Il premierato assomiglia al…principato. Che sconquassi il sistema istituzionale lo hanno dimostrato in molti.
Cosa manca? Riconoscere che quella proposta è resa possibile da fenomeni squisitamente politici, di cui dal 1993 in poi tutti portano responsabilita.
Rinchiudersi nella nostro provincialismo non basta più.
Intanto bisogna riconoscere che esiste una tendenza mondiale all’autoritarismo da noi semmai declinata …all’italiana.
C’è la frana del consociativismo politico che è evidente ma che non può condurre a più democrazia ma probabilmente al suo contrario.
La stessa evoluzione del ruolo della Presidenza della Repubblica induce a riflessioni politiche e non solo perché il cardinal Ruini, un quasi-Papa, denuncia comportamenti irrituali da parte di Scalfaro, a parer mio erroneamente ricordato come un padre della Patria.
Ma per rileggere atteggiamenti del passato, che hanno tentato di supplire allo sfascio della classe dirigente, ci vuole anche altro.
Ma questa nuova scombinata ingegneria istituzionale dimentica anche che, con una minoranza di elettori che votano, anche riguardo il Parlamento inevitabilmente si finisce per consegnare ad élite minoritarie i destini del Paese.
La Meloni, negando di volersi dimettere se il premierato fallira’, dimostra infine di essere più intelligente di chi le si oppone: dopo farà la vittima, e fare la vittima premia.
Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.