose che non conoscevamo e che, per nostra fortuna, lui ci mette davanti agli occhi perché ne prendiamo coscienza. Ne faremo tesoro, come per le prediche sui vaccini, sui condizionatori da spegnere per salvare l’Ucraina, sulle sanzioni alla Russia e sullo swift per isolare le transazioni con le banche russe.
Draghi sottolinea l’importanza dell’innovazione, dell’energia e della sicurezza come pilastri per una crescita sostenibile e suggerisce anche la necessità di completare il mercato unico, rendere coerenti le politiche industriali e finanziare in comune i beni pubblici europei.
Una bella predica che nessuno ascolta, incantati come siamo davanti alle evoluzioni della maggioranza Ursula, condita con insalata verde e ormai scaduta, come i prodotti del supermercato.
Forse è ora di avviare, nel Circo Massimo, un salto mortale triplo con avvitamento a destra finale, mandando in pensione definitiva la maggioranza Ursula rosso verde e, sia pure mantenendo la signora, dando vita ad una maggioranza in linea con le tendenze emergenti tra gli elettori delle nazioni e degli Stati dell’Unione.
Il compito è del Partito Popolare Europeo, che ormai, anche per quanto accade in Germania, non può più evitare l’esame di realtà.





