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Referendum, sondaggi e voto

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Referendum, sondaggi e voto

Andiamo alle urne il 22 e 23 marzo

Da qualche giorno è calato il silenzio sulla diffusione dei sondaggi. Tutti mettono in rilievo un forte recupero del no e danno i due schieramenti in una posizione di sostanziale parità statistica.
Il recupero del no era ampiamente prevedibile: tante persone che inizialmente valutavano la riforma costituzionale nel merito e la approvavano si sono fatte coinvolgere nella fortissima campagna di politicizzazione messa in atto dal fronte del No e hanno cambiato posizione.

Resta da vedere quanto ampio è stato questo recupero. C’è gran differenza fra un sondaggio e l’altro, molti poi presentano i risultati in maniera tale da favorire, a volte sfacciatamente, il no.

Alcuni sondaggi danno il no in vantaggio di due tre punti salvo specificare, scritto in piccolo, che si tratta di risultati relativi a uno scenario a bassa affluenza, spesso intorno al 40% dei votanti.

Una casa di sondaggi ha formulato la domanda in questi termini: votereste Sì o No alla riforma della giustizia approvata dal governo Meloni? Sì, proprio così, approvata dal governo Meloni, come se fosse il governo, non il parlamento, ad approvare le riforme!

Facili polemiche a parte, assolutamente tutti i sondaggi danno per scontato che nel caso di alta affluenza alle urne aumentano in maniera esponenziale le possibilità di vittoria del Sì. Il No può sperare di vincere solo con una bassa partecipazione al voto.

Praticamente tutti i sondaggi inoltre mettono in rilievo che la propensione ad andare a votare è più bassa nel centro destra, in particolare in Forza Italia.

Se la cosa fosse vera ci sarebbe da non credere alle proprie orecchie. Si va a un referendum sulla giustizia, si vuole la separazione delle carriere fra giudici e PM, obiettivo da tempo immemorabile perseguito da tutti gli oppositori del giustizialismo forcaiolo e gli elettori di Forza Italia non partecipano massicciamente alla consultazione?

Ma… si sono dimenticati delle decine di processi subiti da Berlusconi?

Parliamoci chiaro, disertare le urne il 22 e 23 marzo sarebbe un errore imperdonabile. Solo persone davvero molto, molto superficiali possono non capire l’importanza di questo referendum.

L’esito dello scontro referendario dipende in larga misura dall’affluenza, se chi ha votato centro destra va a votare la vittoria del Sì è certa. Chi diserta le urne poi non si lamenti.

Devono votare tutti.

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